Il secolo breve è stato un susseguirsi di avanguardie, movimenti e manifesti che esternavano un forte desiderio di evoluzione sociale e tecnologico per gli artisti di quel tempo.
Questi perenni mutamenti sono stati la linfa vitale di questa coppia di creativi Ken Tielkemeier e Franca Barbara Frittelli, che nella vita e nell’arte hanno dedicato buona parte della loro esistenza animando le correnti attraverso una visione cosmopolita che va oltre le proprie radici.
Dialoghi familiari tra i tumulti dell’arte è la mostra allestita alla galleria MAD di Mantova, via Cavour 50 e curata da Massimo Pirotti. Inaugurazione 25 novembre ore 18:00 – Presentazione di Massimo Pirotti.
Tra New York e Firenze, Messico e Giappone Ken Tielkemeier manifestò il bisogno di indagare sui linguaggi formali che caratterizzarono la sua forte estetica espressionista dove segno, colori e forme indicano una sorta di assoluto impattante dal punto di vista emotivo in quanto trasale una ferocia impressionabile scandita dai fiabeschi mondi dell’inconscio fanciullesco.
Parallelamente Franca Barbara Frittelli che fu allieva prediletta di Ottone Rosai a differenza del suo grande maestro preferì una pittura meno aspra e più vellutata, nonostante la palese influenza del pittore fiorentino la sua poetica vira verso una ricerca di un intimo antropocentrico scavando sulle forti introspezioni delle personalità che ebbe modo di ritrarre nella sua lunga carriera.
Il loro dialogo è fatto di immaginifiche prospettive che si intersecano parallelamente alla loro vita di coppia e di creativi, lei nel campo della moda e lui nel campo pubblicitario, per poi ricongiungersi nei momenti liberi per dedicarsi alla loro passione primaria, la ricerca pittorica.
Ken Tielkemeier americano di lontane origini tedesche indaga su stilizzazioni figurative che alludono apparentemente ad un nuovo primitivismo ma in realtà si inserisce in un contesto pregno di variegati mondi che si intersecano tra l’espressionismo e il fantastico.
La sua coerente evoluzione stilistica si sposa perfettamente con i percorsi che hanno caratterizzato la nuova figurazione novecentista dai fauves ai nuovi selvaggi passando per l’italiana transavanguardia senza farne parte, mantenendo una propria iconografica identità, sviscerando le insidie inconsce dell’esistenza che scandiscono le sue esperienze di vita, dove angoscia, mistero e spensieratezza convivono nel vorticoso e denso segno pittorico, senza tralasciare l’intenso vigore dei suoi numerosi disegni, dove uomini e donne mostrati nel loro intimo sono il centro nevralgico del dilemma esistenziale.
Il suo è un linguaggio prettamente libero ma soprattutto liberatorio che sprigiona uno stile vibrante, un urlo alla vita dai toni violenti e talvolta addolciti che sottolinea gli aspetti agrodolci di una realtà che gli sta sempre più stretta.
Nella pittura di Franca Barbara Frittelli trasale una immaginazione intimista sia nella rappresentazione umana che quella di paesaggio, una visione psicologica che indaga nel profondo attraverso gesti, espressioni che ritroviamo nella nostra quotidianità. Grazie ad una elegante approssimazione delle figure l’artista predilige un percorso che si palesa nell’interiorità emotiva dei suoi numerosi autoritratti fissando sulla tela i mutamenti e le percezioni della propria identità in modo da auto-analizzarsi nelle varie fasi della propria esistenza.
Questa indagine la coglie pienamente anche negli altri personaggi che ritrae, dal marito Ken alle molteplici personalità che immortala come il pianista e compositore David Amram intento nella sua quasi nudità a scrivere le sue musiche, la vecchietta al caffè e altri amici e conoscenti fissati nella tela catturando le espressività e i pensieri più profondi attingendo anche a quel tocco espressionista tipico del compagno di vita Ken. Anche nei paesaggi e nei luoghi a lei molto cari tende a cogliere il momento significativo, per celebrare un istante sentimentalmente importante grazie ai suoi numerosi viaggi che hanno costantemente arricchito la sua vitalità creativa.
Ken e Franca sono state due personalità che hanno assimilato appieno le loro esperienze lavorative, culturali e artistiche che hanno impreziosito il loro speciale legame attraversando la vitatra i tumulti dell’arte.

