La prima sede internazionale di 21Art a Montecarlo sarà inaugurata da Jan Fabre con opere uniche e un profondo messaggio di carità

MONTECARLO – 21Art annuncia l’apertura della prima sede internazionale a Montecarlo, segnando un importante nuovo capitolo nell’espansione della galleria e confermando il ruolo crescente del Principato come una delle principali destinazioni europee per l’arte contemporanea.

Jan Fabre, A Spiritual Space (Altar), 2022, deep precious coral, pigment, polymers, 76,5 x 40,5 x 13 cm

Ad inaugurare 21Art Montecarlo, sarà l’artista belga Jan Fabre, tra le figure più influenti della scena contemporanea internazionale. Curata da Melania Rossi, la mostra Allegory of Caritas (An Act of Love) sarà aperta dall’11 giugno all’11 settembre e presenterà circa cinquanta opere, tra cui sculture in corallo rosso del Mediterraneo e una serie di disegni realizzati con il sangue dell’artista stesso.

Con oltre quattro decenni di ricerca artistica che abbracciano arti visive, teatro e letteratura, Jan Fabre ha esposto in alcune delle istituzioni più prestigiose al mondo, tra cui il Museo del Louvre di Parigi e il Museo dell’Ermitage, diventando il primo artista vivente a tenere importanti mostre personali in entrambi i musei. Le sue opere sono state inoltre presentate alla Biennale di Venezia, a Documenta Kassel e in numerosi musei e festival internazionali.

Jan Fabre, Mia Donna in Oro Rosso (An Homage to Joanna and Django), 2022, deep precious coral, pigment, polymers, 41,5 x 23 x 16,5 cm

Allegory of Caritas (An Act of Love) riflette la pratica visionaria di Fabre, fondendo l’antica tradizione simbolica del corallo con il concetto di caritas, dal latino carus, che significa “amato” o “prezioso”. Presente nelle culture di Oriente e Occidente, la nozione di caritas diventa, nell’opera di Fabre, una forza universale di solidarietà, compassione e amore, capace di generare e preservare la vita.

La mostra comprende i celebri teschi da vanitas dell’artista, cuori anatomici, croci, oggetti liturgici, simboli Yin e Yang, nodi d’amore celtici ed emblemi associati all’aiuto umanitario e alla solidarietà collettiva, accanto a oggetti legati ai ricordi personali e alle credenze popolari.

Le sculture in corallo rosso del Mediterraneo – forme rosso fuoco che sembrano emergere direttamente dalle profondità dell’immaginazione dell’artista – creano un incontro poetico tra materia naturale e visione artistica. Altrettanto potenti sono i disegni realizzati con il sangue, nei quali Fabre utilizza il proprio sangue con straordinaria precisione tecnica per raccontare la gestazione di suo figlio Django.

Jan Fabre, Mia Donna in Oro Rosso (An Homage to Joanna and Django), 2022, deep precious coral, pigment, polymers, 41,5 x 23 x 16,5 cm, detail

Un antico legame simbolico unisce sangue e corallo. Nel poema Le Metamorfosi di Ovidio, si racconta che il corallo abbia origine dal sangue di Medusa; persino la struttura ramificata del corallo richiama l’intricata rete di vene e arterie del corpo umano.

Come osserva la curatrice Melania Rossi, «Attraverso queste opere, l’arte diventa un linguaggio privilegiato per rappresentare la vita, le sue origini, i suoi misteri, le sue opposizioni e armonie. Nella ricerca meticolosa e profondamente spirituale di Fabre, bellezza e vulnerabilità convivono, trasformando l’esperienza personale in una riflessione universale».

La fisicità primordiale delle sculture in corallo risuona con la tenerezza intima dei disegni realizzati con il sangue, nei quali l’artista racconta le prime fasi dell’esistenza attraverso le ecografie del figlio non ancora nato. L’emozione privata viene elevata a una meditazione universale sulla fragilità, l’empatia e l’interconnessione umana.

Jan Fabre, The Three Forces of Nature, 2022, Adeep precious coral, pigment, polymers, 24 x 25 x 10 cm

La tensione che permea l’opera di Fabre – sospesa tra carne e spirito, vita e morte, sofferenza e riconciliazione – rivela infine una visione artistica intrisa di profonda spiritualità. Come afferma l’artista, «L’arte è come l’amore, conduce sempre alla riconciliazione».

Il corallo utilizzato da Jan Fabre per le sue sculture è corallo del Mediterraneo, una specie di profondità la cui raccolta è pienamente legale. Il materiale proviene da Enzo Liverino 1984 di Torre del Greco, storica azienda specializzata nella lavorazione ed esportazione del corallo a livello mondiale, con la quale Fabre aveva già collaborato per la sua mostra personale presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte e per le installazioni permanenti presso il Pio Monte della Misericordia, la Cappella di San Gennaro e la chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco (Napoli).

Jan Fabre, The Three Forces of Nature, 2022, Adeep precious coral, pigment, polymers, 24 x 25 x 10 cm, detail

Un aspetto particolarmente importante è che Liverino, come altre aziende di Torre del Greco, è nota per l’utilizzo responsabile del corallo, oggi raccolto nel rispetto di rigorose normative sulla pesca nel Mediterraneo. Questo corallo non appartiene infatti agli ecosistemi delle barriere coralline minacciati dai cambiamenti climatici e dall’acidificazione degli oceani e, soprattutto, non è considerato una specie in pericolo, essendo tutelato da organizzazioni internazionali come la CITES.

Considerato l’impegno speciale del Principato di Monaco nella conservazione degli oceani, 21Art presenta la mostra di Jan Fabre Allegory of Caritas (An Act of Love) in dialogo ideale con uno dei più importanti centri mondiali dedicati alla ricerca e alla conservazione dei coralli.

Già presente a Roma, Treviso, Padova e Jesolo, la società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin sceglie Montecarlo per la sua prima sede all’estero: una decisione strategica e simbolica che riflette la rapida evoluzione della città in un polo culturale internazionale.

Jan Fabre, Born in Oro Rosso, 2022, Artist’s blood, watercolour, HP pencil and colour pencil on paper, 46,5 x 45,5 cm (framed)

Situata nel nuovo eco-quartiere Mareterra (Quai du Petit Portier, 22), importante progetto affacciato sul Mediterraneo progettato da Renzo Piano, 21Art Montecarlo promette di diventare una destinazione dinamica per la scoperta di artisti internazionali affermati ed emergenti, offrendo un programma dedicato ad alcune delle voci più interessanti dell’arte contemporanea.

La galleria è aperta al pubblico tutti i giorni con orario 10.00-19.00. Per informazioni: T. +377 37 705878, WhatsApp +44 7824 325808, montecarlo@21art.ithttps://twentyoneart.com/.

Jan Fabre, Django in a Napoli Bed, 2022, Artist’s blood, watercolour, HP pencil and colour pencil on paper, 46,5 x 45,5 cm

Jan Fabre è un artista visivo, artista teatrale e autore belga, considerato una delle figure più influenti della scena contemporanea internazionale. Nato ad Anversa nel 1958, ha studiato presso l’Istituto Municipale di Arti Decorative e Mestieri e successivamente presso la Royal Academy of Fine Arts della sua città natale. Dalla fine degli anni Settanta e dall’inizio degli anni Ottanta, ha sviluppato una pratica multidisciplinare che spazia dal disegno alla scultura, dalla performance all’installazione, dal cinema al teatro, guidata da una profonda indagine sul concetto di metamorfosi. Al centro della sua opera vi è l’esplorazione dei confini tra vita e morte, bellezza e vulnerabilità, eros e spiritualità, con il corpo umano che occupa un ruolo fondamentale.

Jan Fabre, ritratto fotografico di Stephan Vanfleteren

Le sue opere impiegano frequentemente materiali non convenzionali – tra cui elitre di scarabeo, sangue, ossa, cera e fluidi corporei – trasformando la materia organica in visioni poetiche e spesso inquietanti. Combinando curiosità scientifica, simbolismo e ritualità, crea ambienti immersivi nei quali la seduzione estetica convive con la riflessione etica, filosofica ed esistenziale. Temi come la fragilità del corpo, la memoria, il sacrificio, la trascendenza e la tensione tra istinto e ragione ricorrono costantemente nella sua produzione artistica. Fabre ha ottenuto un primo riconoscimento internazionale grazie a performance e produzioni teatrali innovative come The Power of Theatrical Madness (1984), presentata alla Biennale di Venezia, e Mount Olympus (2015), una maratona teatrale di 24 ore ispirata alla tragedia greca. Parallelamente alla sua attività nelle arti visive, è considerato uno dei principali innovatori del teatro contemporaneo e della performance art; nel 1986 ha fondato ad Anversa la compagnia Troubleyn/Jan Fabre. Negli ultimi quattro decenni, ha esposto in importanti musei e istituzioni di tutto il mondo. Tra le mostre personali più significative si ricordano quelle presso il Kunsthaus Bregenz (2008), il Musée du Louvre (2008), dove è stato il primo artista vivente invitato a creare un dialogo su larga scala con la collezione permanente del museo, il Kröller-Müller Museum (2011), il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo (2013), il Musée d’Art Contemporain de Lyon (2016), lo State Hermitage Museum (2016), dove è stato nuovamente il primo artista contemporaneo vivente a occupare in modo così esteso lo storico museo, e Palazzo Vecchio con la grande mostra Spiritual Guards, allestita tra Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria e Forte di Belvedere (2016); oltre al Leopold Museum (2017). Fabre ha partecipato più volte alla Biennale di Venezia, così come a Documenta a Kassel e a numerose biennali e festival internazionali. Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Jan Fabre ha presentato tre nuove sculture in bronzo in dialogo con il monumentale ciclo pittorico di Tintoretto presso la Scuola Grande di San Rocco, visitabili fino al 22 novembre 2026.

21Art è una società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell’imprenditore Davide Vanin. Le gallerie che fanno capo a 21Art sono attualmente cinque e hanno sede a Treviso, Padova, Roma, Jesolo e Montecarlo; nel 2027 sono previste le aperture di Milano e Cortina d’Ampezzo. Ogni galleria crea la propria identità attraverso un intenso programma espositivo che prevede approfondimenti dedicati ad artisti emergenti e ad autori consolidati apprezzati a livello internazionale. Ad ogni sede di 21Art è affiancato un Club – 21Art Club – ovvero un’innovativa community di collezionisti, artisti e operatori di settore. La diffusione delle gallerie di 21Art sul territorio, unita alla presenza di una solida e fidelizzata community di collezionisti, consente di condividere un sostegno strutturato e duraturo agli artisti. Questo modello favorisce un dialogo virtuoso tra artista, collezionista e territorio, rafforzando nel tempo un ecosistema culturale dinamico e condiviso. Le sedi di 21Art sono state oggetto di interventi ristrutturazione o riallestimento da parte del collettivo Fosbury Architecture, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2023.

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