Per il consueto appuntamento di settembre, aperture straordinarie lungo il percorso di visita di Palazzo Ducale e ingresso serale a prezzo speciale: scopri tutti i dettagli.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2024 di sabato 28 e domenica 29 settembre 2024 il percorso di visita del Museo di Palazzo Ducale sarà ampliato ad aree normalmente chiuse al pubblico.
In particolare saranno aperti al pubblico alcuni ambienti in Corte Vecchia: la Camera di Giove e Giunone, la Camera di Leda e la cosiddetta Stufetta. Questi camerini presentano decorazioni di epoca neoclassica appena scoperte, dunque mai viste prima, e sono arricchiti da un nuovo allestimento a conclusione di un importante intervento di restauro.
I visitatori potranno poi percorrere il cosiddetto “Appartamento dei Nani”, una riproduzione in dimensioni ridotte della Scala Santa di San Giovanni in Laterano voluta da Ferdinando Gonzaga nel 1615, e presso il Museo Archeologico sarà possibile visitare gli ambienti che ospitano oggi la biblioteca, con tracce di decorazioni risalenti al 1549 circa.
Aperture straordinarie diurne:
Sabato 28 settembre 2024 dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14.30 alle 17.30
Domenica 29 settembre 2024 dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14.30 alle 17.30
Ingresso con biglietto ordinario.
Apertura straordinaria serale:
Sabato 28 settembre 2024 dalle ore 19.15 alle 22.15 (ultimo ingresso ore 21.20)
Il museo sarà aperto in continuità fino alle ore 22.15, con biglietto di ingresso a tariffa speciale di €1 a partire dalle ore 18.40.
Sarà attivo il servizio di visite guidate al percorso ordinario con partenze alle ore 19.10 e 20.10 (servizio guida €7 a persona, prenotazioni via call center 049 2010262 o web)
ALTRI EVENTI A PALAZZO DUCALE
– Sabato 28 settembre 2024 alle ore 10.30 e alle ore 12.00
Visita accompagnata ai restaurati camerini neoclassici a cura del personale del Palazzo Ducale di Mantova. Prenotazione via Infopoint tel. 0376 352100 attivo dal martedì alla domenica dalle ore 8.30 alle 13.30. Ingresso con biglietto a partire da €5, servizio guida gratuito.
– Domenica 29 settembre alle ore 15.30
A tavola con i Gonzaga – Visita con laboratorio didattico, per bambini dai 7 anni, € 5,00 a partecipante. Prenotazioni via Infopoint tel. 0376 352100 attivo dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 13.30
AL MUSEO ARCHEOLGICO NAZIONALE
– Sabato 28 settembre 2024 alle ore 15.00 e alle ore 17.00
Antichi intrecci Laboratorio didattico di tessitura, per bambini dai 6 ai 12 anni, € 5,00 a partecipante.
Prenotazioni via Infopoint tel. 0376 352100 attivo dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 13.30
– Sabato 28 settembre 2024 alle ore 20.30
Visita guidata alla mostra Lungo il fiume. L’abitato etrusco del Forcello, dedicata ai reperti provenienti dagli scavi eseguiti nella località Forcello a Bagnolo S. Vito (metà VI-inizio IV sec. a.C.). Prenotazioni via Infopoint tel. 0376 352100 attivo dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 13.30. Ingresso con biglietto €1, servizio guida gratuito.
La Scala Santa o Appartamento dei Nani
L’Appartamento dei Nani, così chiamato a partire dalla fine dell’Ottocento a causa delle ridotte dimensioni delle stanze che lo compongono, nacque, in realtà, con una precisa funzione devozionale.
Intorno al 1615 duca Ferdinando Gonzaga decise di costruire una riproduzione in dimensioni ridotte della Scala Santa di Roma, ovvero la scala del Pretorio di Pilato a Gerusalemme salita da Gesù Cristo il giorno della sua passione.
La struttura è caratterizzata da tre scale parallele, di ventotto gradini come nel modello romano, che andavano percorse in ginocchio; al centro si apre un ambiente ottagonale con cupoletta emisferica adibito a cappella. La decorazione è costituita da semplici cornici in stucco.
Camerini Neoclassici
La Camera di Giove e Giunone, appartiene a un nucleo di stanze a destinazione privata all’interno dell’appartamento ducale di Vincenzo Gonzaga, radicalmente modificato nelle epoche successive. Intorno al 1620-1624 l’ambiente dovette essere noto come camerino delle Muse, ospitando una serie di dipinti con quel soggetto Giovanni Baglione, oggi dispersi. L’odierna decorazione del soffitto e delle pareti di questa camera risale al 1812-1813, anni in cui gran parte della Corte Vecchia fu interessata da estesi restauri, diretti dall’architetto faentino Giuseppe Pistocchi.
Il tema degli amori di Giove introdotto nella camera precedente continua nella decorazione della stanza di Leda, sul cui soffitto è raffigurato, dipinto a monocromo da Agostino Comerio, l’incontro tra Leda e il cigno, animale sotto cui si cela Giove stesso. Altri lacerti di decorazioni degli anni 1812-1813 si conservano sotto gli attuali tessuti. Intorno al 1620 lo spazio, allora noto come camerino delle Dame, dovette accogliere ritratti femminili; l’attuale selezione di dipinti alle pareti riguarda invece opere di devozione privata, piccoli quadri a soggetto religioso. Una scala in marmo e con pareti decorate dalle insegne Gonzaga-Medici conduce a un ulteriore nucleo di stanze qui ricavate da Vincenzo I, ma in seguito riadattate dal duca Ferdinando, mentre alcuni gradini scendono alla Scala Santa.
La camera comunica con la cosiddetta stufetta, la cui decorazione neoclassica alle pareti è stata riscoperta sotto tappezzerie novecentesche e restaurata nel 2024. Il prezioso ambiente presenta un soffitto ligneo decorato, forse degli inizi del Cinquecento e qui riadattato intorno al 1600, e un pavimento intarsiato di epoca neoclassica; del 1812 circa sono anche le pitture a parete, opera di Agostino Comerio, raffiguranti tondi e monocromi tra Vittorie ed eleganti decorazioni vegetali.
Gli affreschi della biblioteca del Museo Archeologico Nazionale
Gli affreschi della biblioteca del Museo Archeologico Nazionale sono una sorpresa nel panorama delle decorazioni del Cinquecento mantovano.
Dobbiamo immaginare che essi rivestissero un esterno, un prospetto rivolto verso piazza Castello, e che fossero eseguiti nel 1549 circa per decorare il primo teatro stabile dei Gonzaga, nel sito oggi occupato dal Museo Archeologico. Possiamo intravedere il loro aspetto complessivo in una tela dei “Fasti Gonzagheschi” realizzata da Tintoretto per decorare le grandi specchiature dell’Appartamento Grande di Castello.
In questa tela è rappresentato il lato di piazza Castello dove oggi sorge il Museo Archeologico Nazionale e un tempo sede del teatro di corte; in alto sulla tela, dietro alle persone adagiate sul tetto del portico, si vedono una sequenza di colonne disegnate, ancora oggi visibili ma rimaste all’interno dell’ambiente della biblioteca. Il teatro era ispirato al modello illustrato da Sebastiano Serlio per i teatri di corte nel secondo libro dei sette libri del suo trattato intitolato Secondo Libro di Perspettiva (1545).
L’interno del teatro andò distrutto in un incendio nel 1588 ma il fuoco non danneggiò i muri portanti e le decorazioni in esterno. Gli affreschi superstiti permettono di ricostruire idealmente un ordine costituito da colonne binate rustiche a bugne fasciate e alternate, che inquadrano nicchie con statue. L’utilizzo del “rustico” è senz’altro un rimando a Giulio Romano, il quale però era morto nel 1546. Il disegno può pertanto essere riferito all’ambito di Giovanni Battista Bertani – pittore, scultore e architetto – erede di Giulio come prefetto delle fabbriche gonzaghesche.
Le decorazioni parietali a firma “Doratti”, visibili nella pima sala, si datano invece tra fine Ottocento e primi del Novecento. In quest’epoca l’edificio fu riconvertito a mercato dei bozzoli, cioè dei bachi di seta.
