12) Roncoferraro

Si trova nella zona delle risaie con le frazioni di Barbasso, Barbassolo, Cadè, Villa Garibaldi, Governolo, Nosedole, Castelletto Borgo, Ponte Merlano, Garolda e Casale.

Compare nel 1101 sotto il nome di Ronco Efrum; in rogito del 1207 è distinto con quello di Roncoferrato ed in altro del 1299 è detto Ronchiferrari e in altro del 1388 Roncoferrario.

L’Archivio comunale era formato da 500 buste divise in quattro grandi sezioni.

Nell’Archivio parrocchiale i registri canonici iniziano dal 1632 e quelli della Congregazione di carità l’archivio era composto di 20 buste, i cui documenti non vanno oltre al 1868.

Oltre la parrocchiale di San Giovanni Battista del 1863 imponente fabbricato è “Corte Granda”, in parte seicentesca con un grande porticato risalente all’800, nella quale nel mese di giugno viene ospitata la tradizione festa del pesce.

Nella frazione di GAROLDA immersa nel verde della campagna sorge con la sua raffinata architettura Villa Cavriani, antica dimora di caccia dei Marchesi Pejri Cavriani, arrivati dalla Germania intorno all’anno 1000. All’inizio degli anni ‘90  c’è stato il recupero dell’intera struttura riscoprendo attraverso un attento e puntuale restauro gli antichi affreschi cinquecenteschi di scuola giuliesca, presenti sotto gli intonaci esistenti e riportando la Villa al suo antico splendore. Oggi Villa Cavriani è divenuto un lussuoso ristorante avvolto in una splendida cornice di una romantica admosfera  dagli antichi fasti.

In località BARBASSO furono trovati vasi etruschi, ampolle, lucerne, monete, una statuetta figurante Pomona. i primi descritti in una memoria, pubblicata dall’arciprete di Porto Don Pezzarossa nel giornale dell’ Istituto Lombardo, fascicolo 44 e 45 del marzo 1847.

Enrico II nel 1045 confermando privilegi al vescovo di Mantova, già accordati da Ottone III nel 997, novera fra i possessi la corte di Barbassio di Garizedo, Gubernule, Septingente, Campedello, Redaldesco ecc., ma il Monastero di S. Benedetto di Polirone aveva possessi in Barbasso per donazione del marchese Tedaldo e nel 1076 Bernardo di Barbasso rappresentava detto Monastero.

Un breve di Alessandro VI del 12 marzo 1501 al marchese di Mantova fa conoscere che la  parrocchia era stata tenuta dal Cardinale Genuense poi, dopo la morte sua, dal Cardinale capuano che la cedette e perciò il Papa la concedeva al suo famigliare Gian Antonio da Benevento, pregando il marchese di metterlo in possesso e poi seguono altre consimili nomine.

Il Presidente del Senato Gian Francesco Pullicani, nato a Barbasso, fu molto ben viso all’ultimo Duca di Mantova, che nel 1705 lo nominò Presidente del Magistrato, la qual carica continuò sotto il dominio austriaco. Morì nel 1728 lasciando fama di ottima persona e manoscritti legali.

La tradizione vuole,  che la frazione di CADE’ porta l’origine del nome a seguito di eremiti qui rifugiatisi per infliggire la persecuzione decretata da’ Romani e si vorrebbe il nome provenuto da Ca Dei Casa di Dio.

Nel 1571 gli uomini della villa di Cadè supplicavano per la conferma in loro “camparo” (addetto alla manutenzione e controllo dei canali irrigui) nella persona di Giuseppe Fiorio.

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Nel 1749 il rettore della parrocchia di Cadè, D. Pietro Cassano, riottoso (litigioso) fu fatto carcerare dal vicario vescovile e condotto all’ospedale di Mantova, quale pazzo, ove fu salassato e dopo un mese e mezzo lasciato libero. Egli, non essendo mai stato pazzo, andò a Roma a lamentarsi dal papa stesso, che scrisse al vescovo di Mantova di trattarlo da padre e non da giudice.

Intanto il padre del rettore, vecchio militare, si rivolse all’ imperatore, che fece redarguire il vicario.

Ancora nel 1764 questo lungo litigio era in piedi, essendosi allora il rettore deciso di rinunziare la parrocchia purché avesse una buona pensione.

Negli scavi eseguiti si trovarono anfore romane di terra cotta alte un metro e due intatte. (Museo Archeologico di Mantova).

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È già conosciuta nel 1210 Carzédole,  nome proveniente dall’abbondanza di carice (carésa in dialetto); dal 1867 Carzédole fu sostituito con VILLA GARIBALDI  perché il sindaco e la comunità vollero celebrare Giuseppe Garibaldi che soggiornò nella villa di famiglia di Giuseppe Nuvolari, imprenditore e patriota garibaldino, che nel 1854 fu condannato a morte per patriottismo, ridotta la pena a 12 anni di ferri e successivamente graziato nel 1856.

Tra i beni artistici si conserva la chiesa parrocchiale in stile barocco, intitolata ai Santi Giacomo e Mariano martiri, ricostruita a partire dal 1711 dopo che la precedente fu distrutto nel periodo della guerra di secessione al trono di Spagna.

Importante è “Villa Paradiso”, edificata nel 1619 dai conti Paradiso, insigniti del titolo dai Gonzaga nel 1681 entra nel patrimonio dei Gonzaga di Vescovato perché Teodora Paradiso sposò il marchese Francesco Gonzaga e alla morte di nei nel 1681, la villa passò di proprietà del marito fino alla fine dell’’800.

Governolo - bettolina nella conca

Governolo – bettolina nella conca — sotto il Mincio alla confluenza con il Po

GOVERNOLO,  dove la tradizione vuole che nel 452 Papa Leone fermasse dell’incursione Attila in località “Ager Ambulejus”, tanto che a testimonianza di ciò nella parrocchiale dei Santi Esasmo e Agostino del 1756 c’è conservata una tela dipinta nel 1614 da Francesco Bargani “Incontro di San Leone e Attila”,se ne ricorda il fatto con una processione in onore di S. Leone annualmente.

Spostandosi verso l’argine si trova la confluenza del Mincio nel Po, da sempre importante centro per la regolazione idraulica del bacino del Mincio fino a Mantova creata da Alberto Pitentino, primo ingegnere idraulico a pensare alla costruzione di uno sbarramento a Governolo dove il fiume Mincio si versa nel Po, allo scopo di bloccare il rigurgito del grande fiume durante le ricorrenti piene.

Mincio alla confluenza del Po

Attraverso la conca di San Leone dove il Mincio conclude il suo lento cammino in località Sacchetta è possibile la navigazione fra i due fiumi anche se scorrono a livelli diversi “ascese d’acqua” permettendo in questo modo il passaggio delle navi su una diretta via Mantova-Mare Adriatico.

CURIOSITÀ D’ALTRI TEMPI

Nel 1439 Rolando Marchese Pallavicino metteva in possesso dei Gonzaga il Castello e i fortilizi Ronchiferrati (Archivio di Stato Mantova).

Nell’anno 1494 gli uomini del comune de Roncho-ferraro non essendo andati a lavorare negli argini di S. Jacopo da Po, furono condannati a multa, per la quale supplicavano il marchese di Mantova per ottenere perdono, dichiarandosi in estrema miseria e nel 1540 domandavano di poter pagare le tasse dopo il nuovo raccolto.

Nel 1592, protestando che il castello di Governolo non era sicuro deposito delle loro biade, pregavano il duca di esimerli da ritirarle in esso, come per il passato.

Protestava il Comune nel 1612 contro il proprio commissario Paolo Fioretta, a cagione di prepotenze ed angherie commesse.

Nell’anno 1617 il Comune di Roncoferraro era composto di un solo castello, di 13 ville, 3 villette con 9 parrocchie.

Il Duca di Mantova, a mezzo del conte Aleramo S. Giorgio, ordinava nel 1622 al Comune di Roncoferraro “di scavar la ripiena fossa del castello, ma essendovi stati oppositori, si mandarono soldati pella occupazione pei quali il comune protestò, notando che per pochi si punivano tutti”.       In una visita fatta nell’anno 1633 d’ordine del Governo il Comune risultava costituito da 16 collonnelli (frazioni) cioè: Roncoferraro, Barbassolo, Carzedole, Cadè, Rottolda, Castelletto, Formigosa, Barbasso, Garolda, S. Martino, Casaleto, Casal, Nosedole, San Cassiano, Molinello e Villagrossa.

Epoca repubblicana 1801, 1802 e 1848 — Regno italico 1805-181 — Epoca austriaca 1816-1866 — Epoca nazionale 1866 ad oggi: quest’ultima sezione comprende anche gli atti dello Stato civile e del Giudice conciliatore.

Nel dicembre 1222 Gerardo Zanesio sindaco dell’Università di Carezeduli è menzionato in rogito, fatto sotto il porticato della chiesa di San Mariano de’ Carzedulo.

Governolo è nominato nel diploma del 1045 di Enrico III alla chiesa di Mantova. Nelle contese di Enrico IV con la contessa Matilde, Governolo fu nel 1091 occupato dal primo.

Un torrazzo, di cui si hanno ancora rovine con oratorio, sacro a S. Erasmo, fu il nucleo di “curte Gubernule”

Risultano nel secolo XVII dipendenti dalla parrocchia di Governolo le ville S. Martino, Casaletto e Garolda.

Arrigo V nel 1117 tenne un placito a Governolo.

Francesco Gonzaga nel secolo XIV concesse agli abitanti del castello di Governolo esenzione d’ogni sorta di fazioni e gravezze eccetto quella del sale, per gratificarli del buon portamento nell’assedio da parte del Duca di Milano. La concessione fu confermata dal figlio, primo marchese di Mantova nell’anno 1413, estendendola “alli huomini gli quali havessano fatto over facessero case coperte di coppi et habitassero però in quelle sul terreno qual è tra la chiusa del Mincio et il castello et Rocca di Governolo”. Trovansi dopo conferme del 1467, 1480, 1520, 1530 e seguenti.

Governolo fu in tutti i tempi posizione militare di molta importanza, è ben noto come qui Giovanni De Medici riportasse quella ferita alla gamba per la cui amputazione morì.

Nel luglio 1566 gli uomini del comune di Casaletto domandavano di esser separati da Roncoferraro e messi sotto la dipendenza di Governolo.

Posizione importante per studi idraulici essendovi il pur ben conosciuto sostegno del Mincio: l’ingegnere Gabriele Berazzoli lo costruì nel 1609 per sostenere le acque del Lago inferiore di Mantova, distrutto e nuovamente rifatto.

Nel 1625 il comune di Governolo aveva speso lire 502 soldi 7 per fare il “coperchio” al portone del castello e per dipingere su di esso l’arma ducale.

Governolo nella guerra del 1629 ebbe a soffrire non poche distruzioni di suoi edifici e chiese, saccheggiato dagli imperiali e nuovi danni in quella del 1702 tra francesi ed austriaci, essendo stata occupata dal principe Eugenio di Savoia. La rocca di Governolo fu demolita nel 1717.

Nel 1769 Governolo aveva pretura, della quale facevano parte Garolda e San Martino.

I volontari mantovani e modenesi nel marzo del 1848 vinsero i tedeschi e poi ebbe luogo il brillante combattimento del 19 luglio 1848 in cui Governolo fu preso agli Austriaci.

Nel 1869 presso Governolo si trovarono 12 monete romane degli anni 253, 260 dell’era volgare.

L’archivio parrocchiale conserva i registri di battesimo dal 1552, dei matrimoni dal 1564, dei morti dal 1614 ; tutte le altre carte più antiche sono del secolo XVIII, quali inventari e visite pastorali.

L’archivio della fabbriceria è costituito da due sole buste, i documenti più antichi sono del 1549, riguardanti livelli, investiture e legati.

2 pensieri su “12) Roncoferraro

  1. Durante la costruzione del nuovo sostegno-scaricatore di Governolo (anni 70/80) lo scavo della platea di valle portò al rinvenimento della fondazioni di una torre gemetta di quella ancora esistente, unitamete a numerose palle di granito di varie dimensioni.

  2. NON ESISTONO IMMAGINI E CENNI STORICI DATA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE , DEI PROPRIETARI DEL CASTELLO DI RONCOFERRARO OLTRE A QUELLI DA VOI ACCENNATI PER LO SCAVO DEL FOSSATO.

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