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Divertirsi non ha età, a Mantova sono iniziate le prove delle Olimpiadi del Sorriso 2027

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Dopo l’anteprima di successo, a primavera 2027 la prima edizioni dei mini giochi olimpici

Al Dopolavoro Ferroviario l’edizione zero dei giochi sportivi per anziani promossa dal Club delle Tre Età e da ASPEF. La manifestazione tornerà nella primavera del 2027 con un progetto dedicato a movimento, socialità e benessere.

La voglia di giocare non conosce limiti anagrafici.

Lo ha dimostrato la mattinata di mercoledì 21 ottobre, quando alle 9:30, presso l’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Mantova, ha preso il via l’edizione zero di “Divertirsi non ha età”, iniziativa realizzata dal Club delle Tre Età insieme ad ASPEF Mantova. Un appuntamento sperimentale che guarda già alla primavera 2027, quando il progetto punta a diventare una vera e propria manifestazione di mini Olimpiadi locali.

L’obiettivo è portare il gioco e l’attività motoria al centro della vita sociale, offrendo alle persone anziane occasioni per incontrarsi, mettersi alla prova e condividere esperienze al di fuori della routine quotidiana. Un modo concreto per promuovere l’invecchiamento attivo e contrastare la solitudine, facendo della partecipazione un elemento essenziale del benessere individuale e collettivo.

Nel corso della mattinata, le squadre si sono affrontate in un clima di entusiasmo e sana competizione. La sfida sportiva ha lasciato presto spazio al divertimento, agli incoraggiamenti reciproci e alla soddisfazione di partecipare. Il risultato è stato quello di trasformare una semplice attività ludica in un’occasione di incontro, capace di mettere al centro le persone prima ancora dei punteggi.

L’iniziativa presenta anche importanti risvolti sul piano motorio e riabilitativo. Se calibrati sulle capacità individuali, i giochi possono contribuire a mantenere mobilità, equilibrio e coordinazione, stimolando al tempo stesso attenzione e memoria. A questi aspetti si aggiunge il valore dell’animazione sociale: condividere regole, obiettivi e momenti di allegria rafforza l’autostima, favorisce le relazioni e alimenta il senso di appartenenza. Il gioco diventa così uno strumento di benessere che integra movimento, stimolazione cognitiva e socialità.

A sintetizzare lo spirito della giornata è una frase celebre attribuita a George Bernard Shaw: «Non si smette di giocare perché si invecchia, ma si invecchia perché si smette di giocare».

Al termine delle attività, i partecipanti hanno ricevuto attestati di partecipazione e coppe per il primo e il secondo posto. Ma al di là dei riconoscimenti, la soddisfazione più grande è stata dimostrare che entusiasmo, spirito di squadra e desiderio di mettersi in gioco appartengono a tutte le età.

L’edizione zero rappresenta dunque il punto di partenza di un progetto che il Club delle Tre Età e ASPEF intendono sviluppare in vista della primavera 2027, coinvolgendo progressivamente altre realtà del territorio. Perché lo sport, anche quando assume la forma semplice e accessibile del gioco, può diventare un’occasione preziosa per costruire comunità.

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