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Una serata rievocativa dei poeti portuensi del Fogolèr: Rita Protti Tosi, Luigi Modè e Fredon

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di Paolo Biondo

Il Cenacolo dialettale mantovano “Al Fogolèr” renderà omaggio alla memoria di tre poeti che hanno scritto pagine significative della cultura e tradizione popolare virgiliana con una serata evento che si terrà venerdì 14 aprile a Porto Mantovano.

Gli autori in questione saranno: Rita Protti Tosi, Luigi Modè e Alfredo Facchini “Fredon” e questo particolare momento, aperto al pubblico ed ad ingresso gratuito, verrà proposto a partire dalle 20:30, nel nuovo Auditorium di Porto Mantovano .

A condividere il valore sociale, umano e culturale dell’iniziativa dal titolo “I poeti portuensi del Fogolèr” saranno anche il Comune di Porto Mantovano e l’Asep.

Nel corso della serata, alla quale interverranno anche il sindaco di Porto Mantovano, Massimo Salvarani, e l’assessore alla cultura, Vanessa Ciribanti, saranno proposti dai componenti del cenacolo presieduto da Sergio Aldrighi, varie opere dei tre autori.

Ognuno di loro con il proprio stile e con le propria genialità hanno testimoniato e raccontato l’enorme patrimonio culturale che vive ancora oggi nel dialetto mantovano ed inoltre hanno lasciato in eredità un consistente numero di testi e di pubblicazioni che il Cenacolo Dialettale Mantovano “Al Fogolèr” intende promuovere con appuntamenti simili.

Rita Protti Tosi, Luigi Modè e Alfredo Facchini “Fredon” sono stati per molti anni importanti punti di riferimento per coloro che considerano la poesia in dialetto e il dialetto in genere un modo di esprimersi in grado di toccare tutte le possibili sfumature del conversare.

A volte è molto più efficace e risolutivo dell’Italiano nel momento in cui si vuole raccontare un’emozione, un avvenimento, un pregio o un difetto di una persona senza con questo trascendere nel volgare.

La tipica parlata mantovana, infatti, sia per loro sia per i tanti suoi cultori è certo un valore aggiunto anche nell’ambito dell’integrazione sociale, è uno “strumento” fondamentale per far conoscere le radici di una comunità. Non a caso il dialetto sa trovare estimatori anche tra le persone che provengono da altri territori o addirittura da altre nazioni.

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