L’assessore regionale Palma Costi ha spiegato che la ricostruzione post sisma in Emilia sta dando grandi risultati sia sul fronte delle attività produttive sia su quello degli edifici privati, poi ha ricordato la scadenza del 31 marzo 2016 per la presentazione delle domande per accedere ai contributi Mude e Sfinge.
Rimanendo sul tema della rivitalizzazione dei territori colpiti dal terremoto ha affrontato anche il tema delle zone franche urbane sottolineando che, proprio la scorsa settimana, il Ministero dello Sviluppo economico (Mise) ha diffuso la circolare che dà il via libera ai contributi per i 19 comuni del cratere.
Le Zone franche urbane (Zfu) sono aree infracomunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle Zfu è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri e aree urbane inserite nella zona rossa dopo il sisma del maggio 2012 come dichiarato con l’art. 12 del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78. L’iniziativa promossa dal Ministero permetterà a Reggiolo e agli altri comuni del cratere di avere importanti agevolazioni fiscali per le micro imprese insediate all’interno della zona franca urbana.
Tra i temi della serata anche il Piano strategico d’ambito che ha concesso ai comuni complessivamente 18 milioni di euro. A Reggiolo un contributo regionale di 950mila euro permetterà, infatti, la riqualificazione di piazza Martiri. L’assessore Costi ha anche elogiato il lavoro svolto finora dal Comune di Reggiolo sul fronte della ricostruzione, evidenziando anche come il Piano organico elaborato sia uno dei migliori in regione.
Si è poi aperto il dibattito che ha visto tra i temi caldi quello della ricostruzione degli immobili agricoli con diversi agricoltori preoccupati del termine fissato dall’ordinanza, il 30 settembre 2016. Palma Costi ha quindi spiegato che questi contributi fanno parte di finanziamenti europei e che la Regione Emilia Romagna sta cercando un modo per prorogare il termine.
Tra il pubblico qualcuno ha criticato il contributo al 100% per la ricostruzione, ritenendolo eccessivo perché molti stabili colpiti dal sisma erano vecchi e in questo modo sono stati completamente ricostruiti senza spese dei proprietari. Pronta la risposta di Palma Costi che ha ribadito quanto questi contributi abbiano reso la ricostruzione dell’Emilia rapida ed efficiente.
