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I COLORI DELLA PRIMAVERA 2020: La musica indipendente, by Rock Targato Italia

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“Primavera non bussa, lei entra sicura”, cantava De André.

Quest’anno forse dell’arrivo della primavera ce ne stiamo accorgendo meno che mai però, proprio per questo motivo, mentre il mondo impazzisce sempre di più, ci sembra doveroso mantenere salde le nostre consuetudini e proporre anche questa volta, come a ogni cambio di stagione, una playlist che provi a fotografare lo stato di salute della nostra musica. Una playlist che questa volta pesca più che mai a piene mani nel calderone della musica d’autore in ogni sua sfumatura.

Questa la Tracklist:

Un piccolo romanzo condito con malinconia, eleganza e un inconfondibile retrogusto anni ’60.

La canzone d’autore più classicamente genovese va a nozze con un pizzico di acidità rock

Quando il pop sintetico incontra la canzone d’autore e il vento del Nordafrica.

Paolo Benvegnù. Basta il nome. Una delle poche certezze che continuiamo ad avere.

Una canzone che non fa sconti. Come un pugno in faccia dato con un guanto elegantissimo.

Andamento da filastrocca, giochi di parole riusciti e pensieri in fermento.

Si possono raccontare pensieri e storie anche ballando sulla pista di una discoteca.

Un nome storico del punk italiano non perde mai freschezza e ironia.

Un caleidoscopio di contaminazioni, creatività e desiderio di andare sempre oltre.

Un pugno di ricordi si rincorrono sul filo di una melodia cristallina genuinamente pop d’autore.

Fra nebbia e ombre notturne si fa largo un brano rock d’autore moderno e riflessivo.

Una fotografia in chave pop degli strani tempi che viviamo.

Senza porsi confini, si parte dal rock d’autore, si sfiora il prog e si vola verso oriente.

Echi anni ’90 e lampi di poesia sussurrata in una canzone atipica e destrutturata.

Oltre vent’anni dopo “T.R.E.” dei C.S.I., Zamboni riassapora in modo diverso la Mongolia.

Realizzata da Divinazione Milano e Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

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