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TEATRO DELL’ARCHITETTURA MONDRISIO: a settembre, visite guidate e incontri speciali con Franz Graf, Carlo Dusi e Pino Musi

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“La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939–1996. Materialità e tettonica”–Teatro dell’architettura Mendrisio-USI ©Enrico Cano 2026

MONDRISIO (Svizzera) – Il Teatro dell’architettura Mendrisio (TAM) dell’Università della Svizzera italiana (USI) riapre le porte al pubblico con un calendario di appuntamenti dedicati alle tre esposizioni in corso fino al 20 dicembre 2026, promosse dall’Accademia di architettura: “La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica”, a cura di Franz Graf con Britta Buzzi, Carlo Dusi, Alessandro Bonizzoni e Sebastiano Verga, “Pino Musi. Continuum”, a cura di Michael Jakob, e “Sleipnir e il Labirinto di Porte”, installazione a cura di Duilio Forte in collaborazione con Simon Fikstvedt e Barbara Stallone, realizzata dalle studentesse e dagli studenti dell’Atelier Forte dell’Accademia di architettura dell’USI.

Dopo la giornata di porte aperte e la visita guidata del primo weekend, il 5 e 6 settembre, il mese di settembre propone due incontri speciali: il 12 settembre “Il moderno fragile”, con i curatori Franz Graf e Carlo Dusi nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio e il 21 settembre “INTERVALLI. Ai bordi della città contemporanea, la fotografia fra segno e suono”, lezione pubblica e incontro con il fotografo Pino Musi.

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Sabato 12 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il Teatro dell’architettura Mendrisio propone una giornata di porte aperte a ingresso libero e due visite guidate tematiche, alle ore 11.00 e alle ore 14.30, alla mostra “La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939–1996. Materialità e tettonica”, condotte dai curatori Franz Graf e Carlo Dusi.

Le visite accompagneranno i visitatori lungo il percorso espositivo, che propone una rilettura dell’architettura moderna ticinese attraverso la sua dimensione costruttiva – materiali, tecniche e sistemi strutturali – e una selezione di casi studio per riflettere sulla vulnerabilità del patrimonio moderno e sulle sfide legate alla sua conservazione. Attraverso esempi concreti e una discussione aperta, i partecipanti saranno invitati a interrogarsi sul valore, i rischi e le possibili strategie di tutela e reinterpretazione dell’architettura del Novecento.

Il Teatro dell’architettura Mendrisio è lieto di partecipare anche quest’anno alle Giornate Europee del Patrimonio, che si terranno in Svizzera il 12 e 13 settembre e che invitano a riscoprire il patrimonio costruito che caratterizza l’ambiente in cui viviamo ed è indissolubilmente legato alla nostra identità. Questa edizione, dedicata al tema “In pericolo?”, porta l’attenzione sui rischi che minacciano, anche in Svizzera, il patrimonio culturale e invita a individuare insieme soluzioni e percorrere nuove vie per la conservazione del ricco patrimonio.

Lunedì 21 settembre alle ore 17.00 in Auditorio, nell’ambito della mostra “Pino Musi. Continuum”, il Teatro dell’architettura Mendrisio propone “INTERVALLI. Ai bordi della città contemporanea, la fotografia fra segno e suono”, una lezione pubblica e incontro con Pino Musi, occasione di approfondimento e confronto con il fotografo.

Pino Musi ripercorrerà oltre quindici anni di ricerca sul suo rapporto fra fotografia e suono. A partire da Facecity, lavoro esposto alla Biennale Architettura di Venezia (2012), la fotografia viene concepita come una struttura complessa di segni, ritmi, intervalli e relazioni, capace di assumere la dimensione aperta della partitura sonora contemporanea.

La città, osservata ai bordi e nei suoi punti estremi di trasformazione, diventa il luogo di una riscrittura fotografica in cui spazio, tempo e percezione si organizzano secondo nuove forme di relazione. La trilogia Border Soundscapes (2019), Polyphōnia (2025) e Border Soundscapes II (2026, con Paolo Spaccamonti), sviluppa questo percorso in un movimento circolare: se inizialmente è il pensiero musicale ad aprire nuove possibilità per la fotografia, successivamente sono le immagini stesse a diventare score per lo sviluppo e la realizzazione della composizione sonora.

La fotografia supera così il proprio statuto descrittivo per diventare un dispositivo di trascrizione, generando nuovi significati. Un territorio di confine in cui lo sguardo diventa ascolto e il suono si fa spazio, corpo e architettura interiore.

La lezione pubblica è a ingresso libero, senza iscrizione, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Al termine dell’incontro sarà possibile visitare la mostra “Pino Musi. Continuum” alla presenza dell’artista. Una prima visita guidata alla mostra con Pino Musi è in programma alle 15.30, organizzata in collaborazione con La Filanda di Mendrisio (su iscrizione presso La Filanda o il TAM).

“Pino Musi. Continuum”–Teatro dell’architettura Mendrisio-USI©Pino Musi 2026

Le mostre

Allestita al primo piano, la mostra “La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939–1996. Materialità e tettonica”, a cura di Franz Graf con Britta Buzzi, Carlo Dusi, Alessandro Bonizzoni e Sebastiano Verga, propone una rilettura di oltre cinquant’anni di architettura ticinese attraverso cento edifici selezionati per il loro interesse dal punto di vista costruttivo.

Documentati con disegni, modelli, immagini e materiali d’archivio, gli edifici sono osservati attraverso uno sguardo ravvicinato in riferimento alla loro dimensione fisica: ovvero i materiali, le tecniche di costruzione e i sistemi strutturali che diventano strumenti per comprendere la tettonica e la poetica di queste architetture.

Il progetto espositivo nasce dal lavoro di ricerca ventennale sviluppato nell’ambito dell’area di Costruzione e Tecnologia dell’Accademia di architettura dell’USI. Attraverso l’analisi e il ridisegno degli edifici, studentesse e studenti hanno progressivamente costruito un catalogo aperto di architetture moderne del Cantone Ticino, mettendone in luce il valore costruttivo e il potenziale pedagogico.

La mostra approfondisce in particolare dodici opere rappresentate da pubblicazioni con testi critici, testimonianze e contributi di studio dedicati. Completano il percorso espositivo una selezione di modelli, alcuni reportage della Radiotelevisione della Svizzera Italiana (RSI) e una serie di fotografie realizzata da Roberto Conte nel 2025.

Proseguendo al secondo piano, l’esposizione “Pino Musi. Continuum”, a cura di Michael Jakob, presenta una selezione di fotografie in bianco e nero che indagano forma, materia e percezione dello spazio. Concepita come un progetto site-specific, la mostra dialoga con la forma circolare dello spazio espositivo e si sviluppa in sei sezioni tematiche che accolgono lunghi scrolls, ovvero una sequenza di scatti, come in un’unica narrazione panoramica.

Il percorso invita il visitatore a esplorare i diversi temi della pratica artistica di Musi, dove fotografia e riflessione sullo spazio si intrecciano, trasformando l’atto del vedere in una forma di conoscenza: il rapporto tra rovina e origine dell’architettura, il senso dell’abitare, le trasformazioni e le transizioni dello spazio costruito, fino alle tensioni tra i concetti di superficie, forma e incompiutezza.

Completano la mostra tre opere di grande formato dedicate al recente restauro di Notre-Dame e una selezione di libri d’artista, che testimoniano l’attenzione dell’autore alla pratica del bookmaking come mezzo espressivo autonomo e interdisciplinare.

Nell’atrium del TAM, l’installazione “Sleipnir e il Labirinto di Porte”, a cura di Duilio Forte in collaborazione con Simon Fikstvedt e Barbara Stallone, inserisce la scultura Sleipnir all’interno di un labirinto di porte progettate e costruite dalle studentesse e dagli studenti dell’Atelier Forte dell’Accademia di architettura trasformando lo spazio in un percorso simbolico e architettonico che indaga il rapporto tra uomo, spazio e processo progettuale.

“Pino Musi. Continuum”–Teatro dell’architettura Mendrisio-USI©Pino Musi 2026

Biografie

Carlo Dusi, laureato in architettura presso il Politecnico di Milano nel 1998, ha frequentato un master in restauro sui Beni Culturali presso il Politecnico di Milano. Dal 2018 è docente e ricercatore presso l’Accademia di Architettura – Università della Svizzera Italiana. È autore di diverse pubblicazioni sulla storia della costruzione e sul restauro dell’architettura storica e moderna.

Franz Graf, laureato in architettura presso l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, lavora come architetto indipendente a Ginevra dal 1989. Docente e ricercatore in architettura e costruzioni presso l’Università di Ginevra (1989-2006), nel 2005 è nominato professore ordinario di Costruzioni e Tecnologia presso l’Accademia di architettura dell’USI a Mendrisio. Dal 2007 al 2023, è stato professore onorario di Teoria e Progettazione Architettonica presso l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (2007-2023).

La sua ricerca si concentra sulla conoscenza dei sistemi di costruzione moderni e contemporanei, sulla conservazione e il riuso dell’architettura del XX secolo e sulla storia materiale del costruito, settori nei quali ha pubblicato numerosi libri ed articoli scientifici. Dal 2010 è presidente di Docomomo Svizzera e dal 2012 membro del «Comité des experts pour la restauration de l’œuvre» della Fondazione Le Corbusier. Dal 2008 al 2014 è stato co-direttore del progetto di ricerca Enciclopedia critica per il riuso e il restauro dell’architettura del XX secolo. Attualmente dirige il progetto di ricerca FNRS per la ricerca “Reload. Ripensare le procedure e le pratiche architettoniche per una transizione silenziosa” all’interno del programma nazionale sulla Baukultur (2024-2028).

Pino Musi è un fotografo e artista visivo italiano con base a Parigi. Ha iniziato la sua pratica fotografica all’età di quattordici anni apprendendo, da autodidatta, la tecnica del bianco e nero. Il fascino per la camera oscura e la costante frequentazione del teatro d’avanguardia hanno segnato la sua sperimentazione sia sul piano linguistico, sia su quello concettuale. Altrettanto rilevanti sono stati gli incontri con il regista Jerzy Grotowski e l’architetto svizzero Mario Botta, con cui ha collaborato per anni.

Il lavoro di Musi intreccia diverse discipline come l’antropologia, l’architettura e l’archeologia. Privilegia il lavoro interdisciplinare, l’apertura verso altre forme espressive, le collaborazioni con altri artisti. La sua attuale ricerca trova la sua massima espressione nell’arte della realizzazione di libri d’artista, il bookmaking.

Tra le pubblicazioni più recenti ricordiamo: Polyphōnia (2025); Phytostopia (2025); Sottotraccia (2019); Border Soundscapes (2019); Grecia. Le radici della civiltà europea (2019); Acre (2017).

Dal 2011 al 2017 Musi ha insegnato presso il Master di cultura visiva contemporanea della Fondazione Modena Arti Visive. Ha esposto in diverse gallerie e istituzioni europee, e le sue opere fotografiche sono presenti in collezioni private e pubbliche, tra cui: la Fondazione Rolla in Canton Ticino, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino, la Fondazione Modena Arti Visive, la Fondazione di Sardegna a Cagliari, la Fondazione Biscozzi / Rimbaud a Lecce, il FRAC (Fonds régional d’art contemporain) Bretagne, a Rennes, in Francia, la Fondazione MAST a Bologna, la Collezione Art Vontobel a Zurigo, il Canadian Centre for Architecture a Montréal, in Canada.

Prossimi appuntamenti

Domenica 6 settembre 2026, ore 10.00-18.00

Sabato 12 settembre 2026, ore 10.00-18.00 nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, con visite guidate condotte dai curatori Franz Graf e Carlo Dusi.
Domenica 4 ottobre 2026, ore 10.00-18.00 nell’ambito della Giornata della Rete MAM con evento speciale.

Domenica 1° novembre 2026, ore 10.00-18.00

Domenica 6 dicembre 2026, ore 10.00-18.00

In collaborazione con gli studenti dell’Accademia di architettura:

Sabato 5 settembre 2026, ore 11.00

Sabato 3 ottobre 2026, ore 11.00

Sabato 31 ottobre 2026, ore 11.00

Sabato 5 dicembre 2026, ore 11.00

In queste date, la visita guidata è gratuita, mentre l’ingresso alla mostra è a pagamento.

Informazioni

La costruzione dell’architettura in Ticino, 1939-1996. Materialità e tettonica

8 maggio – 20 dicembre 2026

Mostra promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana

A cura di Franz Graf con Britta Buzzi, Carlo Dusi, Alessandro Bonizzoni e Sebastiano Verga

Pino Musi. Continuum

8 maggio – 20 dicembre 2026

Mostra promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana

A cura di Michael Jakob

Sleipnir e il Labirinto di Porte

8 maggio – 20 dicembre 2026

Installazione promossa dall’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana

A cura di Duilio Forte in collaborazione con Simon Fikstvedt e Barbara Stallone, e realizzata dalle studentesse e dagli studenti dell’Accademia di architettura

Teatro dell’architettura Mendrisio

Via Turconi 25 6850 Mendrisio, Svizzera

Calendario e orari di apertura

Giovedì – Venerdì | 14.00 – 18.00

Sabato – Domenica | 10.00 – 18.00

Lunedì – Mercoledì | Chiuso (apertura su prenotazione per gruppi e classi)

Per giorni festivi, chiusure e aperture speciali, consultare il sito web: www.tam.usi.ch

Ingressi mostre

·       Intero: CHF/Euro 10.-

·       Ridotto: CHF/Euro 7.- (Docenti, studenti, FAI Italia, FAI Swiss, OTIA, AVS/AI,

over 65, gruppi)

·       Ingresso gratuito (Studenti, collaboratori e docenti USI-SUPSI, AMS/VMS-ICOM, Amici dell’Accademia di architettura, tutti fino ai 18 anni e tutti gli studenti delle scuole del Cantone Ticino, Guide SI, Pass AG Cultura, accompagnatore persone con disabilità.)

·       Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese e aperture speciali.

Contatti e informazioni

Teatro dell’architettura Mendrisio

Via Turconi 25 6850 Mendrisio Svizzera

E-mail: info.tam@usi.ch / media.tam@usi.ch

www.tam.usi.ch

 

Per accrediti e materiali stampa sulla mostra

Servizio Comunicazione istituzionale USI | Media TAM

E-mail: media.tam@usi.ch | T+41 58 666 5968

Per l’Italia/estero: ddl |arts| | T +39 02 8905.2365

Alessandra de Antonellis | E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | T +39 339 3637.388

Elisa Fusi | E-mail: elisa.fusi@ddlstudio.net | T +39 347 8086.566

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