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Chianti e Messico, futuro di collaborazione e crescita: Il direttore del Consorzio Vino Chianti docg ricevuto dall’ambasciatore del Messico García de Alba

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L’incontro a Roma per rafforzare i rapporti tra la denominazione toscana e un mercato in forte crescita. Galli Torrini: “Investire in formazione e costruire relazioni solide con i mercati emergenti è una strategia che paga nel tempo”

Galli Torrini, direttore del Consorzio Vino Chianti docg ricevuto dall’ambasciatore del Messico García de Alba

ROMA – L’ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Eugenio García de Alba, ha ricevuto nei primi giorni di agosto nella sede diplomatica messicana a Roma il direttore del Consorzio Vino Chianti docg, Saverio Galli Torrini. Al centro del colloquio, le prospettive di collaborazione e promozione del Vino Chianti in uno dei Paesi più dinamici dell’America Latina.

“Il Messico rappresenta per il Chianti un mercato giovane ma in forte crescita, ricettivo verso i prodotti di qualità e capace di apprezzare la cultura che il nostro Vino porta con sé – ha detto Galli Torrini -. Con l’ambasciatore García de Alba abbiamo condiviso la volontà di proseguire e potenziare la collaborazione sia sul piano commerciale sia su quello culturale, favorendo iniziative di promozione e formazione rivolte agli operatori e ai consumatori messicani”.

I rapporti tra il Consorzio e il Messico non nascono oggi: già negli ultimi anni il Paese ha ospitato numerose iniziative firmate Chianti, tra cui la Chianti Academy Latam a Monterrey e, più recentemente, le sessioni di Puerto Vallarta e Cancun, che ha visto coinvolti numerosi professionisti del settore in un percorso di formazione avanzata sulla denominazione. Un progetto che, fin dal 2014, ha fatto tappa sempre a a Cancun, Città del Messico e altre località strategiche, contribuendo a creare una solida rete di conoscenza e apprezzamento del Vino toscano.

“Investire in formazione e costruire relazioni solide con i mercati emergenti è una strategia che paga nel tempo – ha aggiunto Galli Torrini – perché non si tratta solo di esportare un prodotto, ma di portare nel mondo la storia, la qualità e l’identità del nostro territorio”.

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