8) Porto Mantovano

S. Antonio di Porto MantovanoComune alle porte della città, dove la sede del Municipio si trova nella frazione di S. Antonio e dove i registri di nascite, matrimoni, e morte risalgono al 1606 .

Le prime testimonianze di insediamenti risalgono al Neolitico. Nei decenni scorsi sono stati rinvenuti, nelle frazioni di S. Antonio e Bancole, numerosi manufatti in selce ed alcuni resti umani risalenti a 6.500 anni fa.

Le prime testimonianze dell’origine del nome risalgono ad alcuni documenti dell’anno 862 d.C. nei quali viene citato un “Portus de Mantua“.

Diversi inventari dei secoli X e XI riportano la dicitura “In Portu Mantuano“. Il porto al quale si riferiscono questi documenti è quello fluviale che sorgeva presso l’odierna località denominata Cittadella che oggi fa parte del comune di Mantova.

Fin dal 1198 Mantova volendo ampliare la città aggregava a sé i borghi di Porto e di San Giorgio.

Il borgo di Porto, all’epoca dei Gonzaga, fu dotato di muraglie e bastioni che lo trasformarono in un’importante struttura di difesa.

In quei secoli Porto era diviso in tre “Collonelli” (frazioni): Soave, Favorita e Schiarino. Ad essi erano aggregate le principali corti circostanti le quali furono messe sotto la giurisdizione di una nuova parrocchia detta di Santa Maria di Schiarino costruita nel 1602 e terminata nel 1614.

In una cappella esiste un basso rilievo in pietra del 1442, figurante S. Orsola circondata dalle vergini, lavoro di pregio e i parroci ebbero la dignità di Vicari foranei dal 1615 al 1680

La Parrocchia di Porto Mantovano è una delle più antiche della città, facendo risalire la sua fondazione all’anno 879.

SOAVE frazione di Porto Mantovano detto Soavo in rogito del 1288, ma nel secolo XV la parrocchia era già identificata in Soave.

In un registro della parrocchia di Soave si trova scritto: « …. Io Hippolito Basaia rettore nuovo di questa chiesa pigliai il possesso il 3 Dicembre 1702 e trovai il paese desolato e con poca unione, la chiesa maltrattata, come pure la casa, perché all’una et all’altra avevano poste le truppe imperiali et parte le francesi, levate le finestre di ferro poi la campana grossa dal campanile che fu portata da tedeschi a Marmirolo e riconosciuta dal signor D. Giuseppe Bergamo, la dimandò al signor Comandante tedesco che gliela fece restituire; ma la campanella più piccola fu rubbata ne si sa da chi…. »

Si legge una fede di sepoltura di tre soldati Alemanni in data 4 Ottobre 1708, morti sotto un fienile, mentre attendevano di essere trasportati a Goito.

CURIOSITA’ D’ALTRI TEMPI

Gli uomini di Porto nell’anno 1532 supplicavano il condono delle tasse, avendo la grandine rovinati i raccolti.

Nel 1533 fu costruito il baluardo, nel 1533 perfezionata la cittadella, ed un ultimo baluardo fu eretto nel 1569.

Nelle guerre del 1630 la cittadella fu incendiata e il Duca di Mantova dovette cederla agli imperiali. Nuove riparazioni furono fatte alla fortezza del Porto nel 1745.

II comune, a dì 20 Giugno 1633, esponeva al Duca che per le passate turbolenze la popolazione era ridotta “a quattro famiglie rustiche et otto orazenti, mentre prima erano 50 famiglie”, domandando perciò riduzione d’ imposte. Fu verificato e riconosciuto vero l’esposto, così fu provveduto.

La Duchessa Maria Gonzaga nel 1652 volendo sciogliere un voto a S. Antonio da Padova, fece costruire a proprie spese una chiesa con il campanile e la canonica, come risulta dalla capitolazione di mastro Giacinto, vicino al suo palazzo, detto “La Favorita”, dichiarandola Cappella Ducale, la quale non tardò ad esser sollevata in vicaria foranea.

Questa chiesa fu nel 1797 demolita per misure strategiche e soltanto nel 1841 se ne promise dal governo austriaco la riedificazione sul disegno del Prof. G. B. Vergani.

Il 14 agosto 1660, morì nel suo palazzo in S. Antonio di Porto, detto la Favorita, la Duchessa Maria Gonzaga, molto amata ed ammirata. La salma fu trasportata al Santuario delle Grazie.

1_0IMG_1035Villa della Favorita si vedono molte rovine, che attestano la grandiosità dell’antico edificio.

In una parete di una stanza nella corte Figliola in Soave si scorgevano vasi di terra cotta incastrati di epoca remota.

Fra i patrioti Cisalpini deportati dal Governo Austriaco negli anni 1799, 1800 e 1801 vi fu Princivalli Luigi, possidente di Soave.

Nel 1873 nel fondo Torretta, vicino al lago Superiore, alla profondità di cm. 30, furono rinvenuti uno stile ed una lama di spada e rovine di un edifìcio vetusto.

I libri di battesimo iniziano dal 1605, dei morti dal 1624 e dei matrimoni dal 1633.

Le più antiche visite pastorali sono dal 1609/1616.

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