CASTEL GOFFREDO (MN)- Nella mattinata dell’11 settembre giungeva una chiamata al 112. A richiedere l’intervento dei Carabinieri è la voce distrutta di un padre che chiede aiuto, riferendo all’operatore del 112 che il figlio lo sta percuotendo e lo minaccia con un coltello perché pretende del denaro.
Viene inviata sul posto una pattuglia della Stazione Carabinieri di Castel Goffredo, impegnata nei servizi preventivi concordati e condivisi in Prefettura durante un Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto dott. Roberto Bolognesi.
All’arrivo della pattuglia, i Carabinieri constatavano che la porta di accesso dell’abitazione erta stata scardinata. I militari ricostruivano la vicenda, anche se già nota per i numerosi interventi effettuati presso quel nucleo familiare, ricostruendo che il figlio della coppia, un 29nne, dopo essere entrato nell’abitazione rompendo la porta di ingresso, avrebbe minacciato di morte entrambi i genitori con un coltello prelevato in cucina, scaraventando poi a terra il padre e colpendolo con calci e pugni al volto.
Il padre 63nne era costretto a ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Castiglione delle Stiviere, venendo poi dimesso con una prognosi di 12 giorni.
I Carabinieri della Stazione di Castel Goffredo dichiaravano in stato di arresto il 29nne poiché ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, dei reati di minacce lesioni personali aggravate (codice rosso).
L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Mantova, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari, e l’eventuale colpevolezza dell’interessato dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

