Il nuovo libro, ambientato tra il santuario delle Grazie e Palazzo Te, esce il 14 aprile 2025 per Gilgamesh Edizioni.
Per molti è solo una curiosità turistica, per i mantovani è un mistero affascinante: il coccodrillo impagliato appeso da secoli nel Santuario della Madonna delle Grazie.
Da quella figura inquietante e suggestiva nasce oggi un’opera originale, fuori dagli schemi: “Il mistero del coccodrillo” (112 p. € 14), nuovo libro di Enzo Riccò, pubblicato da Gilgamesh Edizioni e in uscita il 14 aprile 2025 in tutte le librerie italiane.
Non è un saggio, non è un racconto tradizionale: è una fiaba in forma di commedia, tutta dialogata, che mette in scena personaggi storici come il Duca Federico II Gonzaga e il pittore Giulio Romano accanto a studenti in gita, bambini curiosi, frati, pescatori e, ovviamente, un coccodrillo parlante che promette fama e successo a chi saprà liberarlo.
Il libro è un omaggio intelligente e affettuoso alla cultura mantovana: si va da Palazzo Te al lago Superiore, passando per le atmosfere uniche del Borgo delle Grazie, che fa da sfondo a una narrazione ironica, ma densa di significato. Il coccodrillo, con la sua voce melliflua e ingannatrice, diventa simbolo dei rischi del pensiero superficiale, della società dell’apparenza e della perdita di coscienza critica.
Enzo Riccò, mantovano, ex docente di religione per oltre trent’anni al Liceo Belfiore, torna così alla scrittura con un’opera che parla al cuore e alla testa, con leggerezza e profondità. Dopo aver esplorato in altri volumi il tema della paternità e dell’identità, qui sceglie la forma teatrale per rivolgersi ai ragazzi, ma anche agli adulti che vogliono interrogarsi sul mondo che stanno costruendo.
Un libro che valorizza la tradizione locale e al tempo stesso invita a pensare, a discutere, a educare. Un piccolo testo dal respiro universale, che merita un posto non solo negli scaffali, ma nelle mani di chi crede che la cultura possa ancora cambiare le cose.
Quarta di copertima – Ispirato alla misteriosa presenza di un coccodrillo impagliato, che pende dal soffitto del santuario mariano del Borgo Grazie in Curtatone (Mantova), questa fiaba moderna, attraverso la sola forma dialogica della commedia, riflette, simbolicamente e in modo semi serio, sui pericoli di una società edonistica e massificata: quando il rischio più evidente è che le persone diventino individui, come numeri sommati agli altri, interessati più all’apparire che all’essere.
I dialoghi di questo scritto si reggono su una domanda strana: “Si può portare l’uomo a ragionare con la pancia?”. Tra una battuta e l’altra – con fantasia e un po’ di leggerezza – emerge in filigrana una possibile risposta: “Sì, basta escludere il cuore e la testa e perdere così il senso dell’importanza di una coscienza libera e critica”.
Una fiaba in forma di commedia per far riflettere i giovani sull’importanza di crescere in modo consapevole e gli adulti sulla rivalorizzazione di una identità educativa della quale dovrebbero essere responsabilmente portatori.
Enzo Riccò,docente di religione dal 1983, ha insegnato per trent’anni presso il Liceo Scientifico Statale Belfiore di Mantova.
Ha collaborato, dal 1990 al 1996, con la Rivista Scuola e Didattica, dell’Editrice La Scuola, con articoli mensili di didattica dell’insegnamento della religione. È stato uno degli autori del libro Religione Cattolica (La Scuola, 1997). È Consulente Grafologo, con specializzazione in Studio della Personalità e Consulenza Relazionale (con una tesi di ricerca sui segni grafologici dell’assenza paterna).
Ha pubblicato con l’editrice Àncora di Milano i libri: Ho avuto paura nel 2019 e Testimoni senza voce nel 2023.
Con Gilgamesh Edizioni ha precedentemente pubblicato la raccolta di racconti Il dodicesimo padre – Undici storie di paternità e un epilogo, un libro che racconta le difficoltà di vivere la funzione paterna nella nostra società contemporanea.
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