La musica non è solo arte, è relazione, ascolto dell’altro, convivenza delle differenze. Da questa visione nasce “Il Piccolo Cuore del Mondo”, un brano che richiama la responsabilità condivisa verso la terra e l’umanità.
Ogni cuore, anche il più distante o fragile, appartiene a un’unica armonia vivente, e la musica può diventare uno strumento silenzioso di cura, ascolto e pace.
“Il Piccolo Cuore del Mondo è il risultato di due amici che da tempo intrecciano le loro esperienze musicali e le fanno vivere in occasioni speciali”, così Mario Castelnuovo definisce la collaborazione con Fabio Pianigiani.
Il brano nasce da un orizzonte condiviso, corporeo, pedagogico, relazionale e spirituale, che concepisce la musica come un autentico cammino di pace.
In un tempo che spesso divide e frammenta, questo canto ci ricorda che la pace non nasce aspettando passivamente che le cose cambino, ma attraverso l’impegno concreto nel ricucire ciò che è separato, nonostante le difficoltà del presente.
La musica diventa così un abbraccio fatto di presenza e ascolto, capace di accordare le differenze senza annullarle. Per Mario Castelnuovo e Fabio Pianigiani, “Il Piccolo Cuore del Mondo” vuole dare voce a una responsabilità collettiva verso la vita: la consapevolezza che soltanto insieme si possa costruire armonia, relazione e pace.
“Il Piccolo Cuore del Mondo“ è prodotto da Ideasuoni Edizioni Musicali.
Mario Castelnuovo nasce a Roma il 25 gennaio 1955, da padre lombardo e madre toscana. Si avvicina alla musica durante gli anni universitari presso la Facoltà di Lettere, iniziando quasi per gioco a frequentare il Folkstudio, luogo simbolo della scuola cantautorale italiana, dove prende forma la sua vocazione artistica.
Il debutto discografico avviene all’inizio degli anni Ottanta con il singolo “Oceania”, preludio alla partecipazione al Festival di Sanremo del 1982, dove presenta “Sette fili di canapa”, brano dal forte impianto evocativo che dà anche il titolo al suo primo album, prodotto da Amedeo Minghi . Nello stesso periodo partecipa al progetto “Qconcert” insieme a Goran Kuzminac e Marco Ferradini. Torna a Sanremo nel 1984 con “Nina”, intenso racconto d’amore ambientato durante la guerra, classificandosi al sesto posto. L’anno successivo pubblica “È Piazza del Campo”, lavoro acustico registrato in presa diretta, caratterizzato dall’assenza della batteria e da una forte impronta intimista.
Nel 1987 esce “Venere”, anticipato dal brano sanremese “Madonna di Venere”, seguito nel 1988 da “Sul nido del cuculo”, album che segna l’inizio di un interesse anche oltre i confini nazionali. In quegli anni si distingue inoltre come autore e produttore, collaborando con una giovane Paola Turci e firmando brani come “L’uomo di ieri” e “Primo tango”.
Gli anni Novanta rappresentano una fase di trasformazione artistica. Dopo aver concluso il rapporto con la RCA con “Come sarà mio figlio” (1991), approda alla Fonit Cetra e pubblica “Castelnuovo” (1993), uno dei suoi lavori più intensi e sperimentali. A questo segue “Signorine adorate” (1996), distribuito dall’etichetta tedesca Jungle Records. Nel 2000 torna sulle scene con “Buongiorno”, prodotto da Lilli Greco, mentre nel 2003 realizza “Blu etrusco” in collaborazione con Fabio Pianigiani. Parallelamente compone musiche strumentali per la trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro”. Nel 2005 pubblica il suo decimo album, dal titolo evocativo “Com’erano venute buone le ciliegie nella primavera del ’42”, impreziosito da un cameo di Lina Wertmüller. L’anno successivo esce la biografia ufficiale “Mario Castelnuovo, tante storie e qualcuna va a Roma”.
A partire dal 2009, Mario Castelnuovo amplia il proprio percorso artistico dedicandosi anche alla scrittura. Pubblica il romanzo “Il badante di Che Guevara”, cui segue nel 2018 “La mappa del buio”. Nel frattempo prosegue l’attività musicale con l’album “Musica per un incendio” (2014), accompagnato dal tour teatrale “Lezioni di incendio”, concepito come recital in stile teatro-canzone. Tra i progetti più recenti si segnalano il singolo “Io mi ricordo L’Aquila” (2018) e “Guardalalunanina” (2019), opera articolata che comprende un libro e due CD, contenenti anche omaggi a Rino Gaetano e a Goran Kuzminac. Nel 2024 è tornato con il singolo “Quant’è bella la vita”.
Nel corso della sua carriera, Mario Castelnuovo si è distinto anche come autore per altri interpreti, firmando brani per la Formula 3, per Riccardo Fogli e per artisti come Alessandro Haber, Rick Wakeman e Tony Cicco, confermando una versatilità espressiva che attraversa generi e linguaggi diversi.
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Fabio Pianigiani è musicista, compositore, arrangiatore e musicoterapeuta. Laureato in Musicologia all’Università di Siena, si perfeziona tra Italia e Stati Uniti studiando alla Manhattan School of Music e al Mannes College of Music di New York con musicisti come John Scofield e Ryo Kawasaki.
Dagli anni Ottanta collabora con artisti di primo piano della musica italiana, tra cui Gianna Nannini, per la quale compone e arrangia brani di grande successo come Bello e impossibile, I maschi e Profumo, ottenendo Dischi di Platino e il Golden Award al World Popular Song Festival di Tokyo. Lavora inoltre con Donatella Rettore, Riccardo Fogli, Alice e Franco Battiato. Significativa anche la collaborazione con Mario Castelnuovo, per il quale realizza arrangiamenti e produzioni artistiche di tre album negli anni Novanta e con cui firma opere legate alla tradizione senese, tra cui Rosso Fulmine e Dieci anni, dedicate alla Contrada della Torre.
Parallelamente sviluppa una ricerca sul rapporto tra suono, meditazione e benessere, diventando socio fondatore del Centro Studi Bhaktivedanta. Ha insegnato Teorie e Tecniche della Produzione Musicale all’Università di Siena e Musicoterapia in master universitari e corsi specialistici. È autore del libro “L’Arte dell’Ascolto” e oggi svolge attività di docente e musicoterapeuta integrando musica, ascolto e discipline olistiche.
