MUSEO DELLE ARMI ANTICHE “F. BABONI”

Torna ad essere aperto al pubblico il Museo delle Armi Antiche di Castellucchio (MN) grazie all’impegno e alla passione di due persone esperte quali Barbara Borzani e il marito ing. Alberto Riccadonna, conservatore del museo stesso, che hanno potuto disporre degli spazi per ampliare le sezioni nuove e quelle già esistenti. Attraverso tutto ciò, si vuole raccontare pagine della storia non solo italiana, ma anche di molte altre nazioni, europee e internazionali.

Il Museo delle Armi Antiche di Castellucchio – spiega il sindaco Romano Monicelli – è nato per la passione e la generosità del nostro concittadino Fosco Baboni che ci ha lasciato la sua ricca collezione di armi antiche. Questo prezioso patrimonio pubblico, con scelta intelligente, è stato collocato nel contesto della Torre Civica ed oggi, divenuto museo e meta di numerosi interessati turisti, è indissolubilmente integrato con l’intera piazza Pasotti. Insieme costituiscono un bel biglietto da visita per Castellucchio del quale dobbiamo andare orgogliosi“.

Barbara Borzani

Le armi esposte sono da considerarsi assai interessanti in quanto inducono il visitatore a riflettere sul fatto che questi strumenti sia nel passato sia nel presente vengano purtroppo utilizzati anche per realizzare crimini e guerre disumane.

Tanto per gli studenti quanto per il cittadino, la visita al museo vuole essere anche un momento didattico per conoscere e imparare la storia dal Risorgimento alle due Guerre Mondiali.

Nelle varie teche trovano posto fucili, rivoltelle, spade, pugnali, cannoncini ed accessori vari. Complessivamente sono esposti oltre 300 pezzi e di questi 125 sono stati donati dal dott. Fosco Baboni.

Una porzione del museo

Fosco Baboni – racconta il conservatore del museo, Alberto Riccadonna – è stato un personaggio di spicco nella cultura: avvocato per professione, scrittore di commedie dialettali per diletto proprio ed altrui ed infine appassionato di armi o ‘opplologo’ per dirla con un termine erudito. Tale era la passione per le armi antiche che, pur senza seguire un filone specifico nella sua ricerca ha acquisito un raccolta di pezzi di un discreto pregio storico. Questa raccolta di armi risulta essere un coacervo molto eterogeneo; ad una prima osservazione, le armi medievali sono esibite assieme a testimonianze delle Grande Guerra e nelle vetrine armi bianche occidentali sono accumunate ad armi orientali“.

Alberto RiccadonnaQuesto era però – prosegue l’ingegnere balistico Riccadonna – l’interesse principuo di Fosco Baboni l’arma come testimonianza universale delle attitudini dell’uomo, in qualsiasi epoca e in qualsiasi luogo, dimostrando, se ancora se vene fosse bisogno, che, al di sopra della considerazione, dell’uso e del significato dell’arma, questa è un fenomeno universale e come tale parte della nostra cultura.

Inoltre, è entrata a far parte del nucleo originale delle opere presenti nel Museo anche la cospicua collezione del dott. Amilcare Riccò di Bagnolo San Vito comprendente una trentina di esemplari del periodo 1890-1920.

Numerosi anche i privati che hanno voluto legare il loro nome all’elenco degli Amici del Museo, con donazioni di reperti singoli.

A dismostrazione dell’acquisita importanza della collezione museale, di recente vi è stato un particolare impegno, da parte degli organi statali, ad assegnare al Museo varie armi d’interesse storico, che hanno permesso di indirizzare l’attenzione dei visitatori su due nuovi settori, quello della Resistenza e della II Guarra Mondiale e quello, meno conosciuto, ma non per questo da sottovalutare, degli strumenti da caccia ‘poveri’, ricavati da vecchie armi militari in disuso.

Questi cimeli in particolare si trovano nella esposizione allestita al secondo e terzo piano del museo.

torre dell'orologio castellucchio

TORRE CIVICA – Cenni storici:

La costruzione della Torre civica di Castellucchio risale al 900. Alta circa 24 metri e con base quadrata (8 x 8 metri), riporta le classiche merlature e, subito sotto, la cella campanaria. Questa grande stanza ha su ogni lato una trifora che permette al suono delle campane di espandersi.

La Torre, eretta sul punto più alto del paese (piazza Arturo Pasotti), costituisce ancora oggi porta d’accesso al borgo Castello. Essa viene catalogata tra le costruzioni tipicamente difensive; la sua posizione permetteva infatti la protezione del territorio dalle incursioni dei Visconti di Milano e dai cremonesi.

Castellucchio, in quei tempi, era una grossa corte e pertanto facilmente attaccabile per ruberie. Nel 1100 la torre pare fosse di proprietà della famiglia Canossa, che la fortificò con grosse mura, camminamenti e torri di guardia. È documentata la prima incursione subita ad opera di Feltrino Gonzaga (1359) venuto da Reggiolo con 300 cavalieri e 200 fanti per rubare nei possedimenti dei suoi parenti.

Lodovico Gonzaga (1370-80) rafforzò le fortificazioni esistenti nel Mantovano e ne costruì di nuove per difendersi dagli assalti di Bernabò. Anche la torre di Castellucchio beneficiò dei lavori di miglioria. Successivamente assalti sono segnalati nel 1514-1516, in occasione della guerra tra francesi e veneti da una parte, spagnoli e austriaci dall’altra.
Nel 1707, l’amministrazione austriaca prese possesso del ducato dei Gonzaga, esaminò lo stato di torri e castelli per una più funzionale organizzazione della strategia militare. La torre di Castellucchio vista la precaria staticità, venne elencata tra le fortezze da demolire. Si iniziò con l’abbattimento delle mura di cinta. Il materiale ricavato venne impiegato per consolidare e fortificare i castelli e le residenze dei nobili vicini.

TORRE CIVICAL’ingegner Jacopo Martinelli nel 1844, su incarico dell’amministrazione comunale, operò notevoli interventi per rafforzarla e ne modificò anche l’aspetto. Il tetto venne abbassato – in origine sormontava le merlature – e fu realizzata la cella campanaria con relativa intelaiatura in ferro.

Le cinque campane furono fuse nel 1844 da Pietro Cavadini e figli e benedette dal vescovo. Il loro peso varia dagli 800 ai 240 chilogrammi e si chiamano rispettivamente: San Giorgio la prima, in onore del patrono del paese; San Vincenzo la seconda; Santa Maria la terza (di proprietà del comune); San Francesco d’Assisi la quarta e San Giovanni Battista la quinta.

L’orologio solare “meridiana” – contrapposto a quello meccanico – reca la scritta latina: “dividit umbra diem” (l’ombra divide il giorno). La lapide che si affaccia a piazza Pasotti porta la scritta: “Nel 1844/ unendosi a questo municipio/ la fabbriceria parrocchiale/venne ristrutturata/ed a miglio vita/ridotta“.

Conservatore del museo: Ing. Alberto Riccadonna

LUOGO:  Piazza Pasotti, 26 Castellucchio (MN) — Tel.0376.4343223
E-mail: ufficio.servizi.culturali@comunecastellucchio.it

Apertura : tutte le domeniche dal 13 ottobre 2019 al 28 giugno 2020 ore 9.00-12.00

Su prenotazione: tel.0376.4343223 Mercoledì ore 9.00 – 12.00 || Sabato ore 9.00 – 12.00

© Pagina e video a cura di Grazia Baratti e Paolo Biondo

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