Nei giorni scorsi si è letto sulla stampa che dopo due anni di indagini è stato individuato il responsabile del fenomeno dell’acqua blu nei canali del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, durato per circa una settimana.
Ciò grazie all’accurato lavoro dei Carabinieri forestali di Gualtieri e del Nucleo investigativo di Polizia ambientale di Reggio Emilia. Risulterebbe essere un’azienda di espurgo e pulizia fognature con sede a Gualtieri, che in più occasioni avrebbe smaltito reflui industriali con sostanze inquinanti superiori ai limiti di legge, che avrebbero provocato malfunzionamenti al depuratore di Guastalla.
I responsabili sono stati denunciati per scarico abusivo di sostanze inquinanti, smaltimento illecito di rifiuti liquidi pericolosi e per inquinamento ambientale.
Presidente Minelli, una notizia inaspettata per il consorzio.
“In effetti allora pensavamo che fosse impossibile rintracciare il responsabile. Oggi invece ringrazio le forze dell’ordine per l’ottimo lavoro che ha permesso di risalire a chi aveva sversato queste sostanze, le quali sono poi arrivate nei nostri canali, destando comprensibile preoccupazione sia in Emilia che in Lombardia; ricordo tutti i Sindaci dei comuni e numerosi cittadini attraversati dal canale giustamente allarmati, che chiedevano spiegazioni e rassicurazioni, ed il Consorzio non era in grado di dare risposte”.
Perché tanta preoccupazione?
“Sicuramente la colorazione insolita ed improvvisa dell’acqua nel canale principale destava in tutti forti timori, ma soprattutto l’impotenza che i tecnici mi esprimevano dopo aver tentato di trattenere con le paratoie il preoccupante liquido, ma solo per poche ore; passata l’emergenza, è rimasto il terrore che una situazione del genere si potesse presentare durante la stagione irrigua, quando l’acqua veicolata dal canale viene utilizzata dagli agricoltori per l’irrigazione delle colture. La qualità delle nostre acque è fondamentale, mantenuta sotto controllo anche dal consorzio nel periodo estivo a tutela dei propri associati, dato che serve per l’irrigazione di colture di pregio o per il foraggio delle bovine da latte. Per questi controlli abbiamo ottenuto nel 2024 anche la certificazione della “goccia verde”, di cui si possono vantare poche bonifiche in Italia”
Come ovviare a questi deprecabili situazioni?
“Pensiamo che la sostenibilità di un tessuto socio-economico basato su agricoltura di eccellenza, come quella del nostro comprensorio, passi anche attraverso il miglioramento della qualità dei reflui urbani; stiamo proponendo a livello pianificatorio, sia in Emilia sia in Lombardia, che il processo di depurazione debba prevedere vasche aggiuntive di sicurezza, da utilizzare in casi come questo, considerato ciò che abbiamo vissuto; ciò anche in analogia con i liquami animali, per i quali da anni esistono norme di obbligo alla loro trattenuta in capienti vasconi per non danneggiare i corpi idrici superficiali. Nel frattempo, non resta altro che monitorare la qualità dell’acqua per interrompere tempestivamente il servizio irriguo, perché i danni al mondo agricolo ed anche all’ambiente potrebbero essere veramente elevati in certi periodi dell’anno”.
