Scopri come le spese obbligate influenzano i bilanci familiari in Italia, assorbendo il 42% delle risorse. Analisi di Confcommercio Mantova.
PORTO MANTOVANO (MN)- Nel 2026 le spese obbligate – casa, energia, sanità, trasporti, carburanti e assicurazioni – assorbono il 41,7% dei consumi complessivi delle famiglie italiane, contro il 37% di trent’anni fa. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sull’evoluzione dei consumi dal 1995 ad oggi.
In termini pro capite, le spese obbligate raggiungono 9.693 euro l’anno. La voce più pesante è quella relativa all’abitazione, con 5.335 euro, seguita da assicurazioni e carburanti con 2.310 euro e dall’energia con 1.829 euro.
Alla base di questa crescita c’è anche una forte dinamica dei prezzi: negli ultimi trent’anni l’indice dei beni e servizi obbligati è aumentato del 140%, contro il +57% dei beni commercializzabili e il +88,4% dei servizi. Particolarmente marcato l’incremento dell’energia, arrivato al +211%.
“La conseguenza – fa presente Lamberto Manzoli, presidente di Confcommercio Mantova – è una progressiva riduzione dello spazio disponibile per i consumi discrezionali. Le famiglie hanno modificato le proprie scelte e riorganizzato il paniere degli acquisti, anche alla luce di nuovi stili di vita che hanno reso ormai indispensabili beni e servizi un tempo considerati accessori, come smartphone, computer e connessioni internet”.
Nel 2026 emergono comunque alcuni segnali di recupero: crescono soprattutto i consumi legati al tempo libero, alla ristorazione e ai viaggi, con un incremento dell’1,9%, mentre resta più debole il comparto alimentare.
“Il dato conferma una situazione che tocchiamo con mano anche sul territorio mantovano: una parte molto consistente del reddito familiare viene assorbita da costi difficilmente comprimibili, riducendo inevitabilmente la capacità di spesa per gli altri consumi”, sottolinea Nicola Dal Dosso, direttore di Confcommercio Mantova. “Restituire potere d’acquisto alle famiglie significa sostenere allo stesso tempo commercio, ristorazione, servizi e la vitalità dei nostri centri”.
“È positivo che vi siano segnali di ripresa nei servizi e nel tempo libero, ma il recupero rimane fragile”, aggiunge Dal Dosso. “Il peso dei costi fissi continua a condizionare fortemente i bilanci familiari, in particolare per carburanti, energia e bollette. Occorre quindi intervenire su fiscalità e tariffe: liberare risorse significa rimetterle in circolo nell’economia reale, sostenendo domanda, investimenti e occupazione”.
