Site icon Mincio&Dintorni

Il poeta MICHELE RUTA a Villa Balestra di Rodigo per la presentazione del suo libro autobiografico 25, NULLA ACCADE PER CASO

Annunci

Domenica 26 novembre alle ore 15:30 si terrà presso Villa Balestra, via G. Matteotti, a Rodigo (MN) la presentazione del libro di poesie del poeta Michele Ruta dal titolo “25, nulla accade per caso”. L’evento è aperto a tutti e fa parte della rassegna “Joie De Vivre”.

In 43 anni non ho mai avuto la “fortuna” di andare in ospedale e stare lì mi ha aiutato a comprendere i valori e gli aspetti della mia vita che davo per scontato. Nelle corsie di ospedale ho misurato la mia forza di volontà, la mia gioia di vivere. Ho avuto la conferma che un aspetto del mio carattere, la parte estroversa, ironica, è stata la mia forza per affrontare al meglio i mesi di degenza ospedaliera”.

Ruta ha da sempre un grande mito: Eros Ramazzotti.
Nei lunghi giorni di coma, i familiari, in particolare la cugina Rossella, hanno un’idea: provare a contattare il cantante e raccontargli la storia di Michele.
E, Ramazzotti risponde, inviando un video messaggio di conforto. “ Ciao Michele, sono Eros- il messaggio- Ti auguro una pronta guarigione e devi venire a vedere tutti i miei concerti. Forza, forza, forza ciao Miki”

Quando ho aperto gli occhi, le prime cose che ho visto sono stati i volti dei miei genitori e il videomessaggio di Eros – spiega Ruta -. Un risveglio splendido. Dall’ospedale ho scambiato vari messaggi con Ramazzotti, mi ha chiesto più volte come stavo. Diciamo che è diventato una sorta di amico speciale. Ho preso coraggio e gli ho chiesto di inviarmi un pensiero per la prefazione del mio libro. E ha accettato».

Il libro raccoglie 48 liriche. In parte realizzate prima dell’incidente, ma molte sono state composte nei lunghi mesi di degenza in ospedale.

«Non mancano momenti di riflessione sulla mia condizione in quei mesi, ma il tema dominante è l’amore, in tutte le sue declinazioni e forme. Ad aprirlo è il post Facebook scritto dalla mia compagna poche ore dopo l’incidente. Ed è a lei che ho dedicato il libro. Ho scelto il 25 perché è un numero ricorrente nella mia vita: sono nato il 25 febbraio, l’incidente è stato il 25 maggio, la stanza d’ospedale era la numero 25“. Conclude l’autore.

Exit mobile version