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La Polizia di Stato arresta a Mantova un pericoloso ricercato per omicidio, lesioni aggravate e violenza sessuale, dopo la fuga dalla Germania

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MANTOVA – Si è conclusa nel fine settimana in provincia di Mantova, la fuga di un detenuto tedesco condannato per gravi reati, tra cui omicidio, lesioni aggravate e violenza sessuale. L’uomo, che stava scontando una lunga pena in Germania, era riuscito ad allontanarsi durante un permesso autorizzato, facendo perdere le proprie tracce ed eludendo la sorveglianza.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il ricercato colpevole del violento omicidio e violenza sessuale ai danni di una ragazza, avvenuto in Germania nel 2010 nel corso della sua fuga avrebbe attraversato più Paesi europei percorrendo oltre 800 chilometri in sella ad una motocicletta. La sua fuga si è interrotta all’uscita del casello di Mantova Nord, dove è rimasto coinvolto in un incidente stradale. Per cause ancora in fase di accertamento, l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo rovinosamente sull’asfalto. Nell’impatto ha riportato diverse lesioni e contusioni che hanno richiesto l’intervento dei soccorritori.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i soccorritori del 118 e per i rilievi di rito una pattuglia della Sezione Polizia Stradale di Mantova diretta dal Commissario Capo Francesca Ruggieri.

Considerata la velocità con la quale il ricercato era riuscito ad evadere e oltrepassare il confine e il breve lasso di tempo trascorso, i controlli preliminari di identificazione e gli accertamenti effettuati dagli agenti, inizialmente davano esito negativo.

Il ricercato risultava privo della patente di guida e solo successivamente quando le autorità tedesche diramavano un’allerta internazionale, gli operatori della Polizia Stradale attraverso le banche dati internazionali, il Sistema di Cooperazione Interforze e alla celere attività della Polizia Scientifica della locale Questura, riuscivano a risalire alla sua identità. Emergeva così che il ferito era un pericoloso detenuto ricercato dalle autorità tedesche in quanto responsabile di un macabro delitto a sfondo sessuale cui si era reso responsabile.

Della rocambolesca fuga, la stampa tedesca ne dava tempestiva eco mediatica.

L’uomo destinatario di un Mandato d’Arresto Europeo emesso dalla Germania, veniva posto sotto

stretta sorveglianza, e dopo aver ricevuto le cure necessarie presso la locale struttura Ospedaliera, veniva dimesso e dichiarato in arresto. Al termine delle attività di Polizia Giudiziaria, l’evaso, veniva condotto presso la Casa Circondariale a disposizione della Corte d’Appello di Brescia, Autorità Giudiziaria competente.

La misura dell’arresto veniva successivamente convalidata e per completare gli adempimenti necessari al rientro del detenuto in Germania, dove deve scontare la pena, è stata avviata la procedura prevista per la consegna alle autorità tedesche competenti.

Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire gli spostamenti effettuati durante la fuga, di verificare se il latitante abbia ricevuto assistenza o appoggi logistici lungo il percorso, e la ragione della sua presenza nel territorio mantovano. Al momento non risultano episodi criminali commessi durante la sua permanenza fuori dal carcere.

La vicenda ha riportato l’attenzione sul tema della cooperazione tra le polizie europee, sottolineando come la condivisione delle informazioni e il coordinamento tra i diversi Paesi abbiano consentito di individuare rapidamente il ricercato non appena è stato identificato dopo l’incidente, ponendo fine alla fuga di un condannato considerato particolarmente pericoloso.

La presenza sul territorio delle pattuglie della Polizia Stradale e la vigilanza delle strade della provincia si sono rivelate ancora una volta dei presidi di tutela per la sicurezza stradale e a garanzia dell’intera collettività.

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