MANTOVA – Lo scorso 22 aprile una 66nne di Borgo Virgilio riceveva una telefonata da parte di un soggetto qualificatosi come Carabiniere, il quale informava la donna che la sua autovettura sarebbe stata utilizzata per effettuare una rapina.
Al fine di scagionarla dal grave reato, il soggetto qualificatosi come Carabiniere informava la donna che si sarebbe recato nella sua abitazione al fine di verificare che i monili in oro in suo possesso non fossero quelli asportati dai malfattori nel compiere una rapina in una gioielleria.
La donna, profondamente onesta e sicura di non aver commesso tale reato, acconsentiva alla richiesta ricevendo, dopo breve tempo, la visita nella sua abitazione di un ragazzo che si qualificava come Carabiniere.
La signora mostrava l’oro in suo possesso, che veniva preso in consegna dall’asserito Carabiniere che assicurava la donna che dopo il controllo in caserma, le avrebbero restituito i suoi monili.
Solo dopo qualche ora la donna capiva di essere stata raggirata dei suoi oggetti preziosi, del valore di circa 4.000 euro. La stessa contattava il 112 chiedendo l’intervento di una pattuglia.
Giungeva nella sua abitazione una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Mantova impegnata nei servizi preventivi predisposti e condivisi in Prefettura in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto dott. Roberto Bolognesi.
Dopo aver formalizzato la denuncia, i Carabinieri iniziavano le serrate indagini, che permettevano di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di un tunisino 19nne residente a Napoli. Il soggetto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria poiché ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, del reato di truffa.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, e l’eventuale colpevolezza del soggetto dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

