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Macfrut 2026, dal 21 al 23 aprile torna a Rimini il salone internazionale dell’ortofrutta: l’Emilia-Romagna protagonista. All’inaugurazione il presidente de Pascale, la sottosegretaria Rontini e l’assessore Mammi

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Allo stand dell’Emilia-Romagna, insieme ai Consorzi Dop e Igp, incontri tecnici, degustazioni e momenti di confronto con buyer e ricerca. Martedì 21 aprile il focus sulla riforma della Politica agricola comune e sul futuro delle risorse europee per il settore. Nel 2025 il valore del comparto ha superato 1,4 miliardi di euro

BOLOGNA – Oltre 1,4 miliardi di euro di valore della produzione, più di 700 milioni dal comparto frutticolo e oltre 730 milioni da ortaggi e patate: sono i numeri del settore ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna, una delle principali filiere dell’agroalimentare regionale. Un sistema che si presenta a Macfrut 2026, la 44esima edizione del salone internazionale dell’ortofrutta in programma dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre, da protagonista con le proprie imprese, filiere e produzioni, a partire dalle Dop e Igp.

A sostenere il comparto è anche l’impegno della Regione Emilia-Romagna, che nel 2026 mette in campo oltre 115 milioni di euro attraverso le risorse Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia) per rafforzare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e competitività delle imprese della filiera ortofrutticola. A questi fondi si affiancano gli interventi per i ‘Frutteti protetti’, che hanno già attivato 40,7 milioni di euro di investimenti grazie a 24,4 milioni di contributi destinati a 153 imprese agricole, con la realizzazione di impianti dotati di sistemi di difesa attiva e la protezione di 592 ettari di frutteti. Programma che prosegue ora con un nuovo bando da 20 milioni di euro per estendere gli interventi e rafforzare la capacità produttiva delle aziende.

A Macfrut la Regione sarà presente con uno stand istituzionale (padiglione D5 – stand 112), realizzato in collaborazione con i Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp – dall’Aglio di Voghiera all’Asparago verde di Altedo all’Anguria Reggiana, dalla Ciliegia di Vignola alle Amarene brusche di Modena alla Patata di Bologna, fino al Marrone di Castel del Rio, allo Scalogno di Romagna e alla Pesca e nettarina di Romagna, alla Pera dell’Emilia-Romagna – che ospiterà le principali produzioni Dop e Igp regionali e un programma articolato di iniziative. Nel corso della manifestazione sono previsti incontri tecnici, degustazioni e momenti di confronto con buyer e operatori internazionali, accanto ad appuntamenti di approfondimento sui temi strategici per il settore.

Tra questi, il focus dedicato alla riforma della Politica agricola comune e al futuro delle risorse europee, anche alla luce del lavoro in corso sulla revisione dell’Ocm, su cui l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, è relatore al Comitato europeo delle Regioni. Accanto ai temi di scenario, spazio anche agli strumenti più innovativi per la gestione del rischio in agricoltura, con incontri dedicati al controllo biologico delle specie invasive, all’impiego dei droni e al sistema digitale Dati.Meteo4.0, che integra sensoristica e modelli previsionali per anticipare eventi critici come le gelate tardive e supportare le decisioni tecniche delle imprese.

Un’attenzione particolare è riservata inoltre al rapporto tra imprese e formazione, con iniziative dedicate al dialogo tra Organizzazioni di produttori e istituti tecnici agrari per orientare i percorsi formativi verso un settore che richiede competenze sempre più avanzate, dalla gestione dei dati alle tecnologie per la produzione e la difesa delle colture.

inaugurare Macfrut 2026, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza, Manuela Rontini, e l’assessore Alessio Mammi (Agricoltura e Agroalimentare).

“Macfrut rappresenta una piattaforma internazionale strategica per l’ortofrutta e per un sistema come quello dell’Emilia-Romagna, che si presenta a questo appuntamento con una filiera organizzata, capace di competere sui mercati e di innovare lungo tutta la catena del valore, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione- afferma il presidente de Pascale-. Parliamo di un comparto che nel 2025 ha superato 1 miliardo e 446 milioni di euro di valore della produzione, confermandosi una delle leve principali dell’agroalimentare regionale e un punto di forza del nostro sistema economico. È su questa base che la Regione continua a investire in modo concreto, mettendo in campo strumenti e risorse per sostenere la competitività delle imprese, accompagnarne i processi di innovazione e rafforzarne la capacità di stare sui mercati. Interventi che vanno dalla difesa del potenziale produttivo, con i progetti sui ‘Frutteti protetti’, fino all’utilizzo delle risorse europee per sostenere sostenibilità ambientale, sviluppo tecnologico e organizzazione della filiera. Allo stesso tempo, è fondamentale presidiare con forza il livello europeo, perché le scelte che si stanno definendo sulla nuova Politica agricola comune e sull’assetto delle risorse avranno un impatto diretto sul futuro delle nostre imprese. Per questo lavoriamo per difendere il ruolo delle politiche comuni e per garantire condizioni che consentano al settore di continuare a crescere, investire e competere sui mercati internazionali”.

“L’ortofrutta- affermano la sottosegretaria Rontini l’assessore Mammi– è un comparto su cui la Regione è impegnata con interventi mirati per rafforzare la struttura produttiva e la capacità delle imprese di stare sui mercati, a partire dal sostegno agli investimenti, dalla difesa del potenziale produttivo e dal ruolo delle organizzazioni dei produttori, in un contesto segnato da fattori come il cambiamento climatico, l’instabilità dei mercati e l’aumento dei costi di produzione, che incidono in modo crescente sull’organizzazione delle imprese e sulla tenuta del sistema. Macfrut rappresenta, in questo senso, un passaggio strategico, perché è il luogo in cui la filiera si presenta, si confronta e misura le proprie prospettive, anche in relazione alle scelte europee sugli strumenti di mercato e sull’organizzazione del settore. Allo stesso tempo, una manifestazione di questo livello rafforza il sistema fieristico dell’Emilia-Romagna e la sua capacità di attrarre operatori e visitatori qualificati, contribuendo in modo concreto all’attrattività turistica e fieristica del territorio e al suo posizionamento internazionale”.

Il settore ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna e i contributi regionali

Nel 2025 l’ortofrutta dell’Emilia-Romagna ha raggiunto 1,446 miliardi di euro, dopo la forte crescita registrata nel 2024 (+57% nella frutticoltura). Nel dettaglio, il comparto frutticolo vale 712,9 milioni di euro, trainato da pesche, ciliegie e susine. Il settore delle patate e degli ortaggi ha raggiunto 733,5 milioni di euro, capofila asparagi, lattuga e pomodoro da industria, che hanno registrato la maggiore crescita.

Per sostenere il settore, la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo un pacchetto articolato di interventi, a partire dal progetto dei “frutteti protetti”, che ha già attivato complessivamente 40,7 milioni di euro di investimenti grazie a 24,4 milioni di contributi pubblici destinati a 153 imprese agricole, consentendo la realizzazione di nuovi impianti dotati di sistemi di difesa meccanica attiva contro eventi climatici e fitopatie — dalle gelate primaverili alle grandinate, fino alle reti antinsetto e ai sistemi per la gestione della risorsa idrica — e la protezione di 592 ettari di frutteti su tutto il territorio regionale, con un intervento che punta a rafforzare in modo strutturale la capacità produttiva delle aziende e la tenuta della filiera.

Un’azione che prosegue con il nuovo bando da 20 milioni di euro, rivolto alle imprese agricole per la realizzazione di impianti frutticoli e olivicoli progettati fin dall’origine con sistemi di protezione integrati, con contributi fino al 60% degli investimenti e criteri che premiano l’innovazione tecnologica e la capacità di intervenire nei territori più esposti agli eventi calamitosi, in una logica di adattamento ai cambiamenti climatici e di consolidamento del sistema produttivo regionale.

A queste risorse si aggiungono i fondi Feaga (Fondo europeo agricolo di garanzia), con oltre 115 milioni di euro destinati nel 2026 al rafforzamento delle filiere ortofrutticole regionali, a sostegno dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale e della competitività delle imprese. Di queste risorse, 15,7 milioni di euro sono destinati in particolare agli impianti dotati di sistemi di difesa come reti antigrandine, multifunzione e dispositivi antibrina.

Lo stand Emilia-Romagna: programma e iniziative

Lo spazio espositivo della Regione Emilia-Romagna, realizzato in collaborazione con i Consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp — dall’Aglio di Voghiera all’Asparago verde di Altedo all’Anguria Reggiana, dalla Ciliegia di Vignola alle Amarene brusche di Modena alla Patata di Bologna, fino al Marrone di Castel del Rio, allo Scalogno di Romagna e alla Pesca e nettarina di Romagna, alla Pera dell’Emilia-Romagna — sarà il punto di riferimento per degustazioni, seminari tecnici e momenti di confronto con operatori, istituzioni e mondo della ricerca.

Tra gli appuntamenti principali, martedì 21 aprile, il confronto con i portatori di interesse sui cambiamenti nella distribuzione delle risorse europee per l’agricoltura, alla luce del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e della revisione del regolamento Ocm, che disciplina l’organizzazione dei mercati agricoli nel quadro della nuova Pac. All’iniziativa parteciperà l’assessore regionale Mammi, che illustrerà le posizioni già sostenute a Bruxelles come relatore alla Commissione Nat del Comitato europeo delle Regioni e nell’ambito della coalizione Agriregions. Presenti anche i rappresentanti delle organizzazioni dei produttori (Aop) regionali e dell’Arefhl, la rete europea delle regioni ortofrutticole, che porteranno il punto di vista della filiera sulla riforma in discussione.

Mercoledì 22 aprile il programma prosegue con gli appuntamenti tecnici coordinati dal Settore fitosanitario regionale, dedicati alle soluzioni più avanzate per la gestione del rischio in agricoltura: dal ruolo del controllo biologico nel contrasto alle specie invasive all’impiego dei droni nelle attività di monitoraggio e difesa delle colture, fino al sistema digitale Dati.Meteo4.0, che integra sensoristica in campo e modelli previsionali basati su intelligenza artificiale per anticipare eventi critici come le gelate tardive e supportare in tempo reale le decisioni tecniche delle aziende.

Sempre mercoledì 22 aprile è in programma anche la tavola rotonda dedicata al contrasto allo spreco alimentare, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza della rete regionale dei ritiri di mercato a distribuzione gratuita, che coinvolge i Centri agroalimentari regionali e gli enti benefici aderenti al sistema gestito attraverso il portale S.I.R. della Regione.

Spazio anche al rapporto tra sistema produttivo e formazione, con due incontri in programma giovedì 23 aprile dedicati al confronto tra Organizzazioni di produttori e Istituti tecnici agrari, con l’obiettivo di avvicinare i giovani al settore e orientare le scelte formative e professionali verso una filiera che oggi richiede competenze tecniche sempre più avanzate, dalla gestione dei dati alle tecnologie per la produzione e la difesa delle colture.

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