Atlante Toponomastico Bresciano. Nuovi studi e ricerche. La presentazione alla Fondazione Civiltà Bresciana a Brescia

La toponomastica è da ritenersi un valido mezzo di conservazione e di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. É noto, infatti, che le indagini inerenti soprattutto alla microtoponomastica ancora vivente consentono di salvare nozioni e conoscenze in rapida perdita a causa del progressivo venir meno degli informatori più anziani, unici detentori e fonti di questo sapere.

Raccogliere, studiare e conservare le voci, spesso arcaiche, della toponomastica locale, in via di rapida scomparsa e di totale oblio, specialmente nelle aree più soggette a forte e repentina trasformazione, significa conservare la traccia linguistica di un determinato momento storico che riassume in sé un tratto del paesaggio geografico o antropico cronologicamente circoscrivibile e ricostruibile. Il nome dei luoghi è infatti un tratto profondamente caratterizzante le diverse comunità locali che in ogni tempo hanno individuato gli elementi geografici, topografici, antropici, vegetazionali del proprio territorio, coniando per ciascuno uno specifico nome. Ciascun toponimo diviene così la tessera di un mosaico complesso da restituire alla consapevolezza delle popolazioni locali perché possano riappropriarsi del senso profondo di una storia identitaria loro specifica.

Nel suo oscillare tra le scienze linguistiche e quelle geografiche, la toponomastica può restituire in un solo momento il senso di una storia plurisecolare attraverso cui un territorio, insieme ai suoi abitanti, si è organizzato nel tempo.

L’analisi del nome dei luoghi può raccontare la storia evolutiva del paesaggio nelle sue più composite sfaccettature, sia di ordine naturale sia di sovrapposizione antropica, sociale, culturale, religiosa, economica, tecnologica in un’infinita gamma di variabili locali.

Ecco allora che lo studio toponomastico può divenire un momento di riscoperta profonda e di riappropriazione di una specifica identità sociale e culturale che ben poche altre operazioni sarebbero in grado di restituire in modo altrettanto articolato, organico e incisivo.

La toponomastica aiuta a comprendere e interpretare i segni del paesaggio, a ripercorrere il farsi e il trasformarsi dei luoghi, della loro conformazione fisica, delle stratificazioni storiche e delle relazioni che ogni parte intrattiene con il contesto e con le persistenze.

L’Atlante Toponomastico Bresciano, in corso di realizzazione, si pone dunque tre obiettivi primari: coinvolgere le scuole, gli studiosi, i cittadini nel salvataggio di un patrimonio linguistico e immateriale in via di estinzione che si è stratificato nel corso del tempo descrivendo e denominando gli aspetti del territorio provinciale e le sue trasformazioni; offrire agli studiosi, agli amministratori, alle scuole e ai cittadini tutti un vasto e articolato corpus di informazioni, soprattutto storiche, nei loro diversi risvolti tematici relativi tanto alla geomorfologia e alla natura del terreno, quanto a vegetazione, flora e fauna, al paesaggio agrario o a quello edificato e più spiccatamente antropico, suggerendo spunti interpretativi non sempre scontati o convenzionali, ma di fondamentale utilità per la tutela e la valorizzazione del paesaggio bresciano e della cultura che l’ha plasmato.

La presentazione avrà luogo giovedì 18 maggio alle ore 16:00, presso il Salone “M. Piazza” della Fondazione Civiltà Bresciana- vicolo san Giuseppe 5 a Brescia.

Dopo i saluti della Fondazione Civiltà Bresciana, interverranno Valerio Ferrari, Alberto Bianchi e Giovanni Bonfadini, con il coordinamento di Marida Brignani. Saranno inoltre presenti gli autori degli studi e delle ricerche.

Il video della conferenza sarà successivamente caricato sulle pagine Facebook e YouTube della Fondazione Civiltà Bresciana.

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