Valcucine e Miele proseguono il progetto culturale a cura di Luca Molinari con un nuovo capitolo dedicato a Materiale e Immateriale
ROMA – Prosegue a Roma il ciclo Incontri e Dialoghi, il progetto culturale ideato e curato da Luca Molinari, critico e curatore, che vede Valcucine e Miele promotori di un confronto strutturato tra architettura, design, impresa e cultura.
Dopo il debutto milanese, il format approda nella Capitale nel rinnovato Atelier Valcucine Roma Eur | Anzalone, con un appuntamento dedicato a una polarità centrale per il progetto contemporaneo: Materiale e Immateriale. Un tema che intercetta alcune delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo – dalla digitalizzazione alla ridefinizione degli spazi pubblici e domestici – e che invita a riflettere sul ruolo dell’architettura come spazio di relazione culturale, sociale e tecnologica.
Non una contrapposizione, ma una tensione fertile. Da un lato la materia – l’architettura, le opere, lo spazio pubblico, il progetto costruito. Dall’altro ciò che non si vede ma orienta e trasforma: memoria, simbolo, desiderio, esperienza, digitale, algoritmo, comunità. Una relazione che oggi si ridefinisce in un presente accelerato, in cui viviamo costantemente connessi e in cui la dimensione digitale si intreccia con quella fisica, trasformando il nostro modo di abitare il mondo.
La serata romana si è articolata in due dialoghi distinti e complementari.
Nel primo confronto, Onorato di Manno e Andrea Tanci fondatori di Set Architects insieme a Marco Filoni, professore di Filosofia politica presso l’Università Link di Roma, hanno affrontato il tema a partire dalla dimensione domestica e civile del progetto, interrogandosi sul ruolo dell’architettura come spazio generoso, capace di accogliere vite diverse e di costruire luoghi di appartenenza. La riflessione si è poi estesa alla trasformazione della nostra esperienza quotidiana nell’era delle piattaforme digitali, interrogandosi sull’influenza degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale nel modo in cui percepiamo e viviamo lo spazio.
La seconda conversazione ha portato il confronto nel cuore della relazione tra patrimonio e contemporaneità. Maria Claudia Clemente, founder insieme a Francesco Isidori dello studio Labics, e Claudio Sagliocco, che si occupa di ricerca storico artistica e contenuti digitali alla Galleria Borghese hanno restituito una visione in cui la materia storica – l’edificio, le collezioni, le stratificazioni – diventa terreno di continua interpretazione. La digitalizzazione non come semplice archivio, ma come strumento capace di rendere visibile l’invisibile, di riattivare opere perdute, di costruire nuovi pubblici grazie a esperienze immersive e narrazioni contemporanee.
Attraverso prospettive diverse ma intrecciate, il dialogo ha messo in luce una consapevolezza condivisa: il progetto nasce sempre da un’idea – immateriale – che prende forma nella materia, ma continua a vivere solo nell’esperienza di chi lo abita. L’architettura sopravvive alle funzioni, le opere cambiano con lo sguardo di chi le osserva, gli spazi pubblici acquistano significato nel momento in cui vengono vissuti.
In un’epoca segnata dalla digitalizzazione e dalla smaterializzazione dei processi, la questione non è scegliere tra fisico e virtuale, ma comprendere come queste dimensioni si influenzino reciprocamente. Il materiale custodisce memoria e identità; l’immateriale genera senso, orienta le trasformazioni, apre nuove possibilità.
Il confronto romano ha restituito così un’immagine del progetto come atto culturale complesso, capace di connettere storia e futuro, spazio e comunità, tecnologia e desiderio. Un progetto che, oggi più che mai, deve misurarsi con la responsabilità di costruire luoghi – fisici e simbolici – in cui riconoscersi.
Impresa e cultura: una visione condivisa
La tappa romana conferma Incontri e Dialoghi come un format capace di posizionarsi nel panorama nazionale non solo come evento, ma come piattaforma culturale itinerante. Un progetto che attraversa le città italiane costruendo occasioni di confronto qualificato tra professionisti del progetto, istituzioni, imprese, mondo dell’informazione e altri saperi, mettendo in relazione discipline, linguaggi e responsabilità diverse.
Alla base dell’iniziativa emerge una visione chiara: l’idea che l’impresa possa assumere un ruolo attivo nel dibattito culturale contemporaneo. In questo senso, la collaborazione tra Valcucine e Miele interpreta il tema dell’abitare come campo strategico in cui innovazione tecnologica, qualità progettuale e sostenibilità ambientale sono parti di un’unica traiettoria.
Gli spazi aziendali diventano così luoghi di produzione culturale, non semplici cornici espositive. Ambienti in cui il design dialoga con il pensiero critico e in cui l’architettura torna a essere occasione di riflessione collettiva. Ne emerge un racconto coerente, capace di intrecciare tecnologia ed etica, visione industriale e responsabilità sociale, restituendo all’impresa una dimensione pubblica e culturale che va oltre il prodotto.
La serata è stata accompagnata dai vini di Barone Pizzini, storica cantina della Franciacorta pioniera della viticoltura biologica, che condivide con Valcucine l’attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla cultura del fare.
ABOUT VALCUCINE
Valcucine, azienda italiana specializzata nel settore delle cucine Made in Italy, da oltre quarant’anni è impegnata a fornire l’eccellenza in termini di sostenibilità, innovazione, artigianalità e di impegno nel mettere in primo piano benessere, innovazione, sostenibilità e durata senza tempo. Valcucine disegna cucine impermeabili alle tendenze, senza tempo, fatte per accompagnare le persone nel corso della vita. Ogni cucina offre estrema libertà di progettazione grazie alla varietà degli elementi che possono essere anche combinati tra collezioni diverse ma anche grazie all’estrema possibilità di personalizzazione attraverso una vasta gamma di materiali, finiture e lavorazioni artigianali.
Pioniera fin dagli anni ’90 nell’adozione di pratiche e materiali sostenibili, è suo il concetto di dematerializzazione con l’anta a telaio in alluminio più sottile e leggera al mondo con soli 2 mm di spessore e il primato della prima cucina 100% riciclabile.
Oltre agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) che da anni persegue, Valcucine si è imposta nuovi obiettivi ESG (ambientali, sociali e di governance) che incarnano il continuo impegno aziendale per un futuro migliore. Oggi Valcucine è presente in oltre 285 showroom in tutto il mondo, di cui 30 Atelier, tra Europa, Stati Uniti, Medio Oriente, India, Sud-Est asiatico e Sud Africa.
ABOUT MIELE
Miele è leader mondiale nella produzione di elettrodomestici di alta qualità, tra cui forni tradizionali e a vapore, piani cottura, prodotti per la refrigerazione, macchine per il caffè, lavastoviglie e prodotti per la cura del bucato e dei pavimenti. Il suo portafoglio prodotti comprende anche purificatori d’aria, lavastoviglie, lavatrici e asciugatrici per uso commerciale, nonché lavastrumenti e sterilizzatori per applicazioni mediche e di laboratorio. Fondata nel 1899, l’azienda ha otto stabilimenti di produzione in Germania, uno recentemente inaugurato negli USA, uno in Austria, Repubblica Ceca, Cina, Romania e Polonia, oltre a due stabilimenti di produzione appartenenti alla controllata italiana di tecnologia medica Steelco. Il fatturato di esercizio 2024 è stato di circa 5,04 miliardi di euro. Miele è presente con le proprie filiali di vendita e tramite importatori in quasi 100 Paesi/regioni. In tutto il mondo, l’azienda a conduzione familiare, giunta alla quarta generazione, impiega circa 23.500 dipendenti, di cui circa 11.300 in Germania. La sede centrale dell’azienda è a Gütersloh, in Westfalia.

