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FANGO, ACQUA E ARTE: alle pescherie della Rocca di Lugo in mostra le sculture di Rambelli, Golfarelli, Drei, Biancini

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L’esposizione, realizzata in anteprima a Milano, sarà inaugurata sabato 14 dicembre alle 18:00

Angelo Biancini, Amore, 1937 ca., ceramica in terraglia a colaggio con vetrina incolore, 44x26x11 cm PH Sergio Goglia

Sabato 14 dicembre alle 18 alle pescherie della Rocca di Lugo inaugura «Fango, acqua e arte», mostra scultorea collettiva con opere di Tullo Golfarelli, Domenico Rambelli, Ercole Drei e Angelo Biancini.

La mostra, a cura di Sergio Baroni e Massimiliano Fabbri, in collaborazione con la Galleria Baroni di Milano e con la delegazione Fai di Ravenna e Lugo, mette in dialogo quattro grandi scultori romagnoli vissuti tra Otto e Novecento ed è stata realizzata per la prima volta alla Galleria Baroni di Milano nel febbraio-marzo 2024, come reazione e riflessione a seguito della prima alluvione del maggio 2023 in Romagna; anche a partire dalla suggestione di un articolo del quotidiano Domani, che il 15 settembre dello stesso anno festeggiava la riapertura e il ritorno dei bambini e dei ragazzi nelle scuole delle zone ferite dall’invasione dell’acqua.

Angelo Biancini, Atleta vittorioso, 1933, bronzo con base in marmo rosso, 34x18x24 cm PH Sergio Goglia

«Fango, acqua e arte» approda ora a Lugo nei rinnovati spazi delle pescherie della Rocca, e si connette in maniera diretta al patrimonio della città di Francesco Baracca, che si fregia di possedere e custodire non solo il capolavoro dello scultore faentino Domenico Rambelli dedicato al cavaliere del cielo, ma anche la semplice e commovente lapide funeraria di Francesco Balilla Pratella, fatta dallo stesso Rambelli a partire dall’Ex Libris del celebre musicista, anch’egli sepolto nel cimitero cittadino.

Così, attraverso le opere esposte dello scultore di origine faentina, si attiva ancora una volta una connessione che invita a uscire – dopo la visita alla mostra – alla riscoperta della città e del suo museo diffuso: dal monumento che ricorda l’aviatore, alla sala Baracca (prima sede del museo dentro la Rocca estense, che festeggerà il suo centenario nel 2026), dal cimitero alla casa-museo al cui interno, nella sala del Mito, un’intera sezione è dedicata alla storia e genesi della grande ala di Rambelli, inaugurata nel 1936 nel cuore di Lugo e divenuta vero e proprio centro di gravità della città.

Ercole Drei, Busto di Wally Toscanini, anni 20 del ‘900, terracotta, 49x39x20 cm PH Sergio Goglia

Nel 2018, centenario della morte del cavaliere e aviatore, le tre città romagnole che ospitano monumenti e opere di Domenico Rambelli – Faenza, Brisighella e Lugo – hanno dato vita a un progetto espositivo e a un libro intitolati Romagna monumentale, a restituire luce alla grandezza di questo scultore caduto per anni in un quasi oblio.

L’esposizione ha inoltre il pregio di stimolare un confronto tra artisti (provenienti dal medesimo ambito geografico, ma appartenenti a stagioni differenti), che offre un costante rimando al contesto politico, sociale e culturale in cui le opere stesse sono state prodotte: dagli ideali risorgimentali della nuova Italia al regime fascista – tra avanguardia, Novecento e ritorni all’ordine -, fino alla resistenza e liberazione dal nazifascismo. Basti pensare al monumento di Biancini dei primi anni settanta ad Alfonsine.

Ercole Drei, Talia, 1955 ca., marmo, 148x65x36 cm PH Sergio Goglia

In mostra sono esposte venticinque sculture tra terrecotte, ceramiche, bronzi e marmi che coprono un arco temporale che va dal 1888 al 1972, tutte riprodotte in un catalogo ristampato per l’occasione con testi di Sergio Baroni, Massimiliano Fabbri, Claudia Giuliani, Franco Bertoni, Alberto Mingotti, Alberto Valenti, Luca Melegati Strada, Alfonso Panzetta, Luisa Accati e Luisa Mariani. Una pluralità di sguardi che permette di guardare alle opere da più punti di vista, da quello storico-politico a quello artistico e delle tecniche e tecnologie artigianali, dagli aspetti letterari e di genere al mito, dal costume e società alla psicanalisi.

Tullo Golfarelli, Caco, 1904 ca., ceramica in terracotta con “patina” in bronzo, con occhi di vetro, 50x56x40 PH Sergio Goglia

«Fango, Acqua e Arte è il titolo scelto per la mostra collettiva, una triade di parole volta a testimoniare l’importanza dell’arte nella società, oltre e al di sopra di ogni catastrofe ambientale o antropica – commenta Sergio Baroni, collezionista, gallerista e ideatore del progetto espositivo -. Le opere dei quattro artisti romagnoli rivelano che l’arte può resistere al tempo, superare tragedie e cataclismi, tramandare messaggi universali. I monumenti in mostra realizzati tra Bologna, Ferrara e la Romagna, si innalzano solenni e maestosi, ostacolando l’irruenza del fango e dell’acqua durante l’alluvione emiliano-romagnola del maggio 2023».

Domenico Rambelli, Busto di Miss Miller, 1926, bronzo su supporto ligneo, 58x30x33 cm PH Sergio Goglia

La mostra, a ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 26 gennaio il giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.

L’esposizione fa parte di Matrice, un progetto che collega nello spazio e nel tempo musei e altri luoghi storici della città di Lugo con arte, sguardi e movimenti contemporanei.

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