BEATA OSANNA ANDREASI

BEATA OSANNA ANDREASI

LA DOMENICANA CON LE STICMATI

Ricorrenza – 18 giugno

Beata Osanna Andreasi, detta anche Osanna di Mantova. Nasce a Carbonarola, nella bassa mantovana, il 17 gennaio 1449 da Nicolò appartenente alla nobile famiglia degli Andreasi (imparentata con i Gonzaga) e da Agnese Mazzoni. Secondogenita di una famiglia numerosa, Osanna fin da piccola ha visioni mistiche. A soli quindici anni ottiene, dopo molte insistenze e vincendo l’opposizione del padre Nicolò che la voleva sposata, di vestire l’abito domenicano.

Nel 1447 le sue mani, il costato, i piedi e la fronte vengono segnati dalle stigmate. Nel 1480 si trasferisce definitivamente da Carbonara a Mantova, nel palazzo di fronte alla chiesa di Sant’Egidio, situato nella contrada del Cervo, oggi Via Frattini. Nel palazzo la stanza di Osanna diventerà luogo di culto.

La casa rimase di proprietà degli Andreasi fino al 1780, quando giunse, per dote nuziale, alla famiglia dei conti Magnaguti. L’edificio, risalente ai primi del ‘400, fu ridisegnato da Luca Fancelli nella facciata, che presenta un basamento di mattoni a vista, un portale sormontato da un arco a tutto sesto e tre ordini di finestre.

Ebbe come padre spirituale e biografo il frate olivetano Beato Girolamo Scolari. Osanna, a cui non solo furono conferite le stigmate, ma che godette anche di innumerevoli estasi e visioni, disse a padre Girolamo da Mantova: “Quale consolazione e quale gioia versa Dio nell’anima, quando Lui l’avvicina a se, per unirsi a lei. In quei momenti tutte le forze del corpo sono debilitate ed inerti, mentre l’anima scende a magnifiche vedute di visioni, mai viste da occhio umano, e mai udite da orecchio umano. Nella dolcezza di quest’unione, l’anima non viene distratta né da destra né da sinistra, gioisce esclusivamente della visione e dell’eterna maestà divina. Poi il corpo non sente più niente, perché tutte le sue forze vengono legate e quasi risucchiate dalla forza dell’anima. Quale mente potrebbe comprendere, quale lingua descrivere ciò che vede l’anima nell’immagine di una infinita luce della divina maestà!”.

Osanna Andreasi visse una vita esemplare di preghiera e contemplazione secondo la tradizione della regola domenicana pur prendendo i voti soltanto nel 1500. Nel rispetto delle sue abitudini riservate e di penitenza la futura Beata partecipò alla vita della Corte mantovana dei Gonzaga diventando consigliera di Federico e Margherita prima e di Francesco II e Isabella d’Este poi. La tradizione vuole che proprio le preghiere di Osanna salvassero la vita al marchese Francesco II Gonzaga durante la battaglia vittoriosa di Fornovo.

Osanna muore a Mantova nella sua casa il 18 giugno 1505, alla presenza di Francesco Gonzaga e Isabella d’Este. Dopo i solenni funerali viene sepolta in San Domenico e la marchesa di Mantova ordina la costruzione di un monumento funebre ad opera del grande scultore Giancristoforo Romano.

Anche dopo la sua morte, nel 1505, si contarono numerosi miracoli di guarigioni. Fu beatificata su insistenza dell’amica marchesa Iasabella d’Este  da papa Leone X Medici che ne concesse il culto l’8 gennaio 1515.

L'assunta con la beata Osanna Andreasi - di Ippolito Andreasi.jpg

IL PAPA LEONE X SULLA BEATA OSANNA ANDREASI

Per relazione della diletta figlia in Cristo la nobildonna Isabella d’Este Gonzaga Marchesa di Mantova, nonché da altre fonti, abbiamo appreso che la defunta vergine Osanna Andreasi, mantovana, dalla puerizia sino ai cinquantasei anni di vita ha tenuto un comportamento irreprensibile, pio e devoto con ogni probità e santità: tanto da apparire mirabile non solo ai mantovani ma anche ai numerosi forestieri, ecclesiastici e laici, che hanno potuto profittare della sua conversione o della sua sola presenza.

Quando, infatti, riceveva la santa Eucarestia subito era rapita in estasi per tre o quattro ore; talora anche per l’intera giornata perdeva i sensi e restava immobile come morta. Inoltre era di somma umiltà, di mirabile pazienza nelle avversità, e frequentemente intenta all’orazione e alla contemplazione.

Quando piacque all’Altissimo di porre fine al suo cammino terreno per chiamarla, come si crede, alla patria celeste, il corpo di lei, che vestì per molti anni l’abito di San Domenico, fu deposto nella chiesa dei Frati Predicatori della città; tre anni dopo, esumato per collocarlo in un’arca marmorea voluta dalla reverenza e dalla devozione della Marchesa Isabella per la stessa Osanna, fu trovato ancora incorrotto. Da allora fu ed è tuttora oggetto di grande devozione e numerosi fedeli non solo mantovani, attratti al sepolcro dalla fama della sua santità, vi ottengono dalla Divina Benevolenza copiosi miracoli e grazie.

(Dal Decreto di beatificazione del 1515 liberamente – tradotto)(fonte La Cattedrale di Mantova Ed. La Cittadella 1997)

SEPOLCRO DELLA BEATA OSANNA

Beata-Osanna

Attualmente il corpo incorrotto della beata Osanna Andreasi riposa nel transetto sinistro della Cattedrale di San Pietro apostolo-Duomo di Mantova, nel secondo altare a sinistra.

Per informazioni, visita e acquisti testi, Casa della Beata Osanna Andreasi è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.30, e il giovedì pomeriggio dalle 17.30 alle 19.00, e su prenotazione. www.casaandreasi.it