“Elogio della bocciatura
Perché la tua più grande paura può diventare la tua più grande opportunità”
Ogni anno in Italia circa 150mila studenti delle superiori vengono bocciati, il 5-6% del totale secondo il MIC. Un numero tutt’altro che irrisorio di giovani a cui capita di ricevere una notizia che magari non si aspettano, o che perlomeno si augurano di scampare, che devono affrontare la famiglia e i nuovi compagni ma soprattutto fare i conti con loro stessi, il proprio senso di inadeguatezza, il pensiero di avere una lettera scarlatta in fronte e l’idea di sentirsi smarriti.
È a loro che Federico Mello, giornalista Rai, dedica il suo ultimo libro, “Elogio della bocciatura – Perché la tua più grande paura può diventare la tua più grande opportunità” (Edizioni BIT), dedicato ai ragazzi e alle ragazze che sono stati o saranno bocciati. Un libro di consigli e riflessioni “di uno zio o di un amico più grande, che ti vuole bene e con il quale puoi parlare liberamente. Qualcuno che ti prende sul serio”, con lo scopo di far capire che non solo la bocciatura non è la fine del mondo ma che può addirittura essere la chiave per un nuovo capitolo, proprio come accaduto all’autore.
La bocciatura e i problemi della scuola. Così, in un libro che è insieme racconto autobiografico, saggio che riporta teorie e analisi di docenti ed esperti e lettera aperta ai ragazzi e alle ragazze, Mello esamina un sistema, quello scolastico, tutt’altro che innocente perché, scrive nel libro, “un ragazzo bocciato è un ragazzo che non è stato visto da nessuno”. Il saggio quindi analizza le cause che portano alla bocciatura – da situazioni familiari complicate a scelte sbagliate sulla scuola presa, dai DSA non diagnosticati all’ansia invalidante – per arrivare alla conclusione che la colpa di una bocciatura non è (solo) dello studente ma anche, e forse soprattutto, di una mancata comprensione da parte degli adulti e di un sistema scolastico che, negli anni, non si è evoluto: “le lezioni, le interrogazioni, perfino lo spazio scolastico e la disposizione dei banchi e delle cattedre non sono cambiate molto negli ultimi cento anni” spiega Mello, per non parlare dei voti a cui sembra non esserci un’alternativa (ma c’è).
La strada illuminata. Dopo un’attenta disamina sui problemi della scuola, “Elogio della bocciatura” mantiene la promessa fatta all’inizio dall’autore che, proprio come uno zio, scrive ai ragazzi e alle ragazze di non fossilizzarsi su una strada che sembra già scritta, ma piuttosto di incamminarsi verso una nuova via, più difficile perché inesplorata ma infinitamente più appassionante. “Tu non sei i tuoi voti. Tu non sei il tuo percorso scolastico. Tu sei tantissimo altro, un mondo infinito di possibilità, un universo di opportunità, di cose che devono ancora accadere e non puoi neanche immaginare” scrive Mello.
Trovare il proprio daìmon. Cosa fare, allora? Federico Mello prende in prestito dagli antichi il concetto greco di daìmon, “una sorta di anima, di spirito guida, la tua anima profonda, il tuo destino”, ciò che ogni ragazzo deve scoprire per trovare la propria strada ed essere in pace con le proprie inclinazioni su questa terra. Con il daìmon al nostro fianco, il consiglio dell’autore è quello di cambiare prospettiva e guardarsi da lontano, per scoprire quanto poca significante fosse la bocciatura rispetto a una vita intera. E per convincere anche i più rassegnati, Mello riporta una carrellata di esempi che hanno fatto una grande carriera pur essendo stati bocciati: da Alberto Angela a Tullio De Mauro, da Umberto Veronesi a Albert Einstein e fino a Winston Churchill. Il messaggio del libro allora è chiaro: ragazzi e ragazze non siete soli. Ma soprattutto: l’errore, la bocciatura, non rappresentano un ostacolo sulla via, ma la via stessa. Una lezione da non dimenticare con la fine della scuola alle porte.

