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Due finti carabinieri arrestati dopo aver truffato un’anziana. Recuperati gioielli per 100.000 euro

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FINTI CARABINIERI BLOCCATI SUBITO DOPO AVER PORTATO A TERMINE UNA TRUFFA AI DANNI DI UNA ANZIANA. DUE ARRESTATI E RECUPERATI GIOIELLI PER UN VALORE DI 100.000 EURO.

MANTOVA – Nella mattinata del 29 settembre, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mantova hanno messo a segno un’operazione di particolare rilievo nel quadro del contrasto ai reati contro le fasce deboli, che ha portato all’arresto di due soggetti – un uomo 53enne e una donna 50enne –, entrambi provenienti dal napoletano, ritenuti responsabili, in ipotesi accusatoria, di una truffa, particolarmente odiosa, ai danni di una signora 89 di Mantova.

L’intervento ha avuto luogo nella mattinata di martedì, nel corso di un servizio a carattere preventivo disposto dal Comando Compagnia Carabinieri di Mantova in relazione ai servizi concordati e condivisi in Prefettura durante un Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica disposto dal Prefetto dott. Roberto Bolognesi, quando la pattuglia in abiti civili della Sezione Operativa, nel pieno delle attività di vigilanza e controllo del territorio, notava il comportamento anomalo di un uomo ed una donna a bordo di un’autovettura. L’attenzione degli investigatori è stata attirata proprio dal continuo girare della coppia in un quartiere di Mantova: fermate continue, ripresa della marcia, movimenti che sono apparsi sospetti. Per tali motivi i militari hanno voluto approfondire gli accertamenti, chiedendo l’ausilio di altri colleghi al fine di effettuare un servizio di pedinamento.

Ed il fiuto investigativo dei Carabinieri si è dimostrato fondamentale: durante il pedinamento della coppia, i militari hanno notato il veicolo fermarsi in via Fratelli Bandiera. Mentre l’uomo rimaneva alla guida di un’autovettura a noleggio, con il motore acceso, la donna veniva notata scendere dall’autovettura e recarsi nell’androne di un condominio, dove suonava ripetutamente un campanello riuscendo a farsi aprire il portone di ingresso.  Dopo alcuni minuti, in tutta fretta la donna usciva dal condominio, salendo a bordo del veicolo che si allontanava velocemente dal luogo.

Questo ulteriore comportamento ha ulteriormente insospettito i Carabinieri che stavano pedinando0 la coppia sospetta, Carabinieri che decidevano nell’immediatezza di fermare il veicolo e procedere al controllo degli occupanti. E quando gli stessi investigatori hanno aperto la borsa della donna, rinvenendo numerosi preziosi in oro, hanno capito di aver fatto bingo!

Veniva ricostruita l’intera azione criminale posta in essere, in ipotesi accusatoria, dalla coppia napoletana. La truffa, architettata e messa in atto con spregiudicata freddezza, era stata consumata secondo uno schema purtroppo molto noto ed ancora efficace: la vittima, un’anziana signora sola in casa e vedova, era stata contattata telefonicamente da un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri” che, con tono autorevole e rassicurante, le aveva comunicato che in zona si era da poco consumata una rapina e che vi era il sospetto che parte della refurtiva potesse trovarsi nella sua abitazione. Con il pretesto di dover effettuare una verifica dei preziosi in possesso dell’anziana donna, l’interlocutore annunciava l’arrivo di un incaricato dell’Arma presso il suo domicilio.

L’anziana, colta alla sprovvista ma fiduciosa nelle forze dell’ordine poiché figlia di un Maresciallo dei Carabinieri Reali che aveva fatto servizio proprio a Mantova, accoglieva calorosamente e con piena fiducia la falsa “rappresentante dell’Arma”, in realtà una truffatrice travestita da persona perbene. Dopo pochi minuti, con grande abilità manipolativa, quest’ultima riusciva a farsi mostrare i beni di valore presenti in casa: circa 80 euro in contanti e numerosi monili in oro. Con uno stratagemma, la donna riusciva a impossessarsi del tutto, dileguandosi rapidamente.  

La vittima mai avrebbe immaginato che dietro quella voce telefonica autorevole e decisa del “Maresciallo dei Carabinieri” di Mantova, e dall’atteggiamento deciso della donna finto Carabiniere, potesse nascondersi l’inganno. Un tradimento non solo materiale, ma emotivo. Una ferita che resterà sanguinante per sempre. La serenità che non tornerà più.

L’attenta attività d’indagine posta in essere dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mantova, supportata dal successivo racconto della vittima che ha fornito descrizioni dettagliate e che ha saputo riconoscere con certezza la truffatrice durante la ricognizione fotografica, ha consentito di inchiodare i responsabili sulle loro responsabilità addebitate in ipotesi accusatoria.

Determinante anche l’approfondito lavoro di ricostruzione del tragitto effettuato dai malviventi, ottenuto attraverso l’analisi incrociata dei sistemi di videosorveglianza, della costante attività di osservazione dei militari tracciato con precisione dai militari.

La perquisizione dell’auto della coppia, presa a noleggio, ha consentito di rinvenire anche dei due telefoni cellulari utilizzati per compiere la truffa, nonché informazioni sugli indirizzi di potenziali vittime e delle istruzioni operative dettagliate, tipo vademecum, su come presentarsi per ingannare le persone.

I due soggetti sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata in concorso e, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Mantova, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.  

Il denaro contante ed i monili in oro, del valore di 100.000 euro, interamente recuperati, su disposizione della Procura di Mantova, sono stati riconsegnati alla legittima proprietaria. I Carabinieri, oltre ad aver restituito all’anziana donna i suoi beni, le hanno restituito anche la fiducia nelle Forze dell’Ordine, fiducia che dopo il fatto criminoso era venuta meno. E l’anziana, nel ricordo del marito Carabiniere, ha voluto abbracciare e ringraziare i veri Carabinieri che, in una giornata particolarmente complicata, le hanno ridato fiducia.

Grande soddisfazione è stata espressa dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Mantova per l’esito positivo dell’operazione, che dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale l’impegno quotidiano e capillare dell’Arma sul territorio, soprattutto nella tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Il lato oscuro della truffa: ferite che non si vedono

Quello che per i truffatori è solo “un colpo ben riuscito”, per le vittime è uno strappo profondo, spesso insanabile. Non è solo una questione di soldi o di oggetti: ciò che viene rubato è il senso di sicurezza, la fiducia nel prossimo, la tranquillità dentro le mura di casa. Sono reati silenziosi ma devastanti, che lasciano segni interiori più dolorosi di qualunque furto.

Gli anziani, che spesso vivono in solitudine, diventano bersagli perfetti per chi sa manipolare le emozioni, imitare l’autorità, approfittare della buona fede. Ecco perché l’impegno dell’Arma dei Carabinieri non si limita solo alla repressione, ma è anche prevenzione, vicinanza, ascolto.

Mai abbassare la guardia

L’Arma dei Carabinieri coglie l’occasione per rinnovare l’invito a tutta la cittadinanza – ed in particolare agli anziani – a mantenere sempre alta la guardia ed a contattare immediatamente il 112 in presenza di qualunque dubbio, chiamata sospetta o comportamento anomalo. Nessun vero Carabiniere chiederà mai di mostrare denaro o oggetti di valore a domicilio.

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