AVIS lancia l’allarme: «Sotto attacco dai soggetti profit
che minano le fondamenta del Servizio Sanitario Nazionale»
All’assemblea regionale di Como sono stati presentati i dati della raccolta 2025. Colavito: «Il sangue non è una merce, il dono non è un prodotto». Approvata una mozione di vigilanza contro le infiltrazioni dei soggetti profit e la trasformazione del dono in leva di profitto
È la crescita del plasma a indicare la direzione del sistema trasfusionale lombardo: nel 2025 le donazioni in plasmaferesi hanno registrato un aumento dell’8,24% rispetto all’anno precedente, arrivando a 89.210 unità.
Il dato è stato presentato domenica 26 aprile nel corso della 55° assemblea regionale di AVIS Lombardia, appuntamento che ha coinvolto le 12 Avis provinciali, che complessivamente raggruppano 633 sedi comunali lombarde.
Nel suo intervento, il presidente di AVIS Lombardia Pierangelo Colavito ha richiamato con forza il senso di responsabilità dell’associazione: «Ricoprire questo ruolo non è un onore da esibire, ma un impegno quotidiano verso i soci, la comunità e i pazienti che ogni giorno dipendono dal nostro lavoro». Una responsabilità che si inserisce in una fase complessa: «Le sfide sono reali, serie e numerose. Ma oggi siamo qui perché abbiamo fatto una scelta precisa: scegliere la speranza invece della paura, l’unità d’intenti invece del conflitto».
Colavito ha insistito sulla necessità di rafforzare la coesione interna: «La nostra forza non sta nell’uniformità, ma nella capacità di fare sintesi. Discutere è un segno di vitalità, dividersi in fazioni è un lusso che non possiamo più permetterci, specie in un momento come questo, in cui AVIS è sotto attacco»
«Non è un attacco frontale, di quelli che si vedono arrivare -ha spiegato-. È un’infiltrazione silenziosa e organizzata da parte di soggetti profit che, dietro il linguaggio rassicurante dell’aiuto e dell’efficientamento, stanno occupando spazi che non competono loro. Con la promessa di sostenere le nostre sedi nella promozione, nel reclutamento e nell’indirizzare i donatori agli ospedali, questi soggetti entrano nel nostro sistema, intercettano relazioni, acquisiscono dati sensibili e –diciamolo con forza– trasformano il dono in una leva di profitto. Questo non è supporto. Questa è appropriazione. È una colonizzazione silenziosa del volontariato che non possiamo più tollerare».
«La legge è limpida: promuovere, chiamare e fidelizzare i donatori è compito delle associazioni di volontariato e delle Federazioni. Punto. Delegare o esternalizzare queste funzioni a chi punta al profitto significa violare lo spirito della norma, ma soprattutto tradire la fiducia dei nostri donatori e minare le fondamenta del Servizio Sanitario Nazionale -ha aggiunto-. Ribadiamolo allora con forza, senza timore di disturbare nessuno: il sangue non è una merce. Il dono non è un prodotto. Se non fermiamo ora questa deriva, perderemo il senso stesso dell’essere AVIS. E ricordiamoci che quando il volontariato perde il suo senso, non muore di colpo: si spegne lentamente, fino a diventare inutile».
Per questo i delegati all’assemblea regionale sono stati chiamati ad approvare una mozione di vigilanza, «anche attiva, nei confronti di tutti quei soggetti che cercano o cercheranno di attentare al modello italiano basato sulla gratuità, sull’anonimato e sulla volontarietà del dono del sangue».
Nel 2025 AVIS Lombardia conta 271.534 soci complessivi, di cui 262.853 donatori attivi. Le donazioni totali si attestano a 463.891, in lieve flessione (-0,54%) rispetto al 2024. Il calo riguarda in particolare il sangue intero, mentre il plasma continua a crescere, confermando un’evoluzione strutturale del sistema.
La distribuzione sul territorio conferma la capillarità dell’associazione. A Bergamo si contano 157 sedi e 35.058 donatori; a Brescia 103 sedi e 35.943 donatori; a Como 21 sedi e 15.998 donatori; a Cremona 53 sedi e 15.985 donatori; a Lecco 19 sedi e 15.581 donatori; a Lodi 15 sedi e 7.460 donatori; a Mantova 87 sedi e 16.865 donatori; a Milano 79 sedi e 53.139 donatori; a Monza e Brianza 40 sedi e 22.335 donatori; a Pavia 19 sedi e 12.791 donatori; a Sondrio 10 sedi e 8.008 donatori; a Varese 42 sedi e 23.690 donatori.
Un segnale importante arriva anche dal ricambio associativo. Nel 2025 i nuovi iscritti sono stati 24.118, in crescita del 14,06% rispetto all’anno precedente. Un dato che testimonia la capacità di attrarre nuovi donatori, elemento fondamentale per garantire continuità al sistema.
Guardando al futuro, il presidente ha indicato una direzione che unisce visione e concretezza: «Non possiamo limitarci a gestire l’esistente. Dobbiamo avere il coraggio di trasformare le idee in azioni, investire nella competenza e costruire una classe dirigente capace di guidare AVIS nei prossimi anni».
Nell’assemblea di AVIS Lombardia, che è stata ospitato da Cometa, realtà educativa e sociale di Como impegnata nell’accoglienza, nell’affido, nella formazione e nel lavoro, è stato quindi ribadito che la crescita del plasma rappresenta non solo un risultato positivo, ma anche una leva strategica per il futuro. Una sfida che AVIS Lombardia intende affrontare rafforzando il legame con i territori, coinvolgendo nuove generazioni e promuovendo una cultura del dono sempre più consapevole.

