1) Ponti sul Mincio

il fiume Mincio a Ponti

il fiume Mincio

La prima località che s’incontra a confine con la provincia di Verona e praticamente ancora sul Lago di Garda le cui sponde sono a non più di 5 km, è PONTI SUL MINCIO, un comune di origini medievali, adagiato ai piedi di un castello, storicamente appartenente al sistema dei fortilizi scaligeri di Verona.

Un paese dove il tempo sembra essersi fermato, dove la pace e la bellezza dei posti invitano il turista ad una sosta attenta e curiosa, per la storia che si respira, per i paesaggi naturali incantevoli, per la possibilità di praticare sport all’aria aperta grazie alle piste ciclopedonali che conducono lungo la riva del Mincio, dove è possibile visitare la diga che regola  il flusso delle acque in uscita dal Lago di Garda.

Ponti s/Mincio -  Castello scaligero

Il castello scaligero

Le notizie storiche relative al Castello di Ponti, risalgono ad un periodo che va dal XII al XIV secolo e che, molto probabilmente, coincide con il XIII secolo, attribuendo l’edificazione da parte degli Scaligeri, che, in questa zona, unitamente con i Castelli di Monzambano, Valeggio sul Mincio, Nogarole Rocca, Peschiera d/Garda e Sirmione d/Garda costituirono il proprio sistema sud-occidentale, a confine con i territori viscontei e gonzagheschi.

La forma generale del castello, è infatti, quella di un semplice recinto murario intervallato da torri che si adattano alla sommità di un piccolo colle ed alle sue curve di livello, assumendone la forma planimetrica “a fuso” mentre la cinta muraria è in ciottoli di fiume, con merli a capanna, oggi in gran parte crollati e, con camminamenti di sponda sporgenti su mensole di mattoni, anch’esse in gran parte crollate.

A metà del mese di gennaio si tiene la festa patronale di Sant’Antonio Abate dove nel suo programma presenta musica e balli folkloristici, gastronomici e spettacoli.

         CURIOSITÀ D’ALTRI TEMPI

Negli scavi fatti in loco nel 1892 furono ritrovate monete romane.

I più antichi documenti dell’archivio parrocchiale sono un inventario del Beneficio di San Leonzio e Giacomo di Ponte in data 9 gennaio 1577, firmato dall’arciprete Avanzo degli Avanzi, che si richiama ad altro inventario dell’arciprete Don Bertono del 1459.

L’erezione della chiesa risale al 9 gennaio 1596, sotto il titolo di S. Antonio Abate, mentre le prime visite vescovili sono del 1605. I registri di battesimo datano dal 1651, quelli dei morti dal 1666 e quelli dei matrimoni dal 1667.

Istituto elemosiniere dipendente dall’arcipretura con carte dal 1825.

Il Comune ha i suoi rogiti nell’archivio notarile di Verona, costituiti da una busta coi rogiti di un notaio dal 1684 al 1735.

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