Un bambino di sette anni che segue il fischio del vento tra i vicoli di Genova.
Una ragazza di nome Dafne che un giorno non c’è più.
Un ricordo che dura quasi cinquant’anni.
È da qui che nasce “Curve Cieche (Il fischio del vento)”, il nuovo singolo di THEFT – Giacomo Grasso, in radio e su tutte le piattaforme digitali da oggi 3 luglio 2026, per Terzo Millennio Records. Il brano anticipa Giano Bifronte, il nuovo album del cantastorie genovese – progetto solista di Giacomo Grasso con la collaborazione di Fabrizio Repetto ai fiati – in uscita a settembre 2026.
IL BRANO
“Curve cieche” è un termine stradale: quel punto in cui la visuale sparisce, in cui non sai cosa c’è oltre. Un’immagine esatta per parlare di perdita.
Il brano prende forma intorno a Dafne – figura reale che si sovrappone al mito di Apollo e Dafne – una ragazza incrociata nei vicoli del centro storico genovese quando Giacomo aveva sette anni. Un’età in cui le relazioni sono ancora “amico, amica”, in cui gli occhi vedono tutto con la nitidezza rapace dell’infanzia. Lei era malinconica, ogni tanto sorrideva in modo disarmante. Poi è sparita. Non si è saputo più nulla. Dafne non è più.
Il testo alterna l’italiano a un verso ripetuto in francese – J’attends ton coeur – come un richiamo sospeso, mai risolto. Attorno, la Genova che Grasso abita da sempre: chiese sconsacrate, strati di calce sui muri, gomitoli di strade che finiscono tutte in mare. Una città che si chiude in sé stessa ma, a saperla leggere, regala moltissimo.
Musicalmente, “Curve Cieche” è la sintesi del suono THEFT: strumenti acustici e tradizionali – corde, fiati, l’anima dei caruggi – che si fondono con l’elettronica contemporanea in un equilibrio sonoro del tutto personale. Grasso suona, produce, registra e mixa nel proprio studio a Genova; Fabrizio Repetto firma le parti di fiati.
IL VIDEOCLIP
Il 3 luglio 2026 debutta anche il videoclip ufficiale di “Curve Cieche”, firmato in ogni aspetto da Giacomo Grasso: soggetto, regia e realizzazione. Un’opera visiva che nasce dalla stessa mano che ha composto la musica e scritto i testi, e che porta sullo schermo la poetica del brano con la coerenza di chi non distingue tra linguaggi espressivi. Un’ulteriore conferma della natura totale e autonoma del progetto THEFT.
L’ALBUM: GIANO BIFRONTE
“Curve Cieche” apre la porta a “Giano Bifronte”, il progetto solista di THEFT in uscita a settembre 2026 per Terzo Millennio Records. Nove brani inediti costruiti come un concept: il Giano Romano – guardiano del passato e del presente, per i Genovesi custode insieme delle colline montuose e del mare – diventa la chiave di lettura di una città labirintica e meravigliosa, filtrata attraverso l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di Giacomo Grasso.
Il titolo riflette la cifra stilistica dell’intero progetto: uno sguardo doppio, capace di tenere insieme musica tradizionale e avanguardia elettronica, intimismo poetico e paesaggio urbano.
THEFT – GIACOMO GRASSO
Giacomo Grasso nasce a Genova il 21 marzo 1972. Grafico, designer, musicista, videomaker e formatore certificato Steinberg e Presonus, ha lavorato per Sony, Apple, Roland e Steinberg e ha tenuto lezioni sulle nuove tecnologie al Conservatorio di Genova e in studi di registrazione di tutta Italia.
Suona basso, contrabbasso, chitarra acustica ed elettrica, mandolino, bouzouki greco, ukulele; usa sintetizzatori e theremin e manipola il suono in modo del tutto autonomo attraverso hardware e software.
Si è esibito in Italia, Francia, Germania e Svizzera, con live in location come il Teatro della Corte di Genova, le Cisterne del Palazzo Ducale, il Museo d’Arte Moderna Villa Croce e il festival Diffrazioni di Firenze. Dopo anni di sperimentazione sonora e visiva – con i progetti multimediali De Humani Corporis Musica e Glitch the Rib, entrambi realizzati con Fabrizio Repetto – nel 2021 torna alla forma canzone con i singoli “Cometa” e “49 Falene”, entrambi oltre 30.000 visualizzazioni in meno di un mese. Nel 2022 viene incluso nella compilation di Rock Targato Italia e pubblica l’EP Rivalsa. Nel 2023 esce un libro di poesie illustrato da lui stesso per Susil Edizioni.
Preferisce definirsi cantastorie, non cantautore. La differenza, per lui, conta.
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Le foto di Giacomo Grasso e Fabrizio Repetto sono di Fulvia Fumagalli
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