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Lusardi Restauri al Salone di Firenze: 50 anni di eccellenza della conservazione del patrimonio italiano

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Dalla Certosa di Pavia, a Villa Colonna Mombello a Imbersago, fino all’organo di Ostuni, l’azienda cremasca racconta storia, cantieri e collaborazioni internazionali

Un momento della presentazione

FIRENZEIn occasione della 10ª edizione del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, ospitato alla Fortezza da Basso, Lusardi Restauri ha presentato il proprio percorso professionale raggiungendo un traguardo significativo: cinquant’anni di attività nel campo del restauro e della conservazione. La partecipazione si è inserita in un contesto di rilievo nazionale e internazionale, che ha riunito imprese, istituzioni, università e operatori del settore, con incontri, workshop e conferenze tecniche. L’evento si è svolto in contemporanea con la 90ª Mostra Internazionale dell’Artigianato (MIDA), rafforzando il dialogo tra tradizione artigianale, innovazione e tutela del patrimonio culturale.

Nel corso dell’incontro, Agostino Lusardi, titolare insieme al fratello Ivan, ha ripercorso alcuni degli interventi più rappresentativi degli ultimi anni: il restauro della credenza policroma della Chiesa vescovile di San Giovanni a Crema, il recupero del portale e della bussola della Chiesa di San Martino a Milano e le soffittature lignee di Palazzo Busi a Vigevano.

Il bandoneon di Astor Piazzolla, datato 1921

Accanto ai lavori conclusi, sono stati presentati anche importanti cantieri attualmente in corso, tra cui il restauro del vestibolo della Certosa di Pavia, l’intervento su Villa Colonna Mombello a Imbersago (Lecco) e il lavoro sull’organo della Chiesa di San Vito a Ostuni, conosciuta come “delle Monacelle”.

Poi, la collaborazione con il Conservatorio “P. I. Tchaikovsky” di Nocera Terinese-Catanzaro e l’ensemble Duettango con Filippo Arlia al pianoforte e Cesare Chiacchiaretta al bandoneon, per il restauro di un bandoneon del 1921 appartenuto ad Astor Piazzolla, figura centrale nella storia del tango, strumento di grande valore storico e simbolico, donato nel 2021 – in occasione del centenario della nascita del compositore – da Laura Escalada Piazzolla alla formazione musicale, sotto l’egida della Fundación Astor Piazzolla di Buenos Aires. Si tratta del secondo bandoneon suonato da Piazzolla durante l’infanzia, sul quale iniziò a sviluppare il proprio talento. L’iniziativa, annunciata durante un’esibizione di Duettango proprio al Salone di Firenze, prevede la valorizzazione del progetto anche a Crema, storica capitale nella costruzione e riparazione degli organi. Il bandoneon, nato in Germania grazie a Heinrich Band come “organo portatile” e inizialmente utilizzato come strumento popolare e religioso, fu poi portato in Argentina dagli emigranti tedeschi, diventando elemento imprescindibile nella musica del tango.

FIlippo Arlia e Cesare Chiacchiaretta con il bandoneon personale di Astor Piazzolla

Fondata negli anni Settanta e con sede a Crema, Lusardi Restauri ha costruito nel tempo un percorso solido e articolato, ampliando progressivamente le proprie competenze dal restauro del mobile d’epoca a interventi su dipinti, opere policrome, intagli, intarsi, serrature antiche, stucchi e arredi sacri. L’azienda è oggi un punto di riferimento per enti pubblici e privati, grazie anche a collaborazioni consolidate con le Soprintendenze.

La struttura si presenta come una realtà dinamica, composta da un team altamente qualificato che opera nel rispetto delle metodologie conservative e delle normative di settore. Accanto al laboratorio, sono state sviluppate nuove attività: una galleria di antiquariato e modernariato nel centro storico di Crema, una seconda sede espositiva a Riccione aperta anche al contemporaneo, e un settore dedicato all’ebanisteria, capace di coniugare tradizione e design. A queste si aggiungono una sezione per la selezione e commercializzazione di oggetti d’epoca certificati e un’area dedicata all’organizzazione di eventi culturali.

Durante la presentazione è stato ribadito come il restauro rappresenti “un equilibrio tra tecnica e sensibilità” fondato sulla conoscenza dei materiali e sul rispetto delle lavorazioni originarie. Agostino Lusardi ha inoltre descritto l’atmosfera del laboratorio come “uno spazio in cui il tempo sembra rallentare, tra profumi di essenze lignee, resine e vernici tradizionali, dove ogni intervento nasce dall’ascolto dell’opera e dalla responsabilità di conservarne il valore”.

La presenza al Salone dell’Arte e del Restauro ha rappresentato non solo un’occasione per celebrare mezzo secolo di attività, ma anche per riaffermare il ruolo del restauro come pratica culturale e sapere artigiano altamente specializzato. In un contesto dedicato alla filiera della conservazione, Lusardi Restauri ha testimoniato la possibilità di coniugare continuità, innovazione e tutela del patrimonio.

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