Nel complesso monumentale del palazzo Ducale di Mantova, accolta dalle strutture rinascimentali di antichi edifici, vive una testimonianza del passato dei Vigili del Fuoco.
E’ la maggiore esposizione in Italia, dei mezzi e dei cimeli storici dei vigili del fuoco.
Sono ormai trascorsi 190 anni da quando nel maggio del 1833 venne istituita la Compagnia dei Civici Pompieri di Mantova. Da quel momento, al centro di ogni evento accaduto nella nostra città non è mai mancata la partecipazione dei pompieri, interpreti di storie di storia che possiamo considerare come i migliori testimoni dei fatti trascorsi.
In questo lungo percorso, ormai prossimo al secondo secolo, i Pompieri subirono le enormi trasformazioni imposte dai tempi; prima a livello municipale, con le direttive impartite dall’Impero austriaco, poi dal neonato Regno d’Italia; quindi, nel 1935 con l’integrazione nel Corpo Nazionale e dal 1939, tanto per fugare ogni francesismo, con l’acquisizione dell’attuale nome Vigili del Fuoco. Furono sostanziali trasformazioni che riguardarono anche le sedi che li ospitarono. Mantova città piazzaforte del quadrilatero asburgico, soggiogata alle ferree decisioni del Radetzky, in seguito diventata piccolo capoluogo di provincia nel nuovo Regno italico, successivamente bersaglio dei feroci bombardamenti nella seconda guerra mondiale, territorio per campi di deportazione di prigionieri militari, durante la resistenza.
L’urbanizzazione nel dopoguerra cominciò a dare alla città l’aspetto attuale, superando l’antico confinamento dei laghi. Quattro furono le Caserme dei Pompieri-Vigili del Fuoco: Vicolo Paglia, piccolo edificio, spesso interessato a rifacimenti; fu posto a ridosso del municipio, così come era d’uso fare nella creazione dei primi corpi di Pompieri ottocenteschi. Poi venne l’accasermamento nel palazzo di via Ginepro (l’attuale via Corridoni), durante i motti del 1848, quando i Pompieri furono integrati nella Guardia Municipale. In seguito, dopo l’ingresso nel Regno d’Italia si riappropriarono della propria identità, così le poche unità (8 più il comandante) tornarono nuovamente ad abitare l’edificio in vicolo Paglia che tuttavia era rimasto ad ospitare le “macchine da incendio”.
Nel 1897 una infelicissima decisione comunale volle accorpare i Pompieri ai Vigili urbani, creando le “Guardie Pompieri Municipali” con compiti: di polizia stradale, edilizia, igiene, annona, illuminazione pubblica, ordine e sicurezza pubblica, oltre ovviamente all’estinzione degli incendi. L’organico fu quindi incrementato a 23 unità più 6 pompieri aggregati (da chiamare al bisogno). La caserma tornò in Palazzo Ginepro, alias Zecchi.
Solo nel 1922 con l’arrivo del Comandante Ing. Alessandro Magelli (ingegnere capo dell’ufficio tecnico comunale) i Pompieri ritrovarono la propria giusta dimensione e finalmente una vera Caserma in via Grioli. Della vita che si svolse tra quelle mura ed in quegli spazi, serrati tra le carceri ed il tribunale, oggi ben pochi mantovani serbano ricordo, diversamente da quanti in giovanissima età ebbero a frequentare quella sede. Numerosissime sono state le testimonianze offerte da parte di chi da bambino bazzicò quegli ambienti, perché figlio del comandante, oppure dei diversi Vigili del fuoco che di fatto l’avevano assunta come seconda casa. Negli anni Cinquanta parteciparono alle feste appositamente per loro organizzate dai genitori Vigili del fuoco, di quelle stanze di via Grioli ancora oggi serbano teneri ricordi.


Infine, l’attuale sede di viale Risorgimento, costruita sui terreni anticamente occupati dalla fossa magistrale. Le foto raccolte ne testimoniano la costruzione su quella superficie posta a quote più basse rispetto alle attuali. Le immagini ci mostrano il quartiere di Valletta Valsecchi interessato dalle prime costruzioni e l’attiguo stadio, allora posto in una zona esterna rispetto al resto della città. L’aggressiva urbanizzazione partita negli anni Sessanta e Settanta pian piano l’avvolse ed oggi pone serie problematiche per la viabilità stradale, prospettandone lo spostamento, così come per la Sede del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco.
Fra le macchine, le più antiche e quelle del secondo dopo guerra, fra elmi e divise, fra attrezzi a volte complicati a volte umili e semplici, mentre si respira un tempo diverso, si possono cogliere lampi di oscuri sacrifici e di straordinarie conquiste dell’uomo.



La millenaria lotta contro la furia devastatrice del fuoco iniziò ad avvalersi di organizzazioni, di tecniche e di mezzi particolari fin dall’epoca romana. Gli studi di idraulica di Leonardo da Vinci e, più avanti nei secoli, quelli continuati dagli scienziati illuministi, preparano il terreno alle grandi evoluzioni del secolo scorso.
La civiltà delle macchine, nei primi decenni del nostro secolo, consentì uno sviluppo che prosegue nei nostri giorni.
Coraggio e scienza, uniti da una straordinaria passione nell’opera svolta al servizio della collettività, furono da sempre alla base dell’attività dei Vigili del Fuoco.




Delle loro imprese non si sa molto, siamo infatti adusi a scorrere sempre più in fretta le cronache, alle quali peraltro quegli uomini spesso modesti come gli antichi artieri da cui discendono, hanno sempre preferito rifuggire. Eppure a quegli oscuri protagonisti di innumerevoli episodi di valore civico ed umano, va da sempre la simpatia della gente e, quando capita di incontrarli, anche oggi l’immaginario collettivo ne resta impressionato.
Per questi motivi è un’esperienza fuori dal comune il compiere una rivisitazione delle testimonianze dell’evoluzione tecnica dei mezzi, delle documentazioni grafiche, delle raccolte di immagini e dei filmati disponibili presso il primo Museo Storico del Corpo, aperto ai cittadini. L’interesse dimostrato dai visitatori fin dai primi giorni di attività ha premiato in questa circostanza l’opera dei Vigili impegnati nel proporre ai cittadini, ed in particolare a quelli più giovani che compongono le popolazioni scolastiche, elementi che possono esprimere, sia pure sommariamente, l’identità culturale, le tradizioni del Corpo Nazionale.
L’iniziativa, che si ricollega a molte altre simili e da tempo attuate in diversi stati europei, ma unica in Italia, è in un certo senso un invito alla collettività a riappropriarsi di questa struttura così vitale dello stato, affinché, meglio conosciuta, possa essere sentita più vicina e per essa si profonda un maggior impegno.
Ci si può sentire, per un po’, partecipi di un mondo poco conosciuto ma da sempre animato dal coraggio e dall’azione costante di questo esclusivo esercito di combattenti per la vita.
La raccolta comprende diversi carri in legno, macchine a vapore, scale aeree ed oltre venti mezzi a motore.
Li hanno recuperati, conservati e fatti rivivere i Vigili del Fuoco di Mantova, nelle ore di intervallo fra le attività di servizio, appassionati artieri di tutte le arti.
Orari di Apertura
accesso da Piazza Arche, Mantova
Sabato dalle ore 14:30 alle ore 18:00
Domenica e festivi dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle ore 14:30 alle ore 18:00
Dal lunedì al venerdì su prenotazione presso il Comando VV.F. di Mantova





