Oggi l’incontro del vicepresidente della Regione, il capo di Gabinetto della città metropolitana, Mazzetti e i sindacati in viale Aldo Moro. L’ultima data utile per la conversione del decreto è il 27 aprile, in programma nei prossimi giorni una grande iniziativa pubblica sotto le Due Torri per dare rilievo alle professionalità che lavorano al Dama e nel campo della ricerca e dell’innovazione pubblica
BOLOGNA – “Il Tecnopolo Dama è un patrimonio comune di rilevanza europea, che dobbiamo continuare a sostenere. Togliere una struttura strategica come ItaliaMeteo significa iniziare a depotenziarne il ruolo a svantaggio di tutta la comunità regionale, italiana e internazionale. Per questo motivo chiediamo al Governo che convochi urgentemente la Regione e la Città metropolitana di Bologna per discutere le possibili soluzioni e le ragioni di tale scelta”.
Queste le parole di Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, al termine dell’incontro con le rappresentanze sindacali e con Stefano Mazzetti, capo di Gabinetto della Città metropolitana di Bologna, convocato in Regione per fare il punto dopo la pubblicazione del decreto-legge che, a partire dal 16 marzo, ufficializza lo spostamento dell’Agenzia ItaliaMeteo dalla sede bolognese del Tecnopolo Dama a Roma.
“Se il presidente della Regione, Michele de Pascale, e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, chiedono un incontro al Governo su un tema così- prosegue Colla– leale cooperazione istituzionale vorrebbe dire che convochi i due soggetti istituzionali, gli spieghi le motivazioni della scelta e si discute sulle possibilità di mantenere ItaliaMeteo a Bologna. Ma è anche il dibattito pubblico su questa vicenda che non è davvero all’altezza. Ho sempre grande rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta, ma a Fabio Ciciliano vorrei dire che dovrebbe continuare a occuparsi di Protezione civile, perché quando si occupa di risorse umane fa dei disastri. E anche al senatore Lisei vorrei ricordare che la Regione non prende un euro di affitto da nessuno: la struttura che ospita ItaliaMeteo attualmente non è nostra, ma di un’altra società. La verità è invece che c’è un Dpr firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dall’attuale Governo, che confermava l’attuale direttore dell’Agenzia a Bologna e nessuna modifica di sede. Sulla base di questo stavamo già facendo i passaggi per insediare l’Università dell’Onu e l’Agenzia al Dama, riservando a quest’ultima 1.300 mq a titolo gratuito per una spesa complessiva della Regione di oltre 300mila euro l’anno”.
“Quella del Governo è una decisione incomprensibile e sbagliata nei confronti di un polo d’eccellenza creato per attrarre talenti nello studio della climatologia, che impatta pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori- rimarca il vicepresidente-. Mettere in un decreto di urgenza la decisione e definire in qualche ora il bando dando 10 giorni di tempo per trasferirsi a Roma a lavoratori e famiglie non ha precedenti, anzi ora è una nuova casistica che può essere utilizzata per altre strutture pubbliche.Dato che il decreto va riconvertito entro il 27 aprile ci sono gli spazi per una discussione che ci porti a una soluzione che consenta di garantire lavoratrici e lavoratori e di mantenere la sede di ItaliaMeteo a Bologna. Insieme alle organizzazioni sindacali abbiamo anche valutato l’opportunità di fare una grande iniziativa a Bologna per dare evidenza al patrimonio di professionalità delle grandi strutture ospitate al Tecnopolo Dama e di quelle che lavorano in generale nel campo della ricerca e dell’innovazione pubblica. L’evento ha il duplice scopo di denunciare l’impatto occupazionale dell’operazione – che rischia di disperdere professionalità eccezionali e di mandare in disoccupazione i lavoratori interinali – e di sottolineare come il decreto lanci un pessimo messaggio all’Europa e agli investitori. Il valore del Dama- conclude Colla– risiede infatti nelle relazioni e nella vicinanza tra i soggetti ospitati, inclusa l’Università dell’Onu, che lavorano in sinergia sulle dinamiche dell’habitat umano e della climatologia”.
In accordo con la posizione del vicepresidente Colla il capo di Gabinetto della Città metropolitana di Bologna, Stefano Mazzetti, ribadisce “che il Comune e la Città Metropolitana di Bologna chiedono con fermezza al Governo di riconsiderare la decisione di trasferire la sede di ItaliaMeteo da Bologna a Roma. Il Tecnopolo rappresenta un hub strategico anche grazie alla presenza di ItaliaMeteo, struttura capace di attrarre rilevanti investimenti europei e professionalità di alto profilo, con ricadute positive per l’intero territorio. Le istituzioni locali esprimono piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, che rischiano di pagare il prezzo di questa scelta scellerata. Comune e Città Metropolitana- conclude Mazzetti– sono al fianco dei lavoratori e ribadiscono la totale contrarietà a una decisione che penalizza non solo il personale ma anche una struttura di rilievo strategico per il Paese”.
