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Bilancio 2026: Investimenti e politiche per il Benessere Sociale in Emilia-Romagna da oltre 140 milioni di euro

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Dalla Giunta il via libera anche al Documento di economia e finanza regionale 2027-2029 e al Refit, il progetto di legge ‘Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la sessione europea 2026’. Le misure ora approderanno, insieme al Rendiconto di gestione 2025, in Assemblea legislativa per l’iter nelle Commissioni: discussione e approvazione in Aula entro la fine di luglio

BOLOGNA –Una manovra pari a oltre 140 milioni di euro -di cui circa 100 milioni in investimenti – in linea con le priorità di legislatura già assunte e definite dalle manovre precedenti.

Tra le scelte principali, l’accelerazione del piano casa, la formazione gratuita per l’acquisizione della qualifica di Operatore sociosanitario, l’istituzione di un nuovo fondo per la sicurezza nelle aree più critiche delle città; la sperimentazione del servizio extrascolastico per le bambine e i bambini delle primarie a partire dal prossimo 31 agosto; nuove misure di contrasto alla povertà assoluta.  

E ancora, investimenti pubblici per rilanciare l’economia urbana, realizzare nuove infrastrutture per la mobilità e progetti di riqualificazione della costa, un nuovo programma di rigenerazione e recupero di suoli degradati. E il sostegno dell’accesso al credito per le imprese, assecondando la propensione a innovare e investire del nostro sistema economico-produttivo. Sono queste alcune delle voci principali dell’assestamento di Bilancio 2026, definite da un progetto di legge dalla Giunta che inizierà ora il proprio iter assembleare nelle Commissioni, fino all’approvazione in Aula prevista entro la fine di luglio.

Dalla Giunta via libera anche al Documento di economia e finanza regionale 2027-2029 e al Refit, il progetto di legge “Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali in collegamento con la sessione europea 2026”.

“In un contesto di sostanziale stagnazione economica, segnato dalle guerre e dalla crisi energetica- sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale– l’Emilia-Romagna mette in campo misure anticicliche per sostenere la crescita e la coesione. Oltre 100 milioni di euro per gli investimenti pubblici e privati, oltre 11 milioni di sostegno alle imprese per l’accesso al credito, 6 milioni per la casa e 8 milioni per l’economia urbana. A queste misure affianchiamo quelle sul fronte della sanità e del sociale, della scuola e della formazione per oltre 37 milioni complessivi, per metterci al fianco delle famiglie e dei comuni in un momento di grande difficoltà per tanti”.

“In un quadro di finanza pubblica sempre più restrittivo- aggiunge l’assessore Baruffi- con l’Italia ancora in infrazione europea per eccesso di deficit, l’Emilia-Romagna si presenta con i conti in ordine: un indebitamento costantemente in riduzione, una forte disponibilità di cassa che consente di accelerare investimenti e pagamenti, con bilanci sanitari che quest’anno torneranno strutturalmente in pareggio. È grazie a questa solidità strutturale che possiamo ora espandere gli investimenti a favore del territorio. E possiamo anche sviluppare alcune nuove iniziative in ambito educativo, sociale e culturale”.

“Al Governo- concludono de Pascale e Baruffi– chiediamo però tre cose: anzitutto di incrementare il Fondo sanitario nazionale, perché dal 2027 tornerà ad allargarsi la forbice tra costi e risorse assegnate alle Regioni; in secondo luogo, è indispensabile approntare misure per fronteggiare il caro energia, che colpisce famiglie, imprese e servizi pubblici. Infine, chiediamo di rifinanziare il Trasporto pubblico locale, perché ai tagli della finanziaria di quest’anno si sono aggiunti aumenti considerevoli dei prezzi dei carburanti. Sono richieste avanzate da tutte le Regioni insieme, attraverso la Conferenza, che meritano una risposta all’altezza della crisi che attanaglia il Paese”.

Entrando nel dettaglio, tra le diverse misure inserite nell’assestamento di Bilancio sono previsti 18 milioni per indennizzare gli emotrasfusi e ulteriori 2 milioni per cofinanziare gli investimenti sanitari; 5 milioni di euro per garantire la formazione gratuita degli Operatori sociosanitari (Oss), contrastando così la cronica carenza di personale; 1,5 milioni per il potenziamento dei servizi sociali e la tutela delle fasce vulnerabili; 3 milioni di euro per sperimentare nei Comuni capoluogo e nelle Unioni “Atuss” il nuovo servizio extrascolastico per bambine e bambini delle primarie dal 31 agosto al 14 settembre, supportando la conciliazione vita-lavoro delle famiglie.

Al capitolo casa sono assegnati ulteriori 6 milioni di euro per accelerare il ripristino degli alloggi pubblici sfitti da destinare alla locazione a canone calmierato (Ers), all’interno del piano complessivo da 300 milioni di euro che punta anche all’efficientamento energetico e all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Sul fronte della riqualificazione della costa sono stanziati 10 milioni di euro per il triennio 2026-2028 destinati alla rigenerazione dei waterfront, e quasi 8 milioni (2 di spesa corrente, 6 di investimento) nel biennio 2026-2027 per rilanciare il commercio di vicinato e i borghi attraverso la realizzazione degli hub urbani.

Con quasi 18 milioni di euro ulteriori sarà potenziata la manutenzione straordinaria delle strade e la realizzazione di nuovi interventi, prioritariamente sulla rete stradale provinciale.

Risorse pari a 3,8 milioni sono riservate all’attrattività, anche sportiva, delle aree montane e interne (Stami), mentre 4 milioni complessivi tra il 2026 e il 2028 serviranno a potenziare la sicurezza urbana, con focus sulle stazioni.

Per le imprese sono previsti 11,4 milioni di euro destinati al Fondo Starter e al Fondo centrale di garanzia per la manifattura, a cui si aggiungono 8 milioni “liberati” dai fondi Fesr per stimolare l’economia in chiave anticiclica. 4,5 milioni in più nel biennio vanno invece alle aziende agricole per la promozione dell’agroalimentare e per l’abbattimento dei costi delle polizze assicurative contro i danni del cambiamento climatico.

Circa 21 milioni di euro serviranno invece a dare continuità ai lavori del Dama Tecnopolo di Bologna, tra cui l’insediamento dell’Università dell’Onu, neutralizzando l’impatto dei rincari delle materie prime causati dalle tensioni geopolitiche e dal venir meno dei fondi statali per gli appalti pubblici.

LE PRINCIPALI VOCI DELLA MANOVRA

Sanità e welfare

Politiche per la casa

Scuole aperte

Sostegno alle imprese e all’economia urbana

Ambiente

Agricoltura

Cultura, turismo e sport

Infrastrutture

Strategie territoriali integrate

Sviluppo e riqualificazione della costa

Dama Tecnopolo di Bologna

Le risorse di investimento, a eccezione di quelle destinate al Tecnopolo, provenienti da un Fondo istituito grazie all’avanzo 2025, sono disponibili grazie all’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni a fine 2025. Tale accordo, a seguito della diversa modalità di contabilizzazione del Fal (Fondo anticipo liquidità, linea di credito dello Stato utilizzato nel 2013 per accelerare i pagamenti dei debiti commerciali in sanità) consente alle Regioni di utilizzare parte degli oneri alla finanza pubblica accantonati su richiesta del Governo, nell’anno precedente per nuovi investimenti. Tali risorse per l’Emilia-Romagna ammontano, complessivamente, dal 2026 al 2030, a 336 milioni di euro.

Il quadro economico generale

in cui si inserisce la manovra

In uno scenario internazionale condizionato negativamente dalla persistente incertezza generata dall’evoluzione dei conflitti in corso, quello in Medio Oriente in particolare, e dall’aumento dei prezzi dell’energia che stanno mettendo alla prova la resilienza dell’intera economia globale, le stime di Prometeia evidenziano per l’Emilia-Romagna una crescita molto contenuta: il Pil regionale registra un incremento progressivo, passando da 174.481 milioni di euro nel 2023 a 180.410 milioni nel 2029. La capacità di espansione emiliano-romagnola, di poco superiore alla media nazionale, è riconducibile alla solidità e competitività del sistema produttivo regionale e alla sua apertura verso i mercati esteri. Nel 2026 le esportazioni dell’Emilia-Romagna sono previste in crescita dell’1%, confermando il ruolo della regione tra le principali regioni esportatrici del Paese. Anche le importazioni risultano in aumento nel 2026, ma il saldo della bilancia commerciale regionale rimane comunque ampiamente positivo.

Per quanto riguarda i principali settori economici, sempre secondo Prometeia, nel 2026 il settore dei servizi continuerà a rappresentare la principale componente dell’economia regionale, con un incremento del valore aggiunto reale dello 0,6%. L’industria in senso stretto registra anch’essa una crescita dello 0,3%, sostanzialmente stabile rispetto al 2025. Nel 2026 dinamica positiva, anche se meno intensa dell’anno passato, per il settore delle costruzioni (+0,6% rispetto al +2,3% del 2025). Bene il settore agricolo che nel 2026 dovrebbe crescere del 3,3%, a fronte della contrazione registrata nel 2025.

Sul fronte nazionale, il Documento di finanza pubblica Dfp 2026 prevede una crescita inferiore all’1% anche nei prossimi quattro anni, come già nei due ultimi, sottolineando un importante fattore di rischio per la finanza pubblica, con possibili incrementi di deficit e debito e una conseguente riduzione dei margini di bilancio. L’inflazione è rivista al rialzo per quest’anno e per il prossimo. La spesa sanitaria nel 2027 è prevista in crescita in termini assoluti del 1,8%, a fronte di una crescita del Fondo sanitario nazionale dello 0,7% nel 2027 e dello 0,8% nel 2028. Infine, l’indebitamento netto pari al 3,1%, nel 2025, meno favorevole rispetto alle attese del Governo, che comporta la permanenza dell’Italia nella procedura per deficit eccessivo. Fatto quest’ultimo confermato dalla Raccomandazioni economiche della Commissione per l’Italia che descrivono un Paese che continua a subire squilibri macroeconomici e a mostrare vulnerabilità significative.

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