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“Narcisismo mortale. Il caso di Giulia Tramontano” di Roberta Bruzzone e Laura Marinaro – In libreria il 24 ottobre

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«Impagnatiello narcisista, non ha accettato di essere smascherato da Giulia Tramontano»: la perizia psichiatrica. Per i periti nominati dalla Corte d’Assise di Milano Alessandro Impagnatiello era pienamente capace di intendere e di volere quando ha ucciso a coltellate la compagna incinta Giulia Tramontano nel maggio 2023. «Tratti di personalità psicopatici e narcisistici, ma nessun vizio di mente»

Pagine 240 – Euro 17,00

«A un certo punto Giulia ebbe la certezza di essere stata insieme a una persona diversa da quella che credeva che fosse. A quel punto aveva deciso che si sarebbe definitivamente allontanata da lui.»

Come si può pensare, premeditare e realizzare l’omicidio della propria compagna incinta di sette mesi del proprio bambino? In quale contesto psicologico nasce un delitto simile? Queste sono alcune delle domande alle quali risponde il nuovo true crime della coppia Bruzzone-Marinaro che questa volta si focalizza su una vicenda che ha sconvolto l’Italia: l’omicidio di Giulia Tramontano e del suo piccolo Thiago avvenuto a Senago (Milano) il 27 maggio 2023 per mano di Alessandro Impagnatiello, compagno della vittima e padre del nascituro. Il libro parte dal racconto puntuale dei fatti e del processo fatto dalla cronista Laura Marinaro, per giungere, capitolo dopo capitolo, alla disanima psicologica e criminologica di Roberta Bruzzone della personalità narcisistica overt dell’assassino. Purtroppo la conclusione è dura: il narcisismo può essere mortale. Il testo si propone un intento anche divulgativo e «preventivo» nei confronti di altre possibili vittime.

Dichiara Roberta Bruzzone: «Il libro dedicato al caso di Giulia Tramontano è un viaggio nel narcisismo maligno che mette in evidenza tutti i principali indicatori per riconoscere il più rapidamente possibile una relazione malevola con un soggetto portatore di tratti narcisistici molto gravi. L’obiettivo del testo non è soltanto ripercorrere in maniera chirurgica tutta la vicenda giudiziaria ma fornire una serie di strumenti di prevenzione dal momento che la possibilità di incappare in un narcisista maligno ormai è elevatissimo. Riteniamo che questo libro possa salvare delle vite».

Dichiara Laura Marinaro: «La storia di Giulia mi ha profondamente colpito perché era una donna così libera autodeterminata voleva costruirsi una carriera importante e ci stava riuscendo ma proprio nel momento più bello della sua vita in cui stava anche per diventare mamma e stata annientata da un narcisista maligno conosciuto per tale solo alla fine e non ha potuto difendersi»

Dalla prefazione: «La costante di tutte le relazioni tossiche nelle quali una donna cade preda di un narcisista patologico è sempre la stessa: la vittima ama troppo. Perché amare troppo porta inevitabilmente ad amare male, aumentando il rischio di annullare la propria personalità in funzione del partner. E, nella donna, il rischio è ancora più elevato per la naturale propensione femminile all’empatia e all’altruismo. È bene chiarire subito che il narcisismo patologico non ha nulla a che vedere con il cosiddetto narcisismo sano. La dose di narcisismo che tutti noi possediamo, infatti, torna utile quando si tratta di assumere un atteggiamento teso a valorizzare le proprie capacità, ad esempio quando si agisce per migliorare il proprio percorso professionale o per mostrare gli aspetti migliori di sé all’inizio di una relazione, ma senza intenti malevoli. Il narcisista sano ha come priorità quella di valorizzare il proprio Io, ma comunque trova spazio per accogliere i bisogni dell’altro; il narcisista patologico, per affermare il proprio essere, ha bisogno di distruggere l’altro. Il narcisismo sano è adattativo, flessibile, comprende l’empatia, causa entusiasmo e gioia; il narcisismo patologico è disadattativo, rigido, persistente e causa uno stress significativo e una compromissione funzionale.

Roberta Bruzzone e Laura Marinaro mettono in chiaro fin dal titolo che la loro attenzione è focalizzata sul narcisismo mortale, cioè quella forma che annienta psicologicamente e fisicamente chi ha la sfortuna di incrociare la strada di un narcisista patologico o maligno. E, purtroppo, questo tipo di annientamento sfocia, nella maggior parte dei casi, nel femminicidio. È vero che non tutti i fidanzati, i mariti e gli ex partner sono uomini violenti, però lo sterminio delle donne, considerate colpevoli di coltivare un pensiero autonomo e di rivendicare il proprio diritto alla libertà e felicità, indipendentemente dalla vicinanza di un compagno, è diventato un fenomeno di rilevanza mondiale.»

Roberta Bruzzone è psicologa forense, criminologa investigativa ed esperta in criminalistica applicata all’analisi della scena del crimine. È docente di Criminologia, Psicologia Investigativa e Scienze Forensi presso l’Università LUM Jean Monnet di Bari. Svolge attività di consulente tecnico nell’ambito di procedimenti penali, civili e minorili. Con Mursia ha pubblicato: State of Florida vs Chico Forti; insieme a Laura Marinaro, Yara. Autopsia di un’indagine; insieme a Giuseppe Lavenia, Il patentino digitale. Sito personale www.robertabruzzone.com

Laura Marinaro è giornalista professionista ed esperta in cronaca nera e giudiziaria. Inviata del settimanale «Giallo», conduce su Radio Libertà il programma da lei ideato e scritto Gialloradioclub e collabora con alcuni quotidiani per la giudiziaria. Con Mursia ha pubblicato, insieme a Roberta Bruzzone, Yara. Autopsia di un’indagine e i romanzi Maremoto a Varigotti e La fanciulla degli ori.

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