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Apertura straordinaria ex Serre Petitot prima delle opere di recupero a Parma il 19 settembre

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Le ex Serre Petitot aprono le porte prima del recupero,

sabato 19 settembre dalle 9:30 alle 13:30

Ex Serre Petitot – Parma

PARMA – Sabato 19 settembre le ex Serre Petitot saranno eccezionalmente visitabili da tutti prima dell’avvio del cantiere di riqualificazione. In occasione di Quartieri in festa 2026, il Comune di Parma e l’Ordine degli Architetti invitano alla scoperta di uno degli edifici meno conosciuti del complesso del Parco Ducale, destinato nei prossimi anni a una nuova vita come Casa dell’Architettura.

Dalle ore 9:30 alle 13:30 la cittadinanza avrà l’occasione di entrare in uno spazio oggi non accessibile al pubblico e conoscerne la storia, l’architettura e il progetto di recupero.

A partire dalle 10:30, infatti, Carlo Mambriani, professore ordinario di storia dell’architettura all’Università di Parma, terrà una lezione sulla storia dell’edificio dal Settecento alle vicende più recenti e Costanza Barbieri, dirigente del Settore Patrimoniodel Comune di Parma, parlerà della valorizzazione del patrimonio comunale mediante forme diverse di partenariato.

Al termine Paola Maini, consigliera dell’Ordine, illustrerà il progetto di recupero dell’edificio, che diverrà anche la nuova sede dell’ente.

L’ingresso per tutti sarà dal portone affacciato sul Parco Ducale, attraverso gli accessi di via Kennedy e di via dei Farnese, a fianco della sede della Corale Verdi.

Le Serre Petitot sorgono lungo il margine meridionale del Giardino Ducale, all’interno di un complesso di edifici un tempo di proprietà ducale. La loro storia affonda le radici nel Medioevo, ma la porzione delle ex Serre sembra risalire al secondo Settecento, quando fu creato un piccolo orto botanico a servizio della Spezieria ducale, che vi coltivava le necessarie piante medicinali.

Se non è possibile attribuire con certezza la piccola serra con ampie vetrate rivolte a sud a Ennemond-Alexandre Petitot, all’epoca primo architetto di corte, è plausibile che egli abbia contribuito alla sua progettazione o trasformazione. La struttura, infatti, mostra un carattere essenzialmente funzionale e non presenta elementi decorativi che facilitino un’attribuzione per via stilistica.

Nel secondo Ottocento le serre passarono al patrimonio municipale. La documentazione catastale del 1864 le identifica come “Serra temperata e giardinetto per piante esotiche e fiori”Successivamente, con la costruzione di serre comunali più moderne e attrezzate in un boschetto del Giardino Ducale, le serre Petitot furono progressivamente dismesse.

A lungo chiusi e inutilizzati, gli spazi furono adibiti a caffetteria e bookshop per alcuni anni a seguito del grande restauro del Giardino Ducale tra fine XX e inizi XXI secolo.

Ora si prepara un nuovo capitolo. Lo scorso luglio, il Comune di Parma e l’Ordine degli Architetti hanno firmato la concessione trentennale dell’edificio, che conta circa 490 metri quadrati tra spazi coperti e corte interna. Il progetto prevede il consolidamento sismico, l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli spazi interni e della corte, per un investimento complessivo di circa 750 mila euro, di cui 350 mila messi a disposizione dall’Ordine.

L’intervento rientra nel più ampio progetto di rigenerazione urbana “Oltretorrente: il giardino ritrovato”, finanziato nell’ambito del bando di rigenerazione urbana 2024 della Regione Emilia-Romagna. «Siamo molto soddisfatti del percorso che il Comune di Parma ha intrapreso su quest’area grazie a un importante cofinanziamento regionale e alla compartecipazione dell’Ordine degli Architetti. – sostiene Chiara Vernizzi, Assessora alla Rigenerazione Urbana – Una parte importante della città con un edificio da tempo inutilizzato potrà generare spazi qualificati per il quartiere dell’Oltretorrente.»

«L’apertura straordinaria delle ex Serre Petitot è un modo per raccontare come l’amministrazione intende gestire, valorizzandolo, il proprio patrimonio comunale. – sottolinea Costanza Barbieri, dirigente del Settore Patrimoniodel Comune di Parma – La concessione sottoscritta con l’Ordine degli Architetti è l’esempio di come la collaborazione tra enti pubblici può restituire alla collettività un immobile dismesso, riqualificandolo sia nel suo aspetto storico-architettonico, sia per le sue caratteristiche più propriamente culturali, promuovendo alla rigenerazione urbana il quartiere in cui è ubicato. In un tempo in cui il Comune ha sempre meno risorse da investire per il recupero e la gestione diretta del proprio patrimonio, la collaborazione con le realtà del territorio può fare la differenza».

Per Francesco De Vanna, Assessore ai Lavori Pubblici e Legalità«i lavori che avranno luogo nel prossimo anno si inseriscono in un progetto di valorizzazione del Giardino che oltre all’intensificarsi della manutenzione e dei presidi della Polizia Locale, ha visto interventi di profonda riqualificazione come la Fontana del Trianon, il rifacimento delle luci, il nuovo parco giochi e il restauro di Palazzetto Eucherio Sanvitale. Questo progetto dimostra come la rigenerazione urbana possa trasformare spazi a lungo inutilizzati in nuove opportunità per la città».

L’appuntamento del 19 settembre assume allora un significato particolare: il racconto di ciò che è stato un pezzetto di Parma prima dei lavori. Per un fine settimana questo edificio sarà nuovamente parte della vita dell’Oltretorrente e della città. Un piccolo assaggio della loro prossima vita, quando Parma avrà finalmente la sua Casa dell’Architettura.

«Accanto alle attività istituzionali troveranno spazio incontri, mostre, seminari, laboratori e momenti di confronto sui temi dell’architettura, della rigenerazione urbana, della sostenibilità e della qualità dei luoghi in cui viviamo. – afferma Alessandro Tassi Carboni, presidente dell’Ordine degli Architetti – L’obiettivo è coinvolgere professionisti, cittadini, scuole e associazioni, trasformando un edificio a lungo inutilizzato in un luogo di cultura e relazione».

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