Complesso Monumentale del San Giovanni
Archivio Storico Comunale
Piazza Giuseppe Garibaldi, 21 | Catanzaro
“Libri in Castello” è il format di micro-festival culturali dedicato al libro e alla lettura della casa editrice Il Rio, attiva coi marchi editoriali Oligo Editore, CN-Casa Nuvolari e Il Rio Edizioni. A Catanzaro arriva la terza edizione, grazie alla partecipazione del Comune e dell’Accademia di Belle Arti.
Il festival si svolgerà nella giornata di venerdì 6 novembre nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale San Giovanni, laddove sorgeva il castello normanno a guardia della Catanzaro medioevale. La partecipazione alla manifestazione è gratuita.
PROGRAMMA
9.30
Saluti istituzionali
Donatella Monteverdi, Assessore alla Cultura Città di Catanzaro
Giuseppe Negro, Direttore Accademia di Belle Arti di Catanzaro
Giulio Girondi, Editore Il Rio
10.00
Tavole a Tavola. Cibo e bevande nel mondo dei fumetti
Presentazione del libro di Luca Fassina (Oligo Editore)
Introduzione di Tommaso Palaia, docente ABA Catanzaro
Luca Fassina lavora con la parola scritta da oltre trent’anni: giornalista, scrittore, traduttore e storyteller di Milano, è stato corrispondente musicale da Londra e manager dell’entertainment a Parigi. Oggi scrive per “Classic Rock”, “Metal Hammer” e Sergio Bonelli Editore; ha collaborato, tra gli altri, con RollingStone.it.
Dopo aver esplorato cibo e bevande nella letteratura attraverso i libri di Stephen King, nel mondo del cinema, nell’universo della musica tramite le ricette più amate dalle rockstar e persino nell’iconografia delle copertine dei dischi, Luca Fassina torna alla cultura pop con una passeggiata lunga tre secoli attraverso fumetti, comics, bandes dessinées, bildergeschichten, tebeo e manga. Il cibo nel mondo dei fumetti: non solo dettaglio decorativo, ma potente strumento narrativo, antropologico e iconografico che definisce l’identità dei personaggi e la struttura della trama; gli spinaci di Braccio di Ferro, la pizza delle Tartarughe Ninja, il ramen di Naruto; il banchetto come luogo per la risoluzione dei conflitti, il cibo come indicatore di classe sociale e come riflesso della cultura di appartenenza degli autori.
11.00
Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle
Incontro con Thomas Berra
Introduzione di Maria Saveria Ruga, docente ABA Catanzaro
Come dichiara egli stesso, Thomas Berra (1986) «vive e lavora nel Cosmo». Tra i più interessanti artisti della sua generazione, ha esposto in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’Estero, tra cui ricordiamo: Mana Contemporary, Chicago (2015); Magazzini del Sale, Siena (2019); Kuja Gallery, Helsinki (2020); Triennale di Milano (2023); Ca’ Pesaro, Venezia (2023); Cremona Contemporanea | Art Week (2024); Fondazione Pastificio Cerere, Roma (2024). A gennaio 2026 Com’era luminosa la luna e blu tutta la valle è sia una mostra (Mantova, Casa del Mantegna), sia un libro (Oligo Editore) – e, si badi, non un catalogo – in cui presenta il suo universo sognante, abitato da mondi vegetali in continua espansione e da figure umane alla ricerca di una propria identità, accanto a un testo sognante. Il volume, infatti, è un viaggio, anzi due. Unisce due mondi che si incrociano, si sfiorano, si bilanciano. Da una parte un testo scritto, un po’ racconto un po’ flusso di coscienza; di sicuro una prosa poetica che introduce il lettore nel mondo onirico di Thomas Berra, artista per la prima volta alle prese con una narrazione scritta. Dall’altra ancora un testo, questa volta non scritto, ma grafico, che entra nel cuore della dimensione creativa propria di Berra, che qui ordina disegni e dipinti dal 2008 al 2025. In questo secondo viaggio incontriamo erbari immaginari e piante vagabonde, che presto scopriamo animate da personaggi usciti da un murales di Basquiat o da una più nostrana tela di Transavanguardia. Poi la presenza umana si fa preponderante, il segno più asciutto, con rimandi alla lezione di Gino De Dominicis e alla sintesi di Mimmo Paladino, fino ad arrivare a tavole tra il graffitismo e la poesia concreta.
15.00
Parole Performative
Presentazione dei volumi 2026 della collana a cura di Simona Caramia, di
Arte, libertà e visione di un uomo libero. Toni Ferro, a cura di Caterina Arcuri
L’oro [standard atomico]. Victoria Vesna, a cura di Dobrila Denegri
Settimana situazionista, a cura di Simona Caramia
Saranno presenti i docenti ABA Catanzaro: Caterina Arcuri, Simona Caramia, Dobrila Denegri, Gianluca Donati, Dacia Palmerino
Parole performative documenta la ricerca dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, condotta sul campo attraverso progetti partecipati e interventi site specific di artisti, teorici e ricercatori coinvolti in Performing, progetto finanziato da giugno 2024 a marzo 2026 dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per l’internazionalizzazione, la promozione e il sostegno delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica. La collana nasce dal voler raccontare in modo diverso il processo e la metodologia artistici, che portano alla mise en place delle opere. Intervallando testi e fotografie, ogni volume si compone di un nucleo di contributi, a partire da una selezione di parole, scelte con gli artisti ed esplicative delle loro visioni. Di ciascuna parola si fa carico e si prende cura l’artista, ma anche il critico, la storica, l’intellettuale, lo scienziato, la ricercatrice, ovvero diversi studiosi che analizzano, conoscono ed esprimono il potenziale trasformativo e attuativo dell’arte. Il racconto dei volumi si impernia sull’importanza del linguaggio, e di preciso sul potere performativo della parola: era il 1962 quando veniva pubblicato How to do Things with Words (Come fare cose con le parole) di John Austin, raccolta di dodici lezioni condotte nel 1955 all’Università di Harvard, nelle quali il filosofo sosteneva che gli atti linguistici compiono azioni a sé, sono performativi. Poiché dire è sempre fare qualcosa, ne deriva che con le parole facciamo delle scelte e agiamo, che modifichiamo il mondo intorno a noi. La performatività della parola agisce sulla materia del reale, al pari del gesto artistico. Quale modo migliore di parlare di arte contemporanea e di filosofia dell’arte, se non proprio a partire dalle singole parole, con la loro forza locutoria, illocutoria e perlocutoria?
17.30
Indagine su Cézanne
Incontro con Marino Magliani, curatore e traduttore del libro di Charles-Ferdinand Ramuz (Oligo)
Introduzione di Giulio Girondi, editore
Marino Magliani, di origini liguri, ha vissuto per anni tra Spagna e America Latina, per poi trasferirsi in Olanda. Scrittore e traduttore, ha pubblicato per molti editori, tra cui 66thand2nd, Chiarelettere, Giulio Perrone, Hopefulmonster, Italo Svevo, Longanesi, L’Orma, Sironi. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti (nel 2022 è rientrato nella dozzina del Premio Strega). Per Oligo dirige la collana Ronzinante, che chiede a grandi autori italiani un testo accompagnato da disegni per raccontare un luogo caro.
Indagine su Cézanne raccoglie scritti inediti in italiano, di fatto dei saggi narrati, a firma di Charles-Ferdinand Ramuz (Losanna, 1878-Pully-1947), poeta e scrittore, tra i più significativi intellettuali svizzeri della prima metà del Novecento, dedicati a Cézanne. L’attenzione di Ramuz per il padre dell’arte moderna si fonda sugli interessi dello scrittore: a Parigi tra il 1902 e il 1914, rientrato in patria fonda la rivista “Cahiers vaudois”, sul cui primo numero pubblica Raison d’être, il manifesto in cui esprime la sua volontà di profonda identificazione con la natura, il paese e la lingua romanda. L’attenzione al paesaggio, al dato naturale, alla sintesi espressiva accomuna la pittura di Cézanne alla prosa ricercata di Ramuz.
18:30
Lezione aperta alla città: una narrazione sull’archivio storico a cura di Sarah Procopio
La lezione aperta alla città rappresenta un’occasione di incontro e condivisione, pensata per avvicinare la comunità al patrimonio documentario e alla memoria del territorio. L’archivio storico non è soltanto un luogo in cui si conservano documenti antichi, ma uno spazio vivo, capace di raccontare vicende, esperienze e trasformazioni che hanno contribuito a definire l’identità della città.
In ogni archivio, attraverso la lettura e l’interpretazione di carte, fotografie, registri e testimonianze, è possibile ricostruire frammenti di vita quotidiana, riscoprire personaggi e avvenimenti significativi e comprendere il legame tra passato e presente. Ogni documento diventa una voce che attraversa il tempo, offrendo nuove prospettive sulla storia locale.
L’iniziativa intende valorizzare l’archivio come bene comune e strumento di conoscenza, promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini, degli studenti e delle diverse generazioni. Aprire le porte dell’archivio significa rendere accessibile la memoria collettiva, stimolare la curiosità e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

