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Sofia Baldi Pighi è il Direttore Artistico e Head Curator di MALTABIENNALE.ART 2024

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Fort St Elmo Courtyard panoramic. Photo by Daniel Cilia

maltabiennale.art annuncia la nomina di Sofia Baldi Pighi come Direttore Artistico e Curatore Capo, che guiderà un team curatoriale composto da professionisti maltesi e internazionali che operano in diverse discipline.

Sofia Baldi Pighi porta a maltabiennale.art la sua visione di una biennale mediterranea che intende indagare il pensiero insulare, percependo queste isole non come un’utopia da cartolina, ma come una delimitazione che produce apprendimento e incontri.

Il patrimonio culturale deve essere indagato nella natura conflittuale della pianificazione dei ricordi sottostanti nelle contingenze politiche che hanno attraversato il territorio geografico e sociale euro-mediterraneo: “Situated al centro del Mediterraneo, l’isola di Malta è un osservatorio ideale per interrogare le questioni attuali della zona e immaginare nuovi futuri possibili accanto alla visione degli artisti”.

Fort St Elmo, Valletta. Photo by Heritage Malta

Il team curatoriale è composto dall’architetto e artista Nigel Baldacchino, la cui vasta conoscenza locale degli spazi espositivi permetterà di vivere l’arte in spazi senza precedenti, restituendo alla comunità un design di esposizione sostenibile e accessibile. La curatrice e consulente artistica Elisa Carollo faciliterà le connessioni con gallerie internazionali e artisti con l’obiettivo di superare i confini europei e offrire una prospettiva internazionale alla biennale. La giornalista e produttrice culturale Emma Mattei utilizzerà le sue reti interculturali e le sue capacità comunicative per maltabiennale.art.

Ġgantija Archaeological Park. Photo by Heritage Malta

Organizzato da Heritage Malta’s MUŻA, in collaborazione con Arts Council Malta, e con la cooperazione del Ministero degli Affari Esteri e del Commercio Europeo, Visit Malta, la Valletta Cultural Agency, Spazju Kreattiv e Malta Libraries, maltabiennale.art 2024 è particolarmente incentrata sul nucleo e sui margini del paesaggio geografico e culturale del Mediterraneo.

Questa prima edizione di maltabiennale.art , intitolata baħar abjad imsaġar taż-żebbuġ , è destinata a diventare un evento internazionale che mira a riflettere sulle narrazioni predominanti e trascurate che il paesaggio culturale del Mediterraneo ha ereditato dalle generazioni passate, per fornire una maggiore comprensione del presente, per favorire nuovi incontri e per forgiare idee per il futuro.

La maltabiennale.art si svolgerà in luoghi suggestivi e siti di prestigio storico e culturale, sparsi tra le isole di Malta e Gozo da marzo a maggio nella primavera del 2024. Numerosi edifici e luoghi di Valletta, la città capitale e sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, insieme ai templi megalitici di Ġgantija a Gozo e ai maestosi palazzi nella città portuale di Birgu, permetteranno al pubblico di vivere e interagire con l’arte contemporanea in splendide ambientazioni storiche.

DICHIARAZIONE CURATORIALE DEL DIRETTORE ARTISTICO

SOFIA BALDI PIGHI

Atlantide, Utopia, l’isola di Robinson Crusoe: per tutto il corso della storia registrata, le isole sono state considerate l’antitesi della terraferma, ma il filosofo francese Gilles Deleuze propone le isole come contenenti l’intensità del mondo stesso. La possibilità di un’isola è sempre la possibilità di un mondo.

maltabiennale.art, che si terrà nel 2024, è concepita come una biennale mediterranea che intende indagare il pensiero isolano, in grado di vedere l’isola non come un’utopia postale ma come una delimitazione che produce apprendimento e incontri.

Lontano dall’essere qualcosa di puro, l’isola è sempre un principio di composizione e invenzione. Situata al centro del Mediterraneo, l’isola di Malta è un osservatorio ideale per interrogare le questioni attuali della zona e immaginare nuovi futuri possibili accanto alla visione degli artisti. La posizione è l’identificatore immediato di qualsiasi massa terrestre isolata; la storia marittima di Malta risale a secoli fa e il suo ruolo cruciale nel corso della storia è stato quello di essere una cruciale via di comunicazione strategica nel Mediterraneo.

Malta è abile nella trasformazione, come un crocevia di arrivo e partenza; come stato-nazione, l’identità maltese emerge da secoli di colonizzazione. Indissolubilmente legata alle diverse culture marinare che hanno dominato e declinato nella regione, i porti naturali di Malta hanno fornito riparo, rifugio e punti di scambio a tutti coloro che cercavano di insediarsi, conquistare e regnare: dai Fenici; i Romani; i Bizantini; gli Arabi; i Normanni; l’Ordine di San Giovanni; i Francesi; e infine, i Britannici.

L’identità di Malta è scolpita nella pietra, con ogni civiltà che lascia la sua impronta sotto forma di templi megalitici, antichi bagni, catacombe, complesse fortificazioni, grandiosità barocca, caserme militari e cantieri navali. La capitale di Malta, Valletta, è una creazione ideale del tardo Rinascimento, con il suo uniforme piano urbano ispirato ai principi neoplatonici ed è una città protetta come Patrimonio Internazionale dell’UNESCO.

maltabiennale.art cerca di approfondire il concetto di identità in una dimensione multipla e plurale, in cui l’incontro e lo scambio con altre culture sono la sua pietra angolare, insieme a una consapevolezza doverosa e dolorosa del trauma della colonizzazione.

Lo spazio pubblico deve essere indagato nella natura conflittuale della pianificazione delle memorie sottostanti nelle contingenze politiche che hanno attraversato il territorio geografico e sociale euro-mediterraneo, segnando e marciando confini e territori militarizzati.

maltabiennale.art mira a coinvolgere un pubblico diversificato, prendendo possesso di spazi pubblici con interventi suggestivi, al fine di offrire al pubblico una chiave per scoprire il complesso della mostra e del dibattito, che verranno programmati nel corso di due mesi nella primavera del 2024.

Una configurazione partecipativa di reti invisibili attraverso il Mediterraneo collegherà l’Oriente all’Occidente e il Nord al Sud per stimolare lo scambio, la visione e la reinterpretazione delle geografie e delle identità nomadi e tradizionali all’interno della regione.

maltabiennale.art is pleased to announce the appointment of Sofia Baldi Pighi as Artistic Director and Head Curator, who will lead a curatorial team composed of Maltese and international professionals working across various disciplines.

Sofia Baldi Pighi brings to maltabiennale.art her vision of a Mediterranean biennale that intends to investigate insular thinking, perceiving these islands not as a postcard utopia, but as a delimitation that produces learning and encounters.

Grand Master’s Palace. Photo by Heritage Malta

Cultural heritage is to be investigated in the conflicting nature of the planning of underlying memories in the political contingencies that have traversed the Euro-Mediterranean geographic and social territory: “Located in the centre of the Mediterranean, the island of Malta is an ideal observatory to question current issues in the area and to imagine new possible futures alongside the artists’ vision.”

The curatorial team is composed of architect and artist Nigel Baldacchino, whose extensive local knowledge of exhibition spaces will allow for the experiencing of art in unprecedented spaces, giving back sustainable and accessible exhibition design to the community. Curator and art advisor Elisa Carollo will facilitate connections with international galleries and artists with the aim of transcending European borders and delivering an international scope to the biennale. Journalist and cultural producer Emma Mattei will engage her cross-cultural networks and communication for maltabiennale.art.

Organised by Heritage Malta’s MUŻA, in collaboration with Arts Council Malta, and with the cooperation of the Ministry for Foreign and European Affairs and Trade, Visit Malta, the Valletta Cultural Agency, Spazju Kreattiv and Malta Libraries, maltabiennale.art 2024 is especially focused on the core and edges of the geographic and cultural Mediterranean landscape.

The Inquisitor’s Palace. Photo by Heritage Malta

This first edition of maltabiennale.art – titled baħar abjad imsaġar taż-żebbuġ – is set to become an international event which seeks to reflect on both the predominant and overlooked narratives that the Mediterranean cultural landscape has inherited from past generations, to inform insight into the present, to catalyse new encounters, and to forge ideas for the future.

maltabiennale.art will take place across impressive locations and sites of historical and cultural prestige, scattered across the islands of Malta and Gozo from March to May in the spring of 2024. Numerous buildings and locations across Valletta, the capital city and UNESCO World Heritage site, together with the megalithic temples of Ġgantija in Gozo, and majestic palazzos in the harbour town of Birgu, will allow audiences to experience and engage with contemporary art in magnificent historical settings.

CURATORIAL STATEMENT

Sofia Baldi Pighi

Artistic Director

Atlantis, Utopia, Robinson Crusoe’s island: throughout recorded history, islands have been considered the antithesis to the mainland, but French philosopher Gilles Deleuze proposes islands as containing the intensity of the world itself. The possibility of an island is always the possibility of a world.

maltabiennale.art, happening in 2024, is conceived as a Mediterranean biennale that intends to investigate insular thinking, able to see the island not as a postcard utopia but as a delimitation that produces learning and encounters.

Far from being something pure, the island is always a principle of composition and invention. Located in the centre of the Mediterranean, the island of Malta is an ideal observatory to question current issues in the area and to imagine new possible futures alongside the artists’ vision. Location is the immediate identifier of any isolated land mass; Malta’s maritime lore dates back centuries, and its crucial role throughout history has been as a strategic crossroads in the Mediterranean.

Malta is adept at transformation, as a crossing of arrival and departure; as a nation-state, the Maltese identity emerges from centuries of colonisation. Indelibly linked to the various seafaring cultures that have dominated and declined through the region, Malta’s natural harbours have provided shelter, refuge and trading outposts to all who sought to settle, conquer, and reign – from the Phoenicians; the Romans; the Byzantines; the Arabs; the Normans; the Order of St. John; the French; and finally, the British.

Malta’s identity is hewn from stone, with each civilisation leaving its mark in the form of megalithic temples, ancient baths, catacombs, complex fortifications, baroque grandeur, army barracks, and dockyards. Malta’s capital, Valletta, is an ideal creation of the late Renaissance, with its uniform urban plan inspired by neo-platonic principles, and is a protected UNESCO World International Heritage city.

maltabiennale.art seeks to delve into the concept of identity in a multiple and plural dimension, where the encounter and exchange with other cultures is its cornerstone, along with a dutiful and painful awareness of the trauma of colonisation.

Public space is to be investigated in the conflicting nature of the planning of underlying memories in the political contingencies that have traversed the Euro-Mediterranean geographic and social territory, marking and marching militarised borders and territories.

maltabiennale.art aims to engage a diverse demographic, claiming public spaces with arresting interventions, with the scope of providing a key for the public to discover the complex of works and discourse, to be programmed over the course of two months in the spring of 2024.

A participatory configuration of invisible networks across the Mediterranean will connect the East to the West and the North to the South to stimulate exchange, vision and rereadings of the nomadic and traditional geographies and identities within the region.

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