OSTIGLIA – Ornella Fiorini è protagonista di una nuova produzione discografica che da ottobre è possibile ascoltare sulle principali piattaforme digitali in streaming musicale.
Il progetto artistico a firma della nota interprete, autrice, poetessa, pittrice e fotografa ostigliese s’intitola “Canta pűtina e granda”, ovvero il mondo di Ornella Fiorini.
Per meglio comprendere il valore di questo suo nuovo percorso tra le sette note lasciamo spazio al pensiero critico del noto giornalista Giorgio Pezzana.
“Canta pütina e granda” è il titolo di un album uscito pochi giorni or sono, ma già destinato a scrivere una piccola pagina di storia nel contesto territoriale di chi lo ha concepito. Si tratta di quattordici tracce, canzoni scritte ed interpretate da Ornella Fiorini, accompagnata alla chitarra da Riccardo Cappelli e da un gruppo di altri musicisti che si sono via via avvicendati nell’esecuzione di tutte le canzoni.
Ma per meglio comprendere il significato di questo lavoro, bisogna conoscere Ornella Fiorini: cantautrice, poetessa, scrittrice, pittrice. Un’artista poliedrica che ha dedicato la sua vita e la sua arte al territorio in cui vive da sempre, quella provincia mantovana sulla sponda del Po ove si alternano le stagioni dipingendo ogni giorno paesaggi sempre uguali e sempre nuovi. Ostiglia è il nome del suo paese, un piccolo centro che conta poco meno di settemila abitanti, che racconta la storia delle origini della casa editrice Mondadori. Il senso di appartenenza di Ornella Fiorini a questo comune ed a questo territorio si muove tra il silenzio delle paludi e la profonda Pianura Padana che ha così tanto da raccontare, attraversata per secoli dai passi di gente laboriosa, contadina, tenace ed ostinata. In questo contesto si colloca e cresce la dimensione artistica di Ornella che nel suo dialetto diviene poco a poco la testimone di questa terra. Dipinge, scrive, ma soprattutto con la sua chitarra canta quel mondo e le sensazioni che ne scaturiscono. Presenta i suoi lavori in occasione di serate sempre seguite con interesse ed emozione sino ad approdare a questo lavoro discografico che rappresenta il coronamento di un lungo cammino. Canzoni in dialetto, racconti di un mondo che non c’è più, un ripetuto omaggio al grande fiume che con il suo scorrere lento ha visto scrivere tante storie di vita, la natura ed i personaggi, come “La Maria Rebotta” o “L’Angelica” o “Alfonsina e al mar”, quelli che nella gioia e nel dolore, nelle piccole cose di periferia, diventano protagonisti che tutti conoscono e poi i ricordi che si rincorrono, la vita che si aggrappa ad essi per trovare il senso delle cose. Per realizzare questo disco, Ornella Fiorini ha voluto avvalersi di ottimi musicisti, in primis il chitarrista Riccardo Cappelli, che è anche l’arrangiatore di questo lavoro e poi la partecipazione straordinaria del Bramito sound. La voce di Ornella è di quelle che arrivano, di quelle abituate a raccontare e per chi non conosce il mantovano, c’è un libretto con tutti i brani tradotti, parte di un package che reca una copertina bellissima ed evocativa, opera, manco a dirlo, di questa poetica cantastorie.
