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Mostra antologica dedicata a Sandro Gozzi, artista visionario, in esposizione alla Casa di Rigoletto, Mantova fino al 12 ottobre

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MOSTRA D’ARTE

Sandro Gozzi, i fiabeschi codici dell’oblio

MANTOVA – Sabato 20 settembre, alle ore 18:00, presso la Casa di Rigoletto, sarà inaugurata la mostra antologica dedicata a Sandro Gozzi (scomparso nel 2022), pittore di matrice fantastica che ha operato prevalentemente negli anni Settanta.

L’iniziativa, a cura di Giuseppe Billoni e Massimo Pirotti, intende rendere omaggio a un autore ancora poco conosciuto, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondirne il percorso creativo attraverso un’ampia selezione di opere.

Nel corso dell’inaugurazione, i curatori interverranno con le proprie testimonianze, contribuendo a delineare il profilo artistico e umano di Gozzi e a contestualizzarne la produzione all’interno della stagione culturale di riferimento.

Mostra in collaborazione con MaterManto e Generali Agenzia di Mantova Pezzoli con il patrocinio del Comune di Mantova

La mostra sarà visitabile fino al 12 ottobre tutti i giornidalle 9 alle 18

Senza titolo – 1972

“Una amicizia assoluta mi ha legato a Sandro, frequentazioni, scuola, interessi ma ognuno con i suoi modi di vedere personali e nello stesso tempo condivisi, compreso un certo modo espressivo e poetico sul versante creativo.”

Giuseppe Billoni

Metamorfosi – 1975

“Il mondo fiabesco di Sandro Gozzi dischiude un archetipo narrativo che germina da un humus fertile e intriso di simbolismi, riflettendo l’animo umano nei suoi recessi più oscuri e, al contempo, invitando a varcare la soglia dell’ordinario.”

Massimo Pirotti

Sandro Gozzi – 1975

“I dipinti dicono molto di più e devono essere considerati nella vicenda dell’arte mantovana degli anni Settanta. Il racconto delle sue immagini è radicato ai luoghi, alle presenze occulte che li abitano, alla casa che sembra imbevuta dall’acqua e pare quasi disciogliersi nei colori maligni di sortilegi e stregonerie, di muffe e fatue luci. Le cose reali sono sfumate evanescenti mentre quelle immaginarie sono fini sagome profilate, trasparenti, ombre del subconscio.”

Renzo Margonari

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