I CARABINIERI IDENTIFICANO E DENUNCIANO DUE PERSONE GRAZIE A TELECAMERE E RICONOSCIMENTI FOTOGRAFICI.
VIADANA (MN)- A conclusione di una complessa e articolata attività investigativa, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Viadana hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova due soggetti, una donna di 60 anni e un uomo di 34 anni, entrambi residenti in provincia di Brescia, poiché ritenuti responsabili, in ipotesi accusatoria, del reato di furto aggravato con destrezza in concorso.
I fatti risalgono al pomeriggio del 6 marzo 2026, quando nei comuni di Sabbioneta (MN), Castellucchio (MN) e Casalmaggiore (CR) si sono verificati tre episodi delittuosi ai danni di tre donne che si trovavano a bordo delle proprie autovetture. Il modus operandi accertato era sempre il medesimo: gli indagati si affiancavano o si avvicinavano ai veicoli delle vittime e, con il finto pretesto di chiedere indicazioni stradali (ad esempio per raggiungere un ospedale o un’altra città), le distraevano. In quegli istanti, approfittando abilmente della situazione, il complice riusciva ad impossessarsi delle borse lasciate sui sedili, contenenti denaro contante, documenti, telefoni cellulari e carte di pagamento, per poi darsi rapidamente alla fuga a bordo di un’autovettura grigia.
Grazie alle indagini condotte dai militari dell’Arma, serrate e meticolose, si è giunti all’identificazione degli indagati. Fondamentale è stata l’analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza comunali e dai lettori di targhe dislocati sul territorio, che hanno permesso di mappare gli spostamenti dell’autovettura utilizzata dai malfattori in perfetta compatibilità con gli orari dei furti. Ulteriori e decisivi elementi sono emersi dall’esame delle telecamere di un istituto di credito, dove è stato accertato che gli indagati hanno tentato, senza successo, di effettuare numerosi prelievi fraudolenti utilizzando le tessere bancomat appena rubate a una delle vittime. Infine, le individuazioni fotografiche eseguite dalle donne derubate e da un testimone oculare hanno consentito di dare un volto e un nome ai presunti autori degli episodi delittuosi. Ora dovranno rispondere dei gravi reati contro il patrimonio, pluriaggravati.
Si evidenzia che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati innocenti fino ad un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile, emessa all’esito dei vari gradi di giudizio svolti nel contraddittorio tra le parti-
