MILANO – Nature-Positive, infrastrutture verdi e nuove strategie per l’adattamento climatico
L’attuale ondata di calore conferma ciò che il mondo scientifico e la pianificazione urbana osservano da anni: il caldo estremo non rappresenta più un’eccezione, ma la nuova realtà alla quale le nostre città devono adattarsi.
Temperature superiori ai 40 °C e notti tropicali sempre più frequenti dimostrano che la protezione dal calore è diventata una delle sfide più urgenti dello sviluppo urbano.
Asfalto, suoli impermeabilizzati, superfici prive di evaporazione e decenni di pianificazione orientata prevalentemente all’automobile amplificano gli effetti del cambiamento climatico, trasformando il caldo in una crescente minaccia per la salute, la qualità della vita e l’economia.
È necessario un cambio di paradigma: la Natura deve essere riconosciuta come un’infrastruttura essenziale della città.
Le città italiane, come molte altre realtà urbane europee, sono oggi chiamate a trasformare spazi costruiti e impermeabilizzati per adattarli alle nuove condizioni climatiche. Le ondate di calore dimostrano con chiarezza che l’adattamento climatico è ormai una responsabilità centrale della pianificazione urbana.
“Il caldo non è più un problema meteorologico. È diventato una questione di pianificazione. Non possiamo ignorare la crisi climatica, ma possiamo imparare a conviverci, se riconosciamo nella Natura la nostra alleata più importante.” Andreas Kipar, architetto, paesaggista e urbanista, fondatore e CEO di LAND
La Natura è infrastruttura
Da oltre 35 anni LAND sviluppa strategie per città e territori resilienti al clima in Europa e nel mondo. Alla base del suo approccio vi è una visione Nature-Positive: la Natura non viene semplicemente preservata, ma rafforzata attivamente per generare benefici concreti in termini di resilienza climatica, biodiversità e qualità della vita.
Questo approccio integra suoli de-impermeabilizzati, alberature urbane performanti, modelli di città spugna, corridoi di ventilazione e reti ecologiche in un sistema urbano resiliente capace di migliorare contemporaneamente adattamento climatico, biodiversità e benessere delle persone.
Questi principi guidano numerosi progetti di LAND, dalla strategia dei Raggi Verdi e MIND a Milano, fino alla Green Infrastructure della Regione della Ruhr e al Corridoio della Biodiversità del Saint-Laurent a Montréal.
“Non piantiamo semplicemente alberi. Progettiamo ecosistemi funzionanti che rendono le città più resilienti.” Andreas Kipar
L’adattamento climatico è un investimento
L’adattamento ai cambiamenti climatici non rappresenta un costo aggiuntivo per amministrazioni e imprese, ma un investimento strategico nel futuro.
Attraverso uno sviluppo Nature-Positive, le infrastrutture verdi generano servizi ecosistemici misurabili: raffrescano la città, trattengono l’acqua piovana, migliorano la qualità dell’aria, favoriscono la biodiversità e aumentano il benessere delle persone. Allo stesso tempo riducono i costi sanitari, limitano i rischi economici legati agli eventi climatici estremi e creano valore duraturo per città e imprese.
Per questo investire nella Natura significa investire nella competitività e nella resilienza dei territori.
LAND sviluppa inoltre metodologie innovative per misurare il capitale naturale e i servizi ecosistemici, fornendo strumenti a supporto delle decisioni strategiche di pianificazione e investimento.
Le città hanno bisogno di nuove alleanze
Le sfide poste dall’adattamento climatico non possono essere affrontate esclusivamente dalle amministrazioni pubbliche, né possono essere risolte soltanto attraverso la tecnologia.
È necessario costruire nuove collaborazioni tra settore pubblico, imprese e società civile per trasformare insieme le città. Le aziende possono assumere un ruolo che va ben oltre quello di semplici investitori, diventando partner attivi della transizione Nature-Positive e contribuendo al rafforzamento dei sistemi naturali urbani.
La città del futuro cresce dalla Natura
La crisi climatica sta già trasformando le nostre città. È il momento di ripensare la pianificazione urbana partendo dalla Natura e dai suoi processi.
“Le nostre città devono essere progettate a partire dalla Natura. Non è una decorazione, ma il fondamento della qualità della vita, della resilienza e della competitività economica. Se vogliamo costruire città resilienti al clima dobbiamo imparare dalla Natura: ci mostra come funzionano sistemi realmente resilienti, diversificati, adattabili e capaci di evolvere nel tempo.” Andreas Kipar

