Scopri come la Popillia Japonica sta minacciando l’agricoltura lombarda e le soluzioni per una gestione efficace. Leggi ora!
CANNETO SULL’OGLIO (MN)- La Popillia Japonica, un coleottero originario del Giappone, infesta ormai più di tre comuni lombardi su cinque (62%), con l’areale di presenza che si espande di circa 10 chilometri all’anno. È quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti Lombardia su dati regionali in occasione dell’incontro “Popillia Japonica. Necessità e proposte del settore florovivaistico”, organizzato a Canneto sull’Oglio (Mantova) dal distretto PlantaRegina, in collaborazione con Coldiretti e Assofloro.
Un appuntamento dal quale è emerso un percorso condiviso tra Coldiretti, Assofloro, Crea e Servizio Fitosanitario Nazionale per una corretta ed efficace gestione del problema Popillia Japonica in ambito florovivaistico.
“Occorre garantire alle aziende agricole efficaci strumenti di lotta – spiega Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia, intervenuto al convegno a Canneto sull’Oglio – considerando la consistente riduzione dei prodotti fitosanitari autorizzati senza che siano state prima sviluppate soluzioni di difesa integrata”.
A rendere più complessa la difesa delle colture è peraltro la burocrazia – spiega Coldiretti – soprattutto a causa di una mancata armonizzazione delle normative all’interno dei confini Ue. Accade infatti che ogni sostanza debba essere approvata e valutata a livello nazionale.
“A questo proposito – precisa il presidente Comincioli – chiediamo l’adozione urgente di una procedura zonale di autorizzazione realmente armonizzata, come già previsto dalla normativa Ue, che consenta il riconoscimento automatico delle autorizzazioni all’interno della stessa zona senza dover ripetere inutili valutazioni nazionali”. “E’ altresì necessario – conclude Comincioli – rafforzare il sistema di controllo comunitario alle frontiere”.
Il presidente di Coldiretti Mantova. Alla manifestazione “Il Verde del Futuro” è intervenuto anche il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani. “Il distretto vivaistico di Canneto sull’Oglio, con i suoi 1.700 ettari, 700 dipendenti, 120 milioni di euro di fatturato e una quota export che supera il 40%, è da tempo una delle aree più rappresentative a livello europeo nel segmento delle latifoglie – specifica Mantovani -. La sfida del futuro è rafforzare le filiere professionali del verde, favorendo la sostenibilità e la diffusione delle piante, promuovendo una cultura green che può esplicare effetti positivi sulla salute dell’ambiente e sul benessere dei cittadini”.
Export carta vincente. “Abbiamo bisogno di incrementare le esportazioni, per cui è necessario ragionare in termini di logistica e trasporti, migliorandone l’efficienza – afferma il presidente Mantovani -. In questa direzione si è espressa, nei giorni scorsi, anche Confindustria Mantova. Condividiamo l’appello, invitando tuttavia ad un confronto fra istituzioni, imprese, territori, rappresentanze sindacali per individuare le priorità di intervento e sempre tenendo presente che l’agricoltura mantovana è fra le più avanzate in Italia e non può permettersi ulteriore perdita di suolo”.
