Centinaia le famiglie che segnalano cuccioli malati e pedigree falsi: ecco i segnali d’allarme e perché la visita di persona resta la protezione più efficace
BIZZARONE (CO)- Un cucciolo visto solo in una foto, un prezzo troppo basso per essere vero, un bonifico anticipato e poi il silenzio. È lo schema che si ripete migliaia di volte ogni anno in Italia, e che secondo le stime di Coldiretti e l’Osservatorio sulle Agromafie muove un giro d’affari illegale da circa 300 milioni di euro l’anno, con oltre 400.000 cuccioli coinvolti.
Si stima in circa 8.000 i cuccioli introdotti illegalmente in Italia ogni settimana.
I segnali che dovrebbero far scattare l’allarme
Centinaia le famiglie in Italia, Svizzera, Austria e Slovenia che segnalano cuccioli malati, pedigree falsi e minacce dopo aver chiesto un rimborso.
Ma le autorità e le associazioni di settore concordano su alcuni indizi ricorrenti, che chi cerca un cucciolo dovrebbe imparare a riconoscere:
- Prezzo troppo basso, oppure cucciolo offerto “in regalo” in cambio di un rimborso spese
- Provenienza estera poco chiara, con richieste di denaro per trasporto o pratiche doganali
- Trattativa che si sposta subito su WhatsApp, senza indirizzo fisico dell’allevamento
- Richiesta di pagamento con bonifici internazionali o ricariche non tracciabili
- Documenti mancanti, pedigree falsificato o spiegazioni confuse sulla sua assenza
- Pressione a decidere in fretta, spesso accompagnata da storie drammatiche
Come riconoscere un allevamento serio
Secondo il centro, che dal 1979 seleziona razze toy e di piccola taglia come Barboncino Toy, Maltipoo, Maltese e Volpino di Pomerania, alcuni controlli sono alla portata di chiunque:
- Verificare che l’allevatore sia riconosciuto ENCI e controllare l’autenticità del pedigree
- Chiedere sempre partita IVA, indirizzo fisico e una fattura regolare
- Pretendere microchip ufficiale, vaccinazioni certificate e libretto sanitario completo
- Diffidare di chi si irrita davanti a queste richieste, invece di rispondere con chiarezza
- Per gli acquirenti svizzeri, verificare che venga gestito correttamente l’intero protocollo internazionale, dalla registrazione AMICUS alla certificazione UVAC fino al sistema TRACES
La difesa più semplice, ed è la più antica
Le fonti istituzionali convergono tutte sullo stesso consiglio, quello che sembra il più ovvio e che invece resta il più efficace: andare fisicamente a vedere il cucciolo, più volte se possibile, insieme alla madre. È un consiglio che esisteva prima di internet e che internet non è ancora riuscito a rendere superato.
“Il vero problema è che oggi si può comprare tutto con un clic, e le persone si aspettano di poter fare lo stesso anche con un essere vivente”, spiega Marco Mucci, titolare di CuccioliChePassione.it, allevamento di cuccioli attivo dal 1979 a Bizzarone, sul Lago di Como, a 3 km dalla Svizzera. “Un cucciolo non è un pacco che arriva in ventiquattro ore. Se qualcuno ti propone di consegnartelo così, senza farti vedere dove è nato e chi è sua madre, quella è già la prima bugia.”
“Noi apriamo le porte a chiunque voglia venire a trovarci, sempre, senza appuntamenti nascosti o scuse. Vedere i cuccioli crescere insieme alla loro mamma non è solo emozionante per una famiglia, è la prova più semplice che non c’è nulla da nascondere”, continua il titolare di Cuccioli Che Passione, un allevamento visitabile sia da famiglie italiane che svizzere, fondato nel 1979 a 3 chilometri dal confine con la Svizzera.
“Chi lavora seriamente non ha nulla da temere da un cliente che fa domande. Anzi, le domande dovrebbero essere il benvenuto, non un ostacolo. Tanto è vero che offriamo anche un anno di assistenza veterinaria a nostre spese sui cuccioli a noi allevati”, conclude Marco Mucci, che negli anni è riuscito a far diventare CuccioliChePassione.it un punto di riferimento per gli allevamenti di cuccioli di cani, arrivato alla quarta generazione di attività nella selezione di cuccioli di razza.

