STORIA&CULTURA
L’archivio della memoria elbana è online
Con la APP sarà possibile fare un tuffo nel passato
Veduta dell’abitato di Marciana Marina con le vigne nelle chiuse che danno sul lungomare e vigne ancora sulla collina. L’immagine fa parte del fondo di 33 fotografie su lastra di vetro datate da fine ‘800 ai primi anni ’10 del Novecento scattate in varie parti dell’Isola d’Elba e ritrovate fortunosamente sul banco di un mercatino in Liguria
ISOLA D’ELBA – L’Archivio della Memoria Elbana è un ambizioso progetto promosso dalla Fondazione Isola d’Elba, instancabile facilitatore di iniziative che valorizzano il patrimonio culturale e identitario dell’isola. Questo progetto, realizzato grazie ad un bando del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), mira infatti a rafforzare l’identità della comunità isolana attraverso la condivisione di una memoria collettiva fatta di immagini e di informazioni.
Un’immagine che svela la sua storia attraverso alcuni dettagli, raccontati dalla nipote, Maria Gisella Catuogno.
Alcuni pescatori dell’Isola di Capri, durante una battuta di pesca furono colti da una tempesta. Dopo giorni alla deriva approdarono all’Isola d’Elba, a Cavo. Uno di loro, Mariano Catuogno, decise di stabilirsi proprio qui.
In questa immagine, mentre ripara le reti sul lungomare del minuscolo paesino, si può notare la fascia nera al braccio dell’uomo e dei suoi nipoti, in segno di lutto. A ben guardare anche la barca è listata a lutto. Un triste periodo per i protagonisti della foto, che risale alla fine della Prima guerra mondiale o immediatamente dopo: durante il conflitto aveva perso la vita il figlio di Mariano, padre dei due ragazzi.
All’indirizzo www.archiviomemoriaelbana.it è ora possibile consultare il primo nucleo di oltre 1300 immagini digitalizzate, una sorta di grande album di famiglia allargato all’intera Isola, navigabile su una piattaforma messa a punto da Promemoria, azienda leader del mondo dell’heritage, degli archivi storici e della loro valorizzazione.
Immagini sbiadite, ritratti antichi, paesaggi identici o quasi irriconoscibili spesso senza né un nome né una data, hanno cominciato a rivelarsi, quasi a rianimarsi, quando le voci di chi le ha custodite ne hanno raccontato i dettagli, sottraendoli all’oblio raccontando vecchie storie, variegate e affascinanti, delle persone, delle famiglie, dei paesi, delle tradizioni dell’Isola.
I Bagni napoleone, conosciuti come ‘I Bagnetti’, si trovavano al Grigolo, nella parte estrema della penisola su cui sorge il centro storico di Portoferraio. In questo dettaglio si può notare l’ingresso attraverso un pontile, all’elegante stabilimento su palafitta. La foto appare nell’Album di Ubaldo Tonietti che raccoglie rare immagini datate intorno a fine Ottocento o ai primissimi del Novecento (prima del 1902).
Dobbiamo ringraziare i donatori di memoria, coloro che hanno voluto condividere il loro patrimonio di immagini, spesso preziose. Fra questi, il fondo di Giuseppe M Battaglini, 33 lastre di vetro di straordinaria qualità, la collezione di Valeria Paoletti con l’album personale di un personaggio del calibro di Ubaldo Tonietti, la prestigiosa raccolta di Daniele Olschki con splendidi scatti della famiglia Roster Olschki degli anni ’20 e dipinti di Lloyd.
L’Archivio della Memoria Elbana si avvale di una APP, accessibile allo stesso indirizzo, con dieci percorsi tematici con numerose tappe, una macchina del tempo che ci catapulta in un passato non così lontano e ci permette di esplorare il territorio attraverso le immagini d’epoca.
Una delle spiagge più note dell’Isola d’Elba, in uno scatto del 1913 che mostra le colline coperte di vigneti nei fazzoletti di terra strappati al granito. La bambina ritratta è figlia del proprietario delle cave di granito, Conrad Zimmer I fratelli tedeschi Giovanni, Hans, Max e Conrad Zimmer acquistarono nel 1905 le cave di granito da Cavoli a Fetovaia Furono proprietari dei terreni e concessionari delle cave fino al 1918, anno in cui gli vennero confiscati tutti i terreni dallo Stato Italiano in seguito alla Prima Guerra Mondiale.
L’ADME ha anche avviato una stimolante collaborazione con l’ITCG Cerboni di Portoferraio che ha restituito remake e i restauri di fotografie storiche provenienti dall’Archivio eseguiti dagli studenti delle terze classi della sezione di grafica che hanno aggiunto una preziosa dimensione contemporanea a questa raccolta di memorie.
L’impianto siderurgico di Portoferraio durante una rara nevicata, nel 1932. La Società ILVA, che produceva acciaio e ghisa, fu inaugurata nel dicembre del 1902.
Il progetto “Archivio della Memoria Elbana”, da un’idea di Patrizia Lupi, è stato realizzato dalla Fondazione Isola d’Elba, finanziato dall’Unione Europea NextGenerationUE e dal Ministero della Cultura per la transizione digitale degli organismi culturali e creativi – PNRR M1C3 Decreto 385 del 19/10/22. TOCC0002740.
Per informazioni: fondazioneisoladelba@gmail.com
La famiglia Olschki, editori fiorentini, trascorreva le vacanze a Procchio fin dagli anni ’20.
Questo ed altri scatti documentano la fine delle vacanze estive con il trasporto della barca, la Unda maris, dalla spiaggia verso il paese di Procchio, In particolare, questa immagine mostra le dune della spiaggia alle spalle delle donne prima che fossero spianate, ancora ricoperte di vegetazione.
