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Inaugurazione della mostra di Patrizia Genovesi a Gazoldo, un viaggio emozionale tra arte e musica con la filosofia dell’insalata proposta Silvia Viviani e Luca Barbi

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GAZOLDO DEGLI IPPOLITI (MN)- Domenica 1° febbraio all’Associazione Postumia di Gazoldo degli Ippoliti si terrà l’naugurazione della mostra della pittrice PATRIZIA GENOVESI a cura di ALICE LOVATO e allestimento a cura di Aldo Cigognetti e Gianni Vaccari.

L’esposizione è visitabile sino al 15 febbraio.

Patrizia Genovesi nasce a Ceresara il 3 luglio 1957. Il suo interesse per l’arte è da subito costante e silenzioso. Solo nel 2024, tuttavia, Patrizia decide di dedi­carvisi in modo intenso, in modo non accademico o progettuale, bensì con un gesto naturale, urgente, che nasce dal bisogno di dare forma alle emozioni. La sua pittura rifiuta consapevolmente ogni riferimento figurativo, prospettico o com­positivo in senso tradizionale, per concen­trarsi sulla relazione diretta tra emozione, colore e materia: l’opera non illustra un’i­dea ma testimonia un vissuto (A.L.).

Il pomeriggio artistico-musicale prosegue con “La filosofia dell’insalata” concerto condito per chitarra, voce e pensieri di e con SILVIA VIVIANI e LUCA BARBI

La filosofia dell’insalata nasce come ri­cerca della lentezza, del valore dimenti­cato di quello che diamo per scontato: la semplicità, appunto, dell’insalata, la sua costante presenza nella nostra quotidianità e la nostra incostanza nel mantenere il contatto con la terra.

Attraverso musiche lontane e classici della musica italiana, attraverso rifles­sioni a tratti assurde e a tratti emoti­ve, SILVIA VIVIANI (parola e canto) e LUCA BARBI (chitarra e parola) avvici­nano il pubblico al mondo dell’insalata. Dalla Mesopotamia al punk, dall’Antica Roma agli anni Trenta: la filosofia dell’in­salata è un concerto (condito) ma anche un rito (di semina), un avvicinamento alla terra, un inno alla ricchezza e alla lentez­za

Al termine, il consueto brindisi/rinfresco nel Cantinone, con una piacevole primizia: la torta cavrianese di San Biagio, proveniente dalle colline moreniche e portata in Rocca Palatina da Giancarlo Barozzi

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