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Inaugurazione dell’installazione ORIGAMI di FRANCESCA PASQUALI, Galleria BUILDING BOX di Milano

BUILDING BOX inaugura il terzo trimestre di ‘Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia’ con Francesca Pasquali – Sabato, 4 luglio

MILANO – Dal 4 al 29 luglio 2026, BUILDING BOX presenta il settimo appuntamento del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia con l’installazione ambientale Origami (2019-2026) di Francesca Pasquali (Bologna, 1980). 

Origami è un progetto iniziato nel 2019 che l’artista ha completamente rielaborato per lo spazio espositivo di BUILDING BOX, trasformandolo in un’installazione site-specific

Il titolo rimanda all’antica arte giapponese che permette di realizzare figure tridimensionali mediante la piegatura della carta, senza l’uso di forbici o colla. In questo caso, gli origami diventano occasione per riflettere sul concetto di trasformazione della materia e sulla sua capacità di riconfigurarsi. 

L’opera esposta è realizzata con scarti di neoprene, tessuti di cotone, denim, cashmere, lana e cimose, provenienti da differenti processi produttivi, cuciti fino a formare un organismo vibrante e mutevole. Materiali eterogenei, destinati a essere eliminati, acquisiscono in tal modo una nuova identità estetica. 

Le superfici appaiono come membrane che si increspano, si ripiegano e si aggregano, generando una struttura che può evocare una formazione corallina, una concrezione calcarea, un paesaggio biologico osservato al microscopio o persino una proliferazione cellulare in continua espansione. 

Nulla è definito a priori in un progetto che si sviluppa a partire dai suggerimenti offerti dai materiali stessi. Come afferma l’artista: “I ritagli sono cuciti a macchina con fili colorati e cimose di cotone bianco che volutamente ho lasciato allungati, ben visibili in modo che sia sufficiente un soffio d’aria per creare uno spostamento non previsto”. 

Origami mantiene così una componente entropica, con una serie di elementi non allineati, che assumono una loro precisa autonomia rispetto a una logica razionalista. Pasquali favorisce queste digressioni lasciandosi guidare dalle geometrie inattese suggerite dal contesto e costruendo un equilibrio sempre provvisorio, attraversato da pieghe, increspature, torsioni e movimenti. Ne emerge quindi una dialettica continua tra ordine costruttivo e crescita organica, tra la precisione del fare e l’imprevedibilità del divenire. 

L’opera valorizza la dimensione della manualità, trasformando la pratica del cucire in un processo generativo. Il recupero dello scarto assume una valenza non soltanto ecologica ma anche poetica: ciò che poteva apparire come marginale o residuale, diventa elemento fondante di una nuova forma di bellezza. Allo stesso tempo, Origami produce una costante interferenza tra elementi industriali e fibre naturali, dando vita a una metamorfosi permanente che determina un continuo scarto percettivo da parte di chi osserva l’opera.  

Francesca Pasquali

Francesca Pasquale – ph d Fabio Mantovani

La ricerca di Francesca Pasquali (Bologna, 1980) si sviluppa attorno a un’interessante relazione tra organico e inorganico, natura e cultura, riciclo dei materiali e loro ridefinizione estetica.

La sua indagine artistica si concentra sull’osservazione di forme naturali di cui l’artista emula la struttura, trasformando materiali plastici e industriali in oggetti e installazioni complessi ed elaborati. Il rapporto tra natura e artificio è al centro del lavoro di Pasquali che, insieme alla sua riluttanza a categorizzare gli oggetti, produce opere che sfidano le percezioni dello spettatore. I materiali invitano lo spettatore a toccare e interagire con le opere, ripensando alla bellezza che si cela negli elementi quotidiani.

La sua pratica indaga la materia attraverso un approccio sensibile al luogo e al tema, individuando precise evocazioni formali che le permettono di rispondere al progetto in modo tematico e site-specific. La relazione delle opere con gli ambienti e gli spazi architettonici spesso definiscono e modificano la realizzazione delle opere stesse.

L’attenzione al rapporto tra forme solide e cave, vuoto e pienezza, profondità e superficie, collega strettamente la sua indagine contemporanea all’approccio spazialista di Lucio Fontana e a quello informale di Alberto Burri, in una tensione metafisica che parte dall’organismo e dalla natura, dai materiali industriali e plastici.

Nel 2015, sotto la direzione scientifica di Ilaria Bignotti, è stato fondato l’Archivio Francesca Pasquali, con lo scopo di archiviare, preservare e promuovere le opere dell’artista.

Francesca Pasquali ha collaborato con aziende di moda e design tra cui LVME Louis Vuitton Métiers Éxcellence, Candiani Denim, Saraghina Eyewear, Safilo, Nike, Raffles, Sergio Rossi, Salvatore Ferragamo, e importanti studi di architettura, tra i quali Archea Associati, Corvino + Multari, Marco Costanzi Architects.

È stata visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, Bergamo, Bologna e Catanzaro; l’Accademia Costume e Moda di Roma e Milano; la Konstfack – University of Arts, Crafts and Design di Stoccolma; l’Istituto Marangoni di Firenze; il Raffles Milano – International Design Institute.

L’artista ha donato opere a diverse organizzazioni benefiche internazionali tra cui BFAMI, LVMH per Secours Populaire Français e Thanks for Nothing.

Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private di fama internazionale tra cui: Boghossian Foundation, Villa Empain, Bruxelles; Fondation Villa Datris pour la sculpture contemporain, L’Isle-sur-la-Sorgue (Vaucluse); Patrimonio Gruppo Unipol, Bologna; Henraux Foundation, Querceta (Lucca); Sydney Opera House, Sydney; Thetis Foundation, Venezia; Ghisla Art Collection Foundation, Locarno; MOCA, Museum of Contemporary Art, Londra.

Il curatore

Alberto Fiz (Torino, 1963), critico d’arte, curatore di mostre e giornalista specializzato in arte e mercato dell’arte. Ha organizzato progetti scientifici di giovani artisti e maestri classici svolgendo ruoli di direzione e di consulenza artistica per amministrazioni ed enti pubblici. Ha un’ampia attività pubblicistica e saggistica. Già direttore artistico del museo MARCA di Catanzaro, collabora con la Struttura Attività Espositive della Regione Autonoma Valle d’Aosta e con numerose altre istituzioni tra cui il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona. Ha realizzato il progetto di scultura Intersezioni al Parco Archeologico di Scolacium e al Parco Internazionale della Scultura di Catanzaro creando una collezione pubblica tra le più importanti del Mezzogiorno. Ha collaborato con la Soprintendenza Speciale di Roma con cui ha organizzato mostre in aree archeologiche quali le Terme di Diocleziano, il Palatino e le Terme di Caracalla. Ha inaugurato lo spazio XNL di Piacenza con la mostra La Rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo. Ha contribuito alla riscoperta critica di movimenti artistici di primaria importanza come la Pittura Analitica e fa parte del comitato scientifico della Fondazione Mimmo Rotella. Accanto all’attività critica, si interessa di problematiche legate al collezionismo ed è art advisor di Intesa Sanpaolo Private Banking. Collabora con “Arte”, “Il Giornale dell’Arte” e “Art e Dossier”.

BUILDING è un progetto dedicato all’arte nelle sue più varie forme di espressione situato nel centro di Milano. Nata nel 2017 dalla visione di Moshe Tabibnia, BUILDING è incentrata su una ricerca artistica, storica e contemporanea, volta verso una nuova idea di galleria d’arte, in cui cultura e mercato avanzano paralleli.

BUILDING si presenta come una costellazione composta da diversi spazi e progettualità, in cui giovani protagonisti della scena internazionale, artisti affermati e storicizzati, così come artigiani e designer si incontrano in un’ottica di scambio intergenerazionale e sconfinamento di discipline, mirando ad una costante sperimentazione e creazione di cultura.

BUILDING, collocata in via Monte di Pietà 23, ospita nella sua architettura tre progetti espositivi che durante l’anno presentano tre programmazioni autonome: BUILDING GALLERY, è lo spazio espositivo, inaugurato nel 2017, che abita i primi tre piani dell’architettura che l’accoglie e ospita le mostre principali della programmazione annuale della galleria; BUILDING BOX è il progetto espositivo annuale, inaugurato nel 2018 e situato all’interno di due delle vetrine su strada di BUILDING, fruibile dall’esterno 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che ospita a cadenza mensile opere legate tra loro da un fil rouge temporale; BUILDING TERZO PIANO, situato al terzo piano, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature e la cui identità si svilupperà nel tempo seguendo una programmazione indipendente.

BUILDING BOX

BUILDING BOX è un progetto espositivo inaugurato nel settembre 2018, situato in due delle vetrine di BUILDING affacciate su via Monte di Pietà. Attraverso la sua collocazione – compresa all’interno della galleria ma fruibile solamente dall’esterno, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 – BUILDING BOX riflette l’obiettivo per cui è stato creato: costruire uno spazio espositivo caratterizzato da un progetto annuale, indipendente rispetto alle programmazioni delle altre mostre presentate in BUILDING durante l’anno.

BUILDING BOX è un luogo che si basa su un’estensione temporale annuale ove le opere sono legate fra loro da un fil rouge che si svilupperà nel tempo, invece che nello spazio: un tempo continuo, presente, ripetuto, che amplia e dilata le possibilità e le varianti espositive che BUILDING è in grado di offrire. Queste vetrine ospitano, a cadenza annuale, diverse opere di artisti e designer, cicli di mostre che presentano sia collettive di artisti, sia esposizioni personali di un singolo artista presentate in 12 mesi. BUILDING BOX propone progetti temporanei, offrendo un approfondimento di tipo curatoriale su molteplici tematiche artistiche.

Per filo e per segno 

Percorsi di arte tessile in Italia 

a cura di Alberto Fiz

Dal 15 gennaio 2026 al 7 gennaio 2027 

12 artisti in 12 mesi

TERZO TRIMESTRE

7/12. Francesca Pasquali 

04.07.2026 – 29.07.2026 

8/12. Franca Sonnino 

31.07.2026 – 31.08.2026 

9/12. Sissi 

02.09.2026 – 30.09.2026 

BUILDING BOX

via Monte di Pietà 23, 20121 Milano

visibile 24/7

www.building-gallery.com

Fino al 7 gennaio 2027BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture lavori site-specific. Gli artisti presentati nel terzo trimestre sono Francesca Pasquali (Bologna, 1980), Franca Sonnino (Roma, 1932), Sissi (Bologna, 1977).  

L’ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell’arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacità di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un’epoca dominata dal digitale. Sebbene l’uso del tessuto non sia una novità − basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero Boetti (1940-1994) − quello che si è affermato è stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell’arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate.  

La specificità del tessuto, inoltre, è quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si può far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall’arte tessile.  

Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluidoa tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s’intersecano tradizionememoria attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui.

Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull’arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l’inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell’immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c’è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l’aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un’attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all’omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l’unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l’obiettivo di generareattraverso dodici capitoliuna nuova trama. Gli artisti ospitati nei primi due trimestri della rassegna sono stati Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975), Maurizio Donzelli (Brescia, 1958), Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963).