DIALETTO MANTOVANO

dialét mantuàn – dialét mantfàn

La cultura e la tradizione popolari di un territorio, per l’occasione quello mantovano, hanno nella sua tipica parlata locale, il miglior rappresentante. Grazie “al dialet”, infatti, l’una e l’altra riescono a superare le ingiurie del tempo e dei cambiamenti mantenendo inalterato il loro ruolo di promotori dell’enorme patrimonio di storia, di rapporti umani e di arte esistenti.

Il dialetto mantovano prende forma durante il periodo buio del primo medioevo a causa della calata delle popolazioni germaniche e della dispersione della parlata latina già presente in quel territorio. Per questo motivo molta parte delle parole condividono la propria radice tardo latina, mentre altre attestano la presenza di popolazioni parlanti la lingua celta; ciò per le tribù galliche che si insediarono nei territori della Pianura Padana. Con il passare dei secoli la parlata virgiliana viene contaminata anche dalle tipiche sonorità di lingue come il longobardo ed il franco provenzale.

Risalendo la cronologia del dialetto mantovano fino ai giorni nostri, dovremo attendere le Maccheronee di Teofilo Folengo per trovare attestazioni di una lingua volgare che si sia definita e stabilizzata su basi grammaticali coese e condivise da buona parte della popolazione presente nel territorio virgiliano. Saranno importanti le influenze provenienti dalla lingua austriaca e francese che si aggiungeranno durante il Risorgimento al già ricco patrimonio linguistico. La presenza degli eserciti di Francia ed Austria, infatti, lasceranno, oltre a notevoli ferite socio-economiche, anche vocaboli che il popolo mantovano eleggerà come propri.

Non ultimo, si aggiungono le sonorità provenienti dai territori confinanti con quello di Mantova: il veronese, il bresciano, il reggiano, il cremonese ed il parmense.

Il passare delle stagioni e le contaminazioni derivanti dai confini sempre più ampi, però, a volte inducono a far perdere l’interesse nei confronti di questi elementi della quotidianità degli abitanti dei borghi, dei paesi ed anche della città capoluogo, Mantova, di una provincia.

È con il dialetto che, invece, la cultura e la tradizione popolare locale possono esaltare la loro forza, la loro genuinità, il loro fascino anche nei riguardi del sapere delle persone che dispongono di esperienze completamente diverse.

La redazione di Mincio&Dintorni ha, per questo, deciso di dedicare una pagina esclusivamente al parlar mantovano lasciando spazio, ovviamente, a tutte le sue sfumature, pur sapendo che il dialetto, per le sue profonde radici nei vari territori, risente nel suo esser parlato, non tanto dei chilometri di distanza bensì delle poche centinaia di metri.

Inflessioni, sonorità e significati che, in definitiva, lo rendono ricco di fascino e in più stimolano la curiosità di coloro che ne vengono a contatto per la prima volta.

Il nostro cammino in questo progetto dedicato al dialetto intendiamo iniziarlo, quindi, dando la parola ai poeti; personaggi che con grande abilità, sensibilità, ironia sanno cogliere e trasformare in rima tutto ciò che la quotidianità propone. Buona lettura!

17 GENNAIO GIORNATA NAZIONALE DEL DIALETTO