Anche in questa occasione i promotori di tale progetto culturale e sociale punteranno ad offrire alle persone proposte che esalteranno vari ambiti non solo di natura artistica. Attraverso il fare teatro e uno spazio fisico reale (il Beatnik di San Benedetto) si intende far convergere energie, far incontrare comunità, dare la possibilità di esprimere sensibilità, che difficilmente nel quotidiano potrebbero emergere.
Visto l’interesse che è stato rivolto alle edizioni precedenti della rassegna è facile presupporre che ancora una volta saranno in molti a rispondere “presente” a questo trittico di momenti.
L’intento dei responsabili di Zero Beat, vale la pena sottolinearlo, è quello di creare le condizioni perché un appuntamento simile abbia cadenza annuale.
In più che possa porre l’accento sulle esperienze di Teatro Sociale e di Drammaturgia di Comunità attive nella provincia mantovana e in quelle limitrofe.
Un’esperienza che promuova l’integrazione e il dialogo tra generazioni e lo spirito di solidarietà affinché un mondo ideale possa trasformarsi da sogno in realtà.
Nel cartellone trovano posto anche giovani del territorio che hanno deciso di mettersi in gioco attraverso il fare teatro e musica, grazie alle collaborazioni con vari progetti tra i quali: “Gioventù” e ‘Io non m’azzardo’ e in più il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Pieve di Coriano.
Quest’anno, inoltre, per favorire una dinamica condivisa col territorio gli organizzatori hanno provveduto a integrare “InLuce” con gli allievi e gli insegnati della Scuola di musica Polironiana di San benedetto Po.
(Paolo Biondo)
