Parte la rivoluzione valoriare di 𝐑𝐞𝐖𝐫𝐢𝐭𝐞𝐫𝐬: capovolgere la prospettiva e riscoprire che i valori possono essere trendy

Il 15, 16 e 17 ottobre 2021, al WeGil, avveniristica struttura razionalista della Regione Lazio, prende il via il ReWriters fest., sbocco naturale di un movimento culturale che – fondato da Eugenia Romanelli – vuole radunare attorno a sé il vasto mondo dei ReWriters, di tutti coloro cioè che hanno deciso di riscrivere l’immaginario collettivo per restituire al domani un mondo migliore. Il programma completo

Opera di Fabio Magnasciutti, collezione ReWriters Art Gallery

La società civile, insomma, si alza in piedi, dice basta e al ReWriters fest pianta il primo seme di una rivoluzione valoriale, scrive il calendario delle azioni che possano rendere attivi e fattivi i valori che hanno dato vita, un anno e mezzo fa, al Manifesto dei ReWriters.

Max Gazze

Fra gli ospiti: Drusilla Foer, Max Gazzè, Vauro, Sten Lex, Lucamaleonte, Pino Strabioli, Melania Mazzucco, Luca Barbarossa, Livio Beshir, Giancarlo de Cataldo, Giovanni Scifoni, Greg, Carlo Massarini, Federica Cacciola (Martina Dell’Ombra), David Riondino, Cristian Raimo, Edoardo Albinati, Michela Andreozzi, Lidia Ravera, Nancy Brilli

Ma anche personaggi come: Karma B., Lilith Primavera, Ondadurto Teatro, Fabio Magnasciutti, Ivan Tresoldi, Tindaro Granata, Premio UBU 2016, Flavia Lazzarini Dj, il fotografo Guido FuàLorenzo Gasparrini, filosofo femminista, Paola Di Nicola, giudice, premiata più volte per l’impegno contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere, tra cui il Premio dell’Unione Europea Women Inspiring Europe e dell’European Institute For Gender Equality (EIGE); Giulia Blasi, giornalista, conduttrice radio, scrittrice, autrice di Manuale per ragazze rivoluzionarieCristina Leo, Assessora alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Municipio VII a Roma (prima assessora trans d’Italia); Mariano Lamberti, scrittore e regista, Dj SygmaSedho, rapper, Paolo Sassanelli, attore.

Un festival fatto grazie all’attivismo vocazionale laico (come l’ha definito Drusilla Foer) di artisti, scrittori, intellettuali, attori e attrici, volti della tv, del cinema, del teatro, ma anche studiosi, politici, imprenditori, giornalisti, accademici, influencer, e la società civile: tuttə insieme per cooperare e dare sostegno al Manifesto del Movimento Culturale ReWriters, guidato dalla giornalista e scrittrice Eugenia Romanelli. Con lei, Ernesto Assante, come lei Direttore Artistico del festival, al suo fianco dall’inizio e co-firmatario del Manifesto, Sabrina Alfonsi, Presidente del Municipio I di Roma, e la consigliera della Regione Lazio Marta Leonori che, con la Romanelli, si è rimboccata le maniche per rendere possibile l’impossibile. Come dire, se si vuole, si può.

Eugenia Romanelli, founder del Movimento Culturale ReWriters e alla direzione artistica con Ernesto Assante del ReWriters fest. Ph. Guido Fuà

La festa sarà un momento di aggregazione dopo due anni di distanziamenti (obbligo di green pass e prenotazione) ma anche un’officina per ripensare insieme il presente e il futuro, dal territorio al pianeta, e cominciare quella rivoluzione valoriale su cui si basa il progetto ReWriters, a partire dalla giustizia intergenerazionale e dalla ricerca di nuovi modelli di convivenza.
 
L’immersione in questa maratona no-stop di tre giorni promette esperienze ad alto impatto emotivo grazie a un programma che mette insieme game-changer coraggiosə, life designer prontə a usare il pensiero divergente per ridiscutere senza pregiudizi il modo in cui viviamo, proponendo visioni innovative e costruendo nuovi immaginari e rappresentazioni in termini di adaptivenesschangemaking e fluidity.

Dieci saranno i think tank (tavole rotonde e lezioni aperte per gli studentə), moderati da un conduttore o conduttrice, ognuno con 10 contributors che faranno speech da 10 minuti ciascuno.

Parliamo di 110 ospiti (20 ore di spunti), impegnati a costruire nuovi mondi a partire dalle aree d’interesse individuate: la cultura queer, l’importanza delle emozioni, i post-femminismi, le nuove frontiere delle medicina, le sfide dell’educazione dei più piccoli, la bioetica, la crisi climatica, il food design e tanti altri temi centrali nella vita di oggi, nel mondo che cambia. Gli speaker sono stati scelti per la loro multipotenzialità e per la capacità di portare cambiamenti evolutivi nel proprio ambiente di riferimento: per citarne alcuni random, si va da Pasquale Quaranta a Vauro, da Susanna Camusso a Cristina Bowerman.

Oltre ai talk, anche letteratura, teatro, cinema, musica: cinque presentazioni di libri costruiti come duetti autore-attore, dialoghi musicali con ospiti del calibro di Drusilla Foer, Max Gazzè, Vauro, Sten Lex, Lucamaleonte, Pino Strabioli, Melania Mazzucco, Luca Barbarossa, Livio Beshir, Giancarlo de Cataldo, Giovanni Scifoni, Greg, Carlo Massarini, Federica Cacciola (Martina Dell’Ombra), David Riondino, Cristian Raimo, Edoardo Albinati, Michela Andreozzi, Lidia Ravera, Nancy Brilli dj set, one-man-show ed esibizione drag con le mitiche Karma B.

L’arte contemporanea e la street art sono protagonisti assoluti per tutta la durata del festival con tre mostre d’impatto, curate dalla gallerista e giornalista Rory Cappelli e allestite da Crumb Gallery e Labo Architects&Inventors: opere di muralisti, poeti di strada, illustratori e fotografi, solo per dirne alcuni. Il noto fotografo Guido Fuà si mette a disposizione con un flash mob per ritrarre i partecipanti al festival e creare un souvenir d’autore, mentre in cucina (colazione, pranzo, aperitivo, cena e bar) ci sarà uno chef d’eccezione, Nico Fanti, voluto dalla event designer Gabriella Santarelli “Per lo spirito di innovazione e riscrittura nel food e per la scelta del 100% plastic free e chilometro zero”.

Infine, nell’area clubbing il bartender Lorenzo Pieri, proprietario del concept bar Il Movida, offrirà il ReWriters cocktail creato apposta e in esclusiva per il festival a base di nocciole dop della Tuscia. Non manca davvero nulla, anzi, ce n’è per tutti i gusti: il Rewriters Fest, con la sua prima edizione, punta alla memorabilità: siamo sicuri che ne sentiremo ancora parlare.

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